LARA COMI: “DA PD INDEGNA RITIRATA, SCHIAFFO A 30 MILA PMI”

wpid-lc-300x300.jpgDa Ufficio Stampa On.le Lara Comi.

Riceviamo e pubblichiamo.

COL RITIRO DEGLI EMENDAMENTI TRADITO ACCORDO CONDIVISO AL TAVOLO TECNICO DEL SOTTOSEGRETARIO BARETTA. SENATRICE GRANAIOLA DIMOSTRI CHE LORO IMPEGNO NON ERA FINTO

Roma, 18 novembre 2013 – “Sulle spiagge il Pd ha fatto un’indegna ritirata andando incontro a un’autentica figuraccia. I senatori della sinistra che hanno proposto alla legge di  Stabilità degli emendamementi fotocopia a quelli presentati dal Pdl sulla ‘sdemanializzazione’ dei 15 mila stabilimenti balneari hanno poi fatto una vergognosa marcia indietro disattendendo una soluzione che loro stessi hanno  condiviso, e che ha trovato il sostanziale consenso dei sindacati, emersa lo scorso ottobre al Tavolo ministeriale coordinato dal sottosegretario Baretta, presenti le associazioni di categoria. Ovvero quella di scindere le strutture commerciali, ai fini della vendita (con  diritto di opzione per gli attuali concessionari), mantenendo demaniali le spiagge da riassegnare con le concessioni secondo i diritti di concorrenza. In politica serve coerenza, non si possono ingannare in questo modo i cittadini e gli elettori”.

Lo afferma l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi.

“Chiedo in primis alla senatrice Pd Manuela Granaiola, che ha condiviso questa linea  – dichiara Comi –  di fare tornare sui propri passi i colleghi parlamentari che hanno sottoscritto quell’accordo. Ha ragione a dire che su quella proposta ‘non si possono sparare giudizi o attacchi grossolani, dettati dall’ignoranza della materia’. Lo spieghi in primis a Fassina e a Epifani e a tutti coloro i quali hanno parlato a vanvera di privatizzazione delle spiagge.  Altrimenti significa che il loro impegno era finto e non era assolutamente prioritario difendere 30 mila Pmi, di cui un terzo guidate da donne imprenditrici, e 300 mila lavoratori. Dunque, disattendendo questa linea, la senatrice Granaiola e il Pd si dimostrano a favore delle aste delle concessioni demaniali, secondo la direttiva Bolkestein”.

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