LARDINELLI: altroché aggirare la Bolkestein, le gare sarebbero fatte direttamente dai comuni

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Apprendiamo da un articolo del Tirreno che Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba Confesercenti vede con favore la possibilità che l’Agenzia  del Demanio ceda ai Comuni alcuni degli immobili di sua proprietà sul lungomare.
Egli, prosegue l’articolo, sulla cosiddetta “sdemanializzazione”, cioè la vendita ai privati di terreni e immobili su zona marittima, ha sempre improntato la sua battaglia per la salvaguardia degli stabilimenti dai rischi della direttiva Bolkestein.

Queste le sue parole: «Questo provvedimento contenuto nel Decreto del fare è molto interessante e merita un approfondimento. Intanto, perché prevede un passaggio di proprietà dallo Stato ai Comuni, o alle Regioni, che a nostro avviso fotografa in maniera corretta la realtà. Non ha più senso considerare chilometri di costa come un baluardo contro le invasioni straniere, e quindi bisognose di una difesa da parte del governo centrale. Non solo. A nostro avviso c’è una fetta di questa costa, che è dove si trovano le strutture degli stabilimenti balneari, che può essere tranquillamente considerata come parte integrante delle nostre attività. Come ho detto più volte, bisogna ridisegnare la linea del Demanio marittimo. Lasciando pubblica la spiaggia e la parte antistante il mare, ma consentendo ai privati di poter acquisire la zona dove sorgono le cabine. È chiaro – conclude Lardinelli – che si riuscisse a raggiungere un obiettivo simile, si potrebbe aggirare l’ostacolo della direttiva Bolkestein e in generale della richiesta di mettere a gara l’affidamento delle spiagge》

Vediamo di spiegare in parole semplici perché le affermazioni di Lardinelli sono pericolose.
Innanzitutto in Italia non esiste una legge che preveda la prelazione per i concessionari demaniali né alcuna preferenza a noi accordata.
Già in passato il comune di Termoli seguì il problema. Si esamino’ la legge finanziaria 2005 legge 311/04. Il comune fece anche una delibera, ma non fu possibile comunque procedere.
I comuni in ogni caso, in assenza di leggi italiane che regolamentino la materia, avrebbero previsto allora e prevederebbero oggi le gare.
Quindi aggirare la Bolkestein come dice Lardinelli sarebbe si possibile ma non sarebbe altrettanto possibile evitare le gare…inevitabili qualora ci fosse il passaggio ai comuni e in assenza di una normativa adeguata.
Uno dei modi possibili è prevedere l’esclusione dalla Bolkestein. I terreni sarebbero così di proprietà dello stato italiano (trattato 395 TFUE ex 293 Trattato CE) e potrebbero essere assegnati agli attuali concessionari e conduttori con un diritto di superficie riscattabile,o una diretta acquisizione secondo le leggi che regolano le aree P.I.P.

Per quanto riguarda il decreto del fare noi siamo stati inseriti nella lettera A e non nella E… per fortuna.
La normativa si riferisce infatti ai beni immobili di cui all’articolo 5 comma 1 lettera e) e comma 4 del decreto legislativo 28 maggio 2010 n85 (gli altri beni immobili dello stato ad eccezione di quelli esclusi dal trasferimento. Non riguardano la lettera a) i beni appartenenti al demanio marittimo e relative pertinenze.
Ancora una volta consigliamo di leggere interamente i documenti ITB Italia in tutte le loro parti per quanto poi  si ribadisca come sia necessario che lo Stato Italiano provveda a presentare una proposta in Europa come più volte  ribadito da autorevoli europarlamentari quali Paolo Bartolozzi, Lara Comi, Carlo Fidanza, Roberta Angelilli.

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