Laura Boldrini a “Che tempo che fa” ricorda i diritti che a noi sono venuti a mancare

laura-boldrini2-1«C’è chi mi ha fatto notare che non ho evocato le parole sviluppo e crescita nel mio discorso. Ma erano insite in ciò che ho detto. Ho parlato di diritti ma non c’è sviluppo senza diritti, non c’è ricchezza senza diritti. Prima i diritti poi lo sviluppo.

So che qualcuno ha definito il mio discorso ideologico, terzomondista e pauperista. Se pauperista vuol dire essere sobria e rigorosa, io lo sono sempre stata e ne vado fiera».

Laura Boldrini

Stasera a Che Tempo che fa Laura Boldrini ha concesso la sua prima intervista da nuovo Presidente della Camera e, in attesa del video, riportiamo parte delle sue dichiarazioni… quelle che interessano la nostra categoria.  fonte (http://www.polisblog.it/)

21:00 inizio intervista. Laura Boldrini riguardo i primi obiettivi: “Ci sono tante cose da fare. Bisogna dare risposte ai bisogni della gente che è disperata. Bisogna cominciare dal lavoro che è la madre delle emergenze. Il governo sbloccherà i soldi che devono alle imprese. Tanti piccoli imprenditori sono strangolati dalla crisi e dalla mancanza di accesso al credito”.

21:15 Boldrini: “Le leggi anti-democratiche in Ungheria? Sullo spread, c’è l’attenzione di tutti. Sulle questioni sociali, invece, non c’è l’attenzione. L’Europa dovrebbe subito intervenire. L’Europa dovrebbe continuare a rappresentare il sogno che era. L’Europa non è solo spread e pareggio di bilancio”.

21:19 Boldrini: “Papa Francesco ha fatto un discorso bellissimo riguardo i ponti culturali. Nell’era globale, le politiche non devono essere solo nazionali, bisogna allargare la lente verso l’Europa e oltre. Le grandi decisioni non vengono prese nei confini nazionali ma altrove. La figura del migrante è l’espressione umana della globalizzazione”.

21:20 Boldrini: “Vorrei sbloccare i fondi per le imprese.

 

Noi siamo disperati, abbiamo bisogno di ricominciare dal nostro lavoro, siamo strangolati dalla crisi e dalla mancanza di accesso al credito (ancora stasera ho ricevuto mail di balneari sardi che mi chiedevano aiuto perché devono fare ufficializzare la proroga al 2020, altrimenti non saranno loro concessi mutui o i colleghi pertinenziali ch epagano cifre altissime di canone).

L’Europa non interviene sulle questioni sociali, 30 mila famiglie non perderanno forse il lavoro? 60 mila donne di cui la metà giovani donne – in barba alle pari opportunità così bramate da una personalità importantissima quale è Viviane Reding – non saranno le nuove disoccupate? L’Europa per noi non è più sogno, forse non lo è mai stato.

Il nostro settore o quello che sarà di noi è considerato una grande decisione, oppure no? chi deciderà di noi? Il governo italiano o l’Unione Europea, o forse è già deciso tutto?

Sentendo l’intervista di questa donna che ha avuto il coraggio di parlare degli ultimi, della violenza sulle donne, dei disabili e dei poveri in quelle aule, ho sperato che forse una mano la darà anche a noi e che forse capirà l’emergenza sociale che ci sarà se le nostre imprese andranno all’asta.

 

 

 

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