Le 26 Donne del Mare: le donnedamare

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In Italia, l’universo imprenditoriale femminile si dimostra vivo e in continuo mutamento.  Nel nostro settore le donne sono impiegate alla pari degli uomini in un lavoro che da sempre applica le pari opportunità, dove hanno potuto conquistare ulteriori spazi, accrescendo il valore aggiunto dell’economia del nostro paese, mettendo in pratica esperienze lavorative virtuose.

Il settore balneare è stato un settore che ha attratto molte donne che in esso hanno investito, ma per continuare ad emergere in un mercato concorrenziale  è opportuno investire nella ricerca tecnologica e nell’innovazione, rendendo nel contempo più agevole e sempre meno oneroso l’accesso al credito, soprattutto per quanto riguarda le PMI a titolarità femminile.

In tale ottica, sia per gli operatori che per chi programma e deve operare delle scelte, risulta fondamentale poter disporre di un valido strumento conoscitivo/informativo e quindi grazie anche a un consiglio di un collega vorrei usare questo blog per darvi informazioni a riguardo, pubblicando via via informazioni utili per l’imprenditoria femminile.

Lo dico da tempo, sarebbe necessario attivare un monitoraggio delle imprese balneari dirette da donne. Fondamentale per la nostra categoria sarebbe poter fornire dati certi su cui affrontare qualsiasi tipo di dialogo e confronto e credo che ci dovremmo attivare in questo. Anzi colgo l’occasione per fare un appello tra chi di voi ha più dimestichezza con banche dati o ha contatti che ci aiutino ad avere dati certi.

Ecco anche prendere forma in questi giorni l’idea di creare il libro di Donnedamare che raccoglierà tutte le storie delle 26 donnedamare che ci offrirà un panorama di grande interesse, oltre che dare maggiore concretezza a Donnedamare, che per ora vede 26 donne che spontaneamente hanno deciso di condividere la loro storia/denuncia dell’attuale situazione.

Ma, lasciando da parte solo per un istante l’incubo Bolkestein, le storie raccolte sono anche  storie di donne interessanti, ma non certamente “fuori dal comune”, assolutamente reali, concrete, storie di gente comune, vere eroine dei nostri tempi. Semplicità e normalità sono gli elementi  caratterizzanti e costituiscono il momento vincente. Ognuna di loro è imprenditrice che ha realizzato un sogno, raggiunto l’obiettivo.

Dinamiche, risolute, innovative: così sono le 24 donnedamare (due sono bambine, la piccolissima Emma del Bagno Vittoria di Marina di Pisa e Paola Beatrice, la figlia coraggiosa di Gino di Lello) che ci hanno scritto la loro storia. Gli stabilimenti balneari da loro gestiti sono in molti casi stabilimenti balneari virtuosi, attenti all’ambiente, all’innovazione che trova sempre il giusto equilibrio con la tradizione del savoir faire tipicamente femminile.

Lontano da autocelebrazioni o da false modestie, ognuna, a modo suo, ha saputo raccontare con intensità la propria storia, fatta di passione e di voglia di affermarsi all’interno di un mondo scandito dai tempi pensati per la società maschile, proprio creando impresa laddove c’era posto per loro, nel settore balneare, che come detto sopra, da sempre mette in pratica le pari opportunità.  Spero che oltre a denunciare il non intervento del governo, possano servire da stimolo per le donne che stanno portando avanti progetti di impresa in altri settori, poiché queste donne hanno saputo capire e le meno giovani di loro hanno precorso i tempi, creando impresa dal nulla e soprattutto dove nessuno credeva ci potesse essere. Quante le storie di stabilimenti balneari che iniziavano da poche cabine in legno per poi diventare gli attuali stabilimenti balneari che hanno fatto la storia d’Italia. Per accorgersi di questo basta leggere le storie di Daniela, Mariagrazia e Mariolina per fare qualche nome.

Le Donne di Donnedamare sono persone comuni e comunque speciali che testimoniano il coraggio insito in scelte all’apparenza minime, che pure così bene rivelano l’importanza dei sogni e delle passioni quando si associano all’impegno e alla capacità di guardare il mondo e di comprenderlo, di cercare nuovi spazi di lavoro e successo.

Le pagine del libro non parleranno di dati o di statistiche che ci riserveremo comunque di raccogliere, ma bensì delle storie di donne di successo, che  del successo svelano gli ingredienti: determinazione, impegno, creatività, curiosità, l’amore per il sociale, l’ambiente e per le nuove tecnologie.

Filo conduttore di tutte le storie è la memoria personale e familiare, che fa in modo che si innovi rimanendo legate alla tradizione, attuando le buone pratiche e i saperi che sono tipici delle civiltà del mare.

Le donnedamare sono donne forti, coraggiose… le “capitane coraggiose”, usando un termine letterario, rivisto al femminile,  che fanno impresa in un settore che più di altri lo permette, il settore balneare.

Io vi ringrazio una ad una!!!

 

 

 

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