Le concessioni demaniali marittime non sono autorizzazioni il cui numero è limitato per via della “scarsità delle risorse naturali”.

images Da Elvo Alpigiani

Il dossier del wwf, porta questo risultato:” Il conto comunque è presto fatto, di media il nostro paese nel periodo estivo ha uno stabilimenti ogni 350 metri di costa utile alla balneazione. Si calcola che complessivamente gli stabilimenti occupino non meno di 900 km di costa, ovvero quasi un quarto della costa idonea complessiva (4000 km; tot. km costa 8000).” La Commissione europea, sostiene che le norme italiane non sono conformi con l’art. 12, direttiva 123/2006, “Selezione tra diversi candidati”: 
paragrafo 1) Qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via “della scarsità delle risorse naturali” o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali.

Considerare le concessioni demaniali marittime, autorizzazioni il cui numero è limitato per via della “scarsità delle risorse naturali”, ( in Italia, le concessioni sono 30000) è discriminante nei confronti delle altre attività commerciali. Visto anche, gli stabilimenti occupano 900 km su 4000 km di costa idonea alla balneazione. 
Il limite delle autorizzazioni demaniali marittime, per quanto scritto nel Dossier del wwf, è determinato dai piani urbanistici territoriali, dai piani di utilizzo del demanio marittimo e anche, a mio avviso, dalla domanda del mercato interno.
(COM(2004)2 definitivo/2, considerando “24”) “Occorre inoltre garantire che un’autorizzazione dia normalmente accesso ad un’attività di servizi, o al suo esercizio, su tutto il territorio nazionale a meno che un motivo imperativo di interesse generale, come la protezione dell’ambiente urbanistico, non giustifichi obiettivamente un’autorizzazione specifica per ogni stabilimento, ad esempio nel caso di ogni insediamento di grandi centri commerciali.” 

Per l’avvio e l’esercizio delle attività nei beni demaniali marittimi in concessione occorrono le autorizzazioni rilasciate dalle Amministrazioni territorialmente competenti. ( art. 83 D.l. n. 59/2010 – Attuazione della direttiva 2006/123 CE) 

Le organizzazioni dei balneari, come dal “documento politico programmatico” unitario, chiedono al Governo di attivarsi, in sede di Commissione europea, con autorevolezza e determinazione per la corretta interpretazione della direttiva “servizi” e quindi la non applicazione dell’art. 12 al settore balneare. 
Le concessioni demaniali marittime non sono autorizzazioni il cui numero è limitato per via della “scarsità delle risorse naturali”.

Share

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>