LE (DIS)PARI OPPORTUNITA’ DELLE DONNE DI MARE

imagesDa  G. Palestini

Spesso quando si parla di “pari opportunità” si parla di donne che hanno difficoltà nel vedere riconosciuto il proprio lavoro, anche quando è un lavoro imprenditoriale.
E fra i mille lavori che le donne nel silenzio delle istituzioni hanno svolto, oggi, ci piace riportare un esempio che pochi   conoscono: quelle delle donne del mare.
Diciamo la verità: il successo del nostro turismo balneare è assolutamente legato al lavoro delle donne di mare, le operose, infaticabili compagne degli imprenditori balneari e spesso, imprenditrici esse stesse.
Da anni, infatti, da ben prima che si parlasse di quote rosa, sul mare operavano, con passione e professionalità, le bagnine, che, sulla spiaggia, sono state e vengono ancora oggi considerate professionalmente al pari dei colleghi uomini.
Sono forti, coraggiose, cresciute in riva al mare, tra lettini, ombrelloni e pattini da affittare, bagnanti da aiutare… Abituate fin da sempre a combattere a fianco degli uomini le intemperie e i disagi del lavorare all’aria aperta, le donne di mare italiane, come per la propria casa, hanno avuto, e hanno ancora, sempre a cuore, l’ordine, la pulizia, il rispetto
delle regole, e, soprattutto, l’attenzione ai propri clienti, trattati come persone di famiglia!!
Ma se la parità di dignità sul lavoro era riconosciuta da anni, da anni, in ogni caso sulle donne pesavano oneri aggiuntivi: la casa, ‘educazione dei figli, l’assistenza agli anziani.
Ad esempio, in una famiglia come quella Ricci, di S. Benedetto del Tronto, che oggi vede Giuseppe Ricci presidente di un’associazione di imprenditori balneari, una lunga onda rosa accompagna la vita delle sue donne bagnine.
Si Pensi che sua nonna Stella Guidotti in Ricci, già ai primi del ‘900,gestiva lo “STABILIMENTO BAGNI”, dove i “casotti di legno” costituivano lo spogliatoi ed erano rigorosamente divisi da un pontile fra uomini e donne.
Nonna Stella lasciò, poi il lavoro a favore delle figlie Teresa ed Elvira, e oggi ai nipoti Giuseppe e Stella Ricci…eppure da nonna Stella, dalle sue figlie e dalle sue nipoti si continuava a chiedere tutto quello che ci si aspetta dalle donne ancora oggi, e le pari opportunità, da allora, erano dispari opportunità…
Altro che pari opportunità, allora per nonna Stella e le sue discendenti erano solo fatiche e fatiche aggiuntive, e non è giusto che il destino delle donne di oggi, delle donne chelavorano, sia ancora quello.

Perché non ci saranno pari opportunità se alle donne non sarà possibile conciliare tempi di vita e tempi di lavoro
Da qui la necessità di promuovere la crescita di una cultura del benessere sui luoghi di lavoro e rafforzare il circolo virtuoso tra lavoro, economia, sviluppo della personalità umana e tutela della sua dignità..

Non sono utopie, sono realtà già operanti in tante aree europee e sono obiettivi che ogni buon governo – di qualsiasi colore – dovrebbe darsi.
Altrimenti non ci sarà crescita, non ci sarà welfare per la nostra società e per le donne continuerà a permanere, come per nonna Stella, ancora una condizione di “dispari opportunità”!

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