Le Donne Balneari invadono il palco dei sindacati: “noi siamo valore aggiunto alla lotta balneare e vogliamo essere di sostegno ai sindacati”

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Il momento più bello di tutto il sun è stato questo:

le donne tutte unite per salvare le nostre spiagge. ..poi chi ci ha voluto ricamare su faccia pure, ma le donne si sono dimostrate oltre…. simpatie antipatie e anche modi diversi di pensare, difesi e portati avanti, ma che trovano unità quando c’è da combattere per la difesa del proprio lavoro.
Tutte eravamo su quel palco per un unico intento: la salvezza del comparto balneare italiano.

Ringrazio tutte le donne balneari, le donnedamare, ma anche le donne balneari. Grazie soprattutto a Daniela Frangioni, Maria grazia Scartabelli Vicky Ratto e Alessia Cepollina e colgo l’occasione per scrivere il mio discorso come avrebbe dovuto essere se non fosse stato interrotto:

Sono salita sul palco con tutte le donne balneari presenti in sala perché ho voluto spiegare che donnedamare, la nostra Associazione vuole essere un valore aggiunto. Le donne sono un valore aggiunto per la lotta balneare, a fianco e a sostegno dei balneari italiani e dei sindacati, ai quali ho sempre riconosciuto il ruolo di dialogo con il governo, un ruolo difficile di mediazione, ma anche di opposizione e lotta. Mi sono rivolta principalmente al Presidente Borgo (SIB), a cui ho da sempre offerto un appoggio (fin dagli inizi di questa lunga lotta), a volte, è vero, sono andata in conflitto, perché da sempre io credo che l’informazione sia la giusta arma, imprescindibile mezzo di lotta. Conoscere il problema secondo me significa avere le basi per affrontarlo.

Il ruolo di Donnedamare è quello di sensibilizzazione della politica e dell’opinione pubblica. Lo dimostrano i nostri progetti, il libro con le nostre storie che abbiamo portato da ministri, sottosegretari, on.li, eurodeputati, senatori, politici e presidenti regionali e sindacalisti, presidenti di associazioni di consumatori.

Abbiamo cercato di attuare contestualmente un’azione persuasiva nei confronti dell’opinione pubblica. I nostri articoli e interviste (senza pagare nulla e senza chiedere nulla in cambio, è giusto dirlo, perché a volte non si ricorda) sono finiti su:

Il Manifesto (due pagine)

http://www.donnedamare.it/roma-manifestazione-rete-imprese-italia-intervista-a-patrizia-lerda-su-il-manifesto/

Libero

http://www.donnedamare.it/donnedamare-e-la-lotta-balneare-su-libero-bettina-bolla-intervistata-da-roberto-procaccini/

Il sole 24 ore

(un nostro comunicato su Marcello)

La Repubblica

http://www.donnedamare.it/la-prima-volta-su-repubblica-non-si-scorda-mai/

Il venerdi di Repubblica

http://www.donnedamare.it/dicono-di-noi/il-venerdi-di-repubblica/

Huffington Post

La Stampa

Il Secolo

Il resto del carlino

Il Tirreno

E gli innumerevoli giornali locali e on line nazionale e regionali

Presenze in radio, 28 minuti con Barbara Palombelli, Forum canale 5, Agorà

Uno per tutti:

http://www.donnedamare.it/donnedamare-a-forum-1-285-000-telespettatori-per-la-puntata-di-venerdi-28-febbraio-2014/

Il sostegno delle donne in politica e di associazioni che tutelano il ruolo dellA DONNA

 

Abbiamo anche avuto la risposta ufficiale del Commissario Barnier quando lo interrogavamo sulla scarsità di risorse e questo dovrebbe far capire molte cose ai nostri sindacati riguardo al ruolo politico, di informazione e di influencer che ha donnedamare.

 

Noi vogliamo essere un valore aggiunto e al contempo siccome siamo per prima cosa balneari che non hanno e non vogliono avere competenze tecniche mettono al primo posto l’informazione da dare alla categoria. Forse con più informazione negli anni addietro non si sarebbe arrivati a questo punto speriamo di non ritorno.

Nell’attuale fase di crisi economica e finanziaria, le donne dovrebbero avere più spazio nell’imprenditoria per poter esprimere il loro talento e far fruttare le loro competenze, sperimentando nuovi modelli gestionali, modificando la cultura aziendale, rompendo gli stereotipi e, non da meno, conseguendo ottimi fatturati aziendali.

Il comparto del turismo balneare è un settore che parla al “femminile”, nel senso che la maggior parte di coloro che vi lavorano sono donne.
Appare interessante notare come nelle imprese di piccole e medie dimensioni (tra cui inseriamo anche le imprese balneari) la discriminazione di genere sembrerebbe meno accentuata.
Per quanto attiene alle posizioni dirigenziali, le donne riescono a farsi meglio largo nelle imprese più piccole, ma questo, almeno in parte, potrebbe essere spiegato con il ricorso a forme di “autoimprenditorialità”, che portano, di fatto, le donne lavoratrici del settore ad diventare “dirigenti di se stesse”.

Molte donne hanno saputo, nel nostro settore, inventarsi un lavoro e mettere in gioco, creando nuove attività imprenditoriali, conciliando famiglia e lavoro e ritagliandosi un proprio spazio di realizzazione professionale e personale.

Abbiamo raccolto in quest’anno di duro lavoro storie normali di persone che si sono scoperte speciali, che hanno capito con il tempo di avere un talento e di sentirsi bene nell’esprimerlo.

Si affaccia, quindi, la necessità di un riconoscimento e nel nostro caso di protezione delle qualità femminili applicate al mondo del lavoro e della famiglia, collegate al profondo dell’identità-donna.

Le donne balneari si augurano che la politica permetta alle donne di acquisire la consapevolezza dei propri diritti, supportati da leggi che le tutelino realmente e, nel caso della Bolkestein, che è contraddizione a tutti quei bei principi cui si rifà l’UE di tutela del sesso sottorappresentato, che la si ostacoli, anche in virtù della tutela delle 60 mila donne impiegate e titolari di azienda delle imprese balneari italiane.

Più o meno sono stata interrotta a questo punto:

AVREI VOLUTO AGGIUNGERE, VISTO CHE AL MIO FIANCO C’ERA LA SENATRICE GRANAIOLA LA SEGUENTE RICHIESTA:

Infatti chiedo a tutte le donne in politica che da sempre ci aiutano e alla  Ministra Lanzetta, che ha il compito di affrontare il nostro problema  un’azione politica e governativa a livello italiano e comunitario, citando proprio
l’art. 23 della Carta Dei Diritti Fondamentali del Unione Europea prevede che “la parità tra donne e uomini deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.
Ma il Comma 2 cita: “Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato”.
Chiediamo quindi un’iniziativa a livello comunitario e italiano di carattere essenzialmente politico, volta a dimostrare che l’applicazione della direttiva 123/2006, senza tener conto della differenza di genere, verrebbe a creare una discriminazione a favore dell’imprenditoria femminile, così da ottenere che gli organi comunitari adottino quelle misure previste dal 2° comma dell’art. 23 della carta di Nizza, che ho citato sopra, poiché lo ricordiamo nell’impresa balneare italiana trovano impiego moltissime donne (circa due per impresa), molte di esse titolari e circa la metà giovani donne.

Private di quel lavoro, soprattutto in regioni dove il turismo rappresenta una delle voci più importanti dell’economia, non avrebbero altri sbocchi lavorativi. Di questo la politica deve tenerne conto.

Il problema dell’imprenditoria femminile nel mondo del lavoro assume connotazioni non soltanto tecniche ma anche psicologiche.

Occorre, quindi, dare fiducia alla donne che lavorano in proprio e nel particolare nell’impresa balneare poiché l’imprenditoria femminile è la spina dorsale dell’economia del nostro paese.

Le donne balneari chiedono al Governo la CONSERVAZIONE E TUTELA di un lavoro sviluppato, tramandato seguendo da sempre leggi nazionali ben più rispettose dei diritti sanciti nella richiamata Carta rispetto a quanto lo stato italiano ha mancato di sottolineare e tutelare.

MA COME CI PUO ESSERE UN’EUROPA CHE INCORAGGIA LE DONNE AD ESSERE IMPRENDITRICI E UN’ALTRA CHE METTE ALL’ASTA 60 MILA DONNE???????????? QUESTO AVETE IL DOVERE ALMENO DI SPIEGARCELO. ANCHE SE SIAMO SICURE CHE NON CI RIUSCIRETE.

Avrei voluto inoltre chiedere una manifestazione in occasione del Forum Europeo sul turismo di Napoli del 30/31 Ottobre, la ci saranno tutti, ma proprio tutti.

 

 

 

 

 

 

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