Debora Bilanci

DEBBY RDEBORA  BILANCI, 38 anni,  titolare  di  LIBEROBAR   Lungomare  Palombina  ANCONA

E tutti i presenti in sala puntarono gli occhi verso di noi, verso me e mia madre, che nel frattempo ci eravamo rese conto che era stato il mio nome ad essere pronunciato quale vincitrice della gara… E tutto ebbe inizio…

Era un giovedì pomeriggio… era il 18 maggio del 2006 e Debora Bilanci, receptionist del centro sportivo più grande e frequentato della sua città, assistente fotografa di reportage di matrimonio….era diventata un’imprenditrice.

E adesso? Fu il primo realistico pensiero, dopo le telefonate di rito al papà e agli amici di sempre, poiché occorreva un programma, un piano, un po’ di organizzazione, una giusta dose di calma… e tanta voglia di fare perché non era certo mia intenzione lasciare nessuno dei miei impegni lavorativi almeno fin quando sarei riuscita a portarli avanti tutti con successo  e senza effetti collaterali indesiderati.

Susseguirono un sacco si incontri con professionisti che si presero cura, chi più chi meno, del progetto del nuovo bar che avrebbe servito la spiaggia libera di Palombina di Ancona.

E poi negozi di edilizia, legno, vernici, e tanti, troppi uffici nei quali spesso si parlavano lingue a me sconosciute, notai e commercialisti, marche da bollo qua, firme di la… forse rimane la parte peggiore dell’essere la titolare dell’attività, sistemare tutte quelle carte, il dover sbrigare tutta quella burocrazia per i quali gli italiani impazziscono, tasse a parte ovviamente… per quelle ci muoiono.

Da quel giorno di maggio del 2006 passarono altri 2 anni prima che la spiaggia battezzasse ufficialmente quel suo nuovo figlio. Inaugurammo il LIBEROBAR a fine maggio del 2008….e fu un pomeriggio veramente intenso… la mia famiglia, il mio Amore, la mia socia e la sua famiglia,tanti dei nostri amici, i miei titolari, il servizio fotografico dei miei collaboratori, Pola, il barman tra i migliori della città (caro e prezioso amico al quale devo tutto quello che oggi conosco), un gran buffet, tanta musica….e come sempre accade, una marea di gente sconosciuta si precipitò sotto il gazebo, gli asciugamani stesi al sole rimase orfani dei loro proprietari, mani insabbiate di bimbi con i costumi gocciolanti assalirono il rinfresco, insomma, il solito copione ma stavolta, interessati e non, era davvero piacevole averli tutti intorno.

Furono arruolati davvero tutti: mia madre, mio padre, mia sorella, il mio Amore….dai caffè, gelati, piadine, insalatone, granite, cocktails, birra….fino alla pulizia della spiaggia, potatura delle siepi….verniciatura della struttura, costruzione della staccionata….tutti si occupavano di tutto, questa divenne la formula vincente.

Non avevamo la minima idea di cosa aspettarci, prima del nostro bar non era mai esistito alcun servizio nella spiaggia libera… e con i servizi fotografici io non avevo mai avuto troppo tempo per il mare. Praticamente un salto nel buio.

Ingranammo. Con enorme soddisfazione oggi posso dire che giocammo davvero bene le nostre carte; forse perché gli avventori della spiaggia libera si sentirono più a casa loro frequentando il nostro bar piuttosto che quello dello stabilimento vicino, forse perché le novità solitamente suscitano curiosità… ma voglio prendermi il merito, e riconoscerlo a tutti i miei compagni di ventura, di aver sempre curato i dettagli, di aver sempre lavorato sodo, di non aver mai fatto mancare un sorriso e una parola gentile a nessuno, di aver fatto gioco di squadra, di aver consigliato ed ascoltato, di aver fatto crescere questa attività, di averci creduto.

Chi invece decise di abbandonare la nave fu proprio la mia socia… e questa al momento rappresenta forse la pagina più triste dell’esperienza finora vissuta, poiché certe decisioni, certe parole, certi scontri se non ti fanno male ti fanno comunque riflettere, ti mettono in discussione dal punto di vista lavorativo e soprattutto individuale… ma poi giungi alla conclusione che i rapporti personali possono cambiare quando poi si tratta di lavoro, ti prendi le tue responsabilità (…ma solo le tue si intende!!!), ti convinci che per lavorare in proprio serve quell’ambizione che non tutti hanno… e ti riprometti di ascoltare la prossima volta chi ti dice che “le società sono meglio dispari e tre persone sono troppe!!!”

Ed ora ci stiamo preparando alla nostra sesta stagione lavorativa, tenendo più che mai le dita incrociate affinché  le mareggiate invernali siano terminate per lasciare posto alla voglia di mare, di sole, di passeggiate al tramonto, di nuotate al largo, di urla di bambini… ad una calda estate…anche lavorativamente parlando!!!

Fervono già i preparativi, la festa di inizio stagione, il nuovo menù, le nuove locandine colorate, nuova musica, e tante nuovi progetti maturati durante questo inverno uggioso in cui, come ogni anno, riscopri un prezioso alleato che ti regalerà il tempo necessario per concederti un po’ di meritato riposo, per prenderti cura di te stessa e dei tuoi affetti, per dedicarti alle passioni riposte nel cassetto….e, soprattutto, per riorganizzare le idee e fare appello a tutta la grinta e l’ardore  necessari per ripartire.

E con me ripartirà tutto il resto della truppa: la mia famiglia, l’amica barista e  il mio Amore pronto anche quest’anno a sacrificare  i fine settimana estivi per correre dietro il bancone!!!

Perché è proprio questo ciò che avviene in un’impresa balneare come le nostre, ci prendiamo cura non solo della nostra attività con l’ambizione e l’entusiasmo di riuscire a dare il migliore dei servizi, di far divertire i vostri figli, di regalare momenti di svago e relax alle vostre famiglie, ma ci occupiamo della vostra sicurezza, ci preoccupiamo di garantire la pulizia delle spiaggia anche se si tratta della spiaggia libera come nel mio caso, anche se è un compito del Comune, anche se è ancora inverno e la stagione è lontana, anche si è costretti a farlo solo con l’ausilio di rastrelli e pale, anche se la mattina successiva preghi di trovare da qualche parte in casa tua un antidolorifico per la tua schiena fatta maldestramente a pezzi… ma per fortuna lo faccio  con l’appoggio morale e concreto della mia famiglia, del mio compagno, e dei collaboratori in cui scopri dei preziosi alleati.

Castelli di sabbia….e non mi riferisco a quelli in riva al mare costruiti dai bambini, ma parlo di come sono diventati i nostri progetti, le nostre idee, tutto ciò che ci viene in mente e che sognavamo di realizzare prima o poi, con l’illusione che l’unico ostacolo fosse il denaro….ma avremmo fatto sacrifici, avremmo fatto rinunce ma sapevamo che pian piano avremmo aggiunto qualche altro mattone alla nostra casa….ma non avevamo fatto i conti con la Direttiva Servizi, con l’Europa, con la nostra politica e con il suo assenteismo, con un’amministrazione che non ci tutela, con un paese che non si ama come dovrebbe.

Ora in quel primo cassetto, accanto alle passioni che rispolvero durante i freddolosi inverni, trovano posto anche un paio di progetti che mi sarebbe piaciuto realizzare per far crescere la mia attività, per valorizzarla, per darle un volto nuovo. Rimangono li, sotto risme di fogli….ma rimangono li. Rimangono li e nella mia mente, ben nitidi,ogni volta che calpesteremo gli asfalti di altre piazze d’Italia pronte a dar voce alla nostra rabbia, a gridare tutta l’ingiustizia racchiusa nell’assurdo crimine che sono pronti a compiere privandoci di ciò che ci appartiene, di ciò che abbiamo dato alla luce e che abbiamo accudito….di ciò che siamo e che vorremmo continuare ad essere…

donne che lavorano

donne che si sacrificano

donne che cadono

donne che si rialzano

donne che si entusiasmano

donne che si divertono

donne che sognano…

le amiche delle DONNEDAMARE.

Debby ci scrive anche due poesie, la prima di Nazim Hikmet

ARRIVEDERCI FRATELLO MARE

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti

Arrivederci fratello mare

Mi porto un po’ della tua ghiaia

Un po’ del tuo sale azzurro

Un po’ della tua infinità

E un pochino della tua luce

E della tua infelicità.

Ci hai saputo dir molte cose

Del tuo destino di mare

Eccoci con un po’ più di speranza

Eccoci con un po’ più di saggezza

E ce ne andiamo come siamo venuti

Arrivederci fratello mare

e l’altra di di C. BAUDELAIRE

L’UOMO E IL MARE

Uomo libero, amerai sempre il mare!

Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un baratro altrettanto amaro.

Ti piace sprofondare nella tua stessa immagine; l’abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore si distrae e qualche volta dal suo proprio rumore al suono di quel lamento selvaggio e indomabile.

Siete ambedue tenebrosi e discreti:

uomo, nessuno ha sondato il fondo dei tuoi abissi;

o mare, nessuno sa le tue ricchezze intime, tanto siete gelosi dei vostri segreti!

Pure, da un numero in calcolato di secoli voi due combattete senza pietà né rimorso talmente amate la carneficina e la morte,

o lottatori eterni, fratelli implacabili!

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