Patrizia (Rapa Nui)

Cervia-20120916-00359STORIE DI BALNEARI…PICCOLI IMPRENDITORI….DI                                                                                                   GENTE COMUNE   

Ho pensato molte volte come poter esporre nel miglior modo possibile, il significato che ha per me il rapporto con il mare da sempre molto amato poi che mi dona sensazioni di BENESSERE E LIBERTA’.

Ho intrapreso questa avventura nell’estate del 2006, reduce da mille disavventure: all’orizzonte vedevo e credevo (non permetterò a nessuno che ciò mi venga eluso) fortemente di aver trovato una sorta di ANCORA DI SALVEZZA.

Mi sentivo pronta ad ogni sacrificio, se vogliamo anche abbastanza incoscientemente pensando al mio stato di salute: infatti poco meno di 3 anni prima, esattamente il 21 luglio 2003, essendosi fortemente aggravata a causa una patologia cardiaca molto rara della quale soffrivo sin dall’età di 3 anni 1/2, ho subito un trapianto di cuore.

Tutto ciò è avvenuto grazie ALL’ANGELO CHE DA QUELLA NOTTE BATTE NEL MIO PETTO DANDOMI LA VITA, è stata nello stesso tempo l’esperienza più sconvolgente della mia esistenza (in un certo senso avvertivo una forma di avversione a riguardo, ero felice che il mio cuore aveva resistito per anni, pensando, di poter evitare il trapianto attraverso le cellule staminali, aggiornandomi in modo quasi maniacale, su tutte l’evoluzioni scientifiche in materia. Ero ad un passo… ma nulla può cambiare ciò che è predestinato. Dio solo sà, il grande macigno di sensi di colpa che ti pervadono. Hai quasi l’impressione, paura di aver rubato la vita ad un’altra persona; nonostante psicologi e professori son li, a spiegarti che l’espianto avviene solamente dopo l’accertamento di morte cerebrale. Dichiarata da ben tre commissioni di medici esterni dall’ospedale in cui mi trovavo; e che quindi, alla terra il cuore non sarebbe più servito. Anzi in un certo senso, avveniva una sinergia: Vivendo io, in modo diverso avrebbe continuato a vivere anche la mia donatrice (Purtroppo per ragioni di privacy, non mi è stata rivelata la sua identità; fin’ora l’ermeticità professionale dei medici; non mi ha permesso di sapere. Desidero, scoprirlo…magari aiutandomi attraverso internet. Sarei discreta, voglio solo donarle dei fiori e fare finalmente conoscenza cn la mia compagna di VITA). Dono meraviglioso…. insieme a quello di mia figlia il secondo miracolo vissuto. Da allora la mia premura maggiore è…. essere degna di questo immenso gesto, dando valore e significato a questa mia seconda chance.

Per poter fare un quadro semi completo della mia esperienza, vado un pò a ritroso nel tempo nell’esporre; poi che, avrete certamente capito che, come molte altre persone nella vita del resto, ho dovuto imparare sin da bambina a lottare doppiamente per riuscire a sopravvivere…e di questo, “lo dico dal profondo dell’anima, ne sono molto grata a Dio credendo fortemente in Lui” poi che questo trascorso, ha accentuato la mia sensibilità nel riuscire a comprendere le sofferenze e bisogni altrui.

Ma arriviamo, tralasciando parecchi sacrifici e avversità. Nel dicembre 1987 conobbi Maurizio il mio futuro consorte (uomo come ce ne sono, purtroppo pochi al mondo. Lui non si è spaventato, d’inanzi le mie doverose rivelazioni, esordì…Se è un tentativo per sbolognarmi, questo con me non funziona…noi invecchieremo insieme…” Con grande onore sta facendo fede alla sua affermazione”. E di come senza pensarci su due volte; dopo aver rischiosamente avuto nostra figlia e non voler sfidare più volte la sorte, a mia protezione(non potendo prendere la pillola causa terapia cardiaca) si sottopose (prima però, gli proposi di, depositare il liquido seminale nelle apposite banche. In modo tale, ad un mio eventuale destino…. lui così, non si sarebbe precluso l’opportunità di poter decidere, se avere altri figli) ad intervento irreversibile rinunciando a soli 28 anni, a normale procreazione. Non mi ha mai vista come un ostacolo….è straordinario come il vero amore, riesce far bai passare ogni cosa). Pochi mesi dopo il nostro incontro ci si presentò l’occasione di acquistare un pub birreria, la cosa ci allettava, l’unica perplessità era la locazione del locale, Alessandria, ciò avrebbe significato spostare la nostra residenza da Milano, oppure per mio marito condurre una vita da pendolare, facendo la spola tra Milano ed Alessandria.

Ma volendo realizzare il nostro progetto di vita insieme, non potevamo farci sfuggire quell’occasione e unite le nostre piccole forze economiche iniziammo la nostra prima esperienza da piccoli imprenditori.

Dopo un anno subentrò in società anche il fratello di mio marito; tranne che per l’episodio dell’alluvione del 1994, per ben 15 anni tutto procedette nel migliore dei modi tanto che decidemmo di ingrandirci. Da questa sventurata decisione ebbero inizio una serie infinita di sventure causate da cattiverie umane anzi… DISUMANE.

Nel 2000 un nostro fornitore ci fornì l’occasione per la nostra crescita imprenditoriale presentandoci i proprietario di una villa ottocentesca (allora detta “villa Olga”), ubicata ad Acqui Terme, fino a quel momento adibita ad discoteca ed ora sfitta. Il progetto che prevedeva di affittare la villa per farne multi locale… zona ristorante e zona pub, implicava questa volta un definitivo trasferimento mio e di mia figlia allora undicenne (che tenerezza mi ha fatto il suo entusiasmo, al pensiero di trascorre più tempo col suo papà, non ha fatto trapelare timori e malinconie dall’allontanamento dalle sue certezze), ad Acqui Terme e la vendita della nostra casa a Milano.

Una volta conclusa la trattativa per la locazione iniziammo i lavori di trasformazione della villa da discoteca a ristorante/pub, per fare questo naturalmente chiedemmo alla banca un grosso prestito. Tutto procedeva secondo i nostri piani ma i colpi di scena che si presentano nella vita neanche il più bravo dei registi li potrebbe immaginare.

A soli tre gg di distanza (nella notte del 17.07.2001) dall’inaugurazione del locale, un’enorme incendio con successiva esplosione (il tutto doloso) ed ecco come, in pochi istanti abbiamo visto sfumare tutti i nostri sacrifici. Oltretutto è il caso di dire, quando il fato si fa beffa di te: l’indomani avevamo appuntamento, per stipulare una polizza assicurativa. Non solo, essendo stato di natura dolosa e per poter fare le dovute indagini, il tutto è stato tenuto sotto sequestro per ben nove mesi; ma la cosa ancora più assurda, gli unici ad essere indagati siamo stati noi. A loro dire…..per omertà; COSA ALLUCINANTE (Penso sia stato questo, il momento in cui, io abbia cessato di fidarmi ciecamente nella giustizia.  “E’ praticamente impossibile, trasmettere fino in fondo cosa avviene dentro di se, a chi grazie al cielo, certe cose immonde non le vive in prima persona, le stravolgenti conseguenze che portano sia emotivamente che psicologicamente; oramai a distanza di 13 anni posso ben dire…lasciano il segno per tutta la vita”.

Così storditi e ancor più agguerriti contro questa avversità, dopo il dissequestro dell’immobile e realizzato che una zona si era semi salvata(dal di fuori può sembrare un incosciente accanimento… vi assicuro.. non per chi gli viene tolto a tradimento il proprio sangue, per poterlo riavere lotta fino all’inverosimile)pur di poter riaprire, siamo sottostati a delle condizioni a dir poco inaccettabili. Come: aver pagato l’affitto per tutti i nove mesi nonostante fermi dal sequestro, pagato “tramite finanziamento bancario ad interessi da USURAI”(con ricatto direi: al GRANDE INNOCENTE) 1 anno d’affitto anticipato a garanzia, per poter di nuovo usufruire della sua proprietà.

Dopo aver faticosamente smaltito tutte le macerie a carriolate (ho ancora ben impressa, l’immagine dei pezzi raccolti da terra; che sarebbero dovuti essere al proprio posto già finiti) ovviamente l’arte d’ arrangiarsi in carenza di fondi. Quanto il resto non essendo di nostra competenza, siamo stati costretti a rivolgerci a figure professionali,ovviamente ripagando per rifare il tutto.

Primavera 2002 il gg tanto atteso….. (ignari dell’epilogo) INAUGURAZIONE…..ove molteplici fattori in primis BANCHE….dopo una lenta agonia (avendo avuto cura di saldare anche il più piccolo fornitore) costretti a chiedere il fallimento nel marzo 2005. Durante questo lasso di tempo, è avvenuto il trapianto cuore. Ho meditato, svariate volte su questo punto pieno di spessore; nel spiegarmi come mai, dopo una moltitudine di circostanze alquanto infauste: sia stato possibile, in soli 21 gg d’attesa di trapianto (avendo anche un RH sanguigno piuttosto raro), trovare il cuore compatibile.  LA VITA E’ COSI’…IMPREVEDIBILE QUANTO… STUPEFACENTE… DA RISPETTARE NELLA SUA PREZIOSITA’.

Da sette stagioni lottiamo per riprenderci la nostra serenità e adesso, che fra mille sacrifici stiamo ultimando il pagamento del bagno, adesso che intravedevamo la fine del tunnel, ci si dice “scherzetto” vi portiamo via tutto.

NO!!!!!! Questo non possiamo permetterlo, abbiamo lottato troppo, ma soprattutto questa volta mio marito lo ha giurato, non si farà portare via il bagno così, e non è il tipo che si uccide, piuttosto farà fuori qualche politico, vada come vada, meglio l’ergastolo.

Questa volta… ad impedire la nostra navigazione… E’ LO STATO è così, che tutela e premia la gente onesta.

Pur contribuendo e non poco a far funzionare il sistema economico.

Cosa ne sarà di noi, “come noi purtroppo di molti nostri colleghi” che dovono ancora finire di saldare le banche per poter riscattare…la piccola impresa a conduzione famigliare, in aggiunta poi EQUITALIA la strozzina.

Come può uno stato pensare, avendo già la maggior parte del popolo in forte crisi economica, per mancanza di lavoro, attuare la direttiva BOLKESTEIN e mettere così in ginocchio, 30 mila piccole medie imprese a c. famigliare

Spero solo che il prossimo governo …rifletta bene prima di legiferare scelleratemente, perchè in caso contrario farebbe scaturire l’ira del popolo.

Una cosa è certa, questa volta saprò esattamente il mandante della mia ROVINA….A BUON INTENDITORE POCHE PAROLE.

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