Rita Polacci

269732_132891313456444_4728040_nCiao, sono una balneare figlia di balneari e nipote di balneari. Ho sempre lavorato con i miei fin da quando,piccolissima, li aiutavo nel bagno e nel ristorante; poi per integrare ho messo su un centro elaborazione dati, circa nel 1982 ed ho creato posti di lavoro per 6 persone tra soci e dipendenti (il centro lavora a tutt’oggi). Nel 2000 mio padre ha avuto gravi problemi di salute ed ho dovuto fare una scelta definitiva: non potevo più dividermi tra i due lavori ed ho scelto di tornare sul mare a tempo pieno, convinta di avere un  lavoro per me e per miei figli. Ho 55 anni, mio figlio 26, mia figlia 23 e tutti abbiamo impostato la nostra vita su questo lavoro che amiamo tantissimo.

Ho un bagno con 21 metri di fronte. Capite quindi che più piccola impresa di questa non si può, ma siamo sempre andati avanti dignitosamente senza chiedere nulla a nessuno, né sussidi, né cassa integrazione, né finanziamenti italiani o europei a fondo perduto, abbiamo sempre pagato i nostri dipendenti, i fornitori, le tasse, gli oneri ed i balzelli. Adesso già è difficile tenere dietro a tutti gli adempimenti amministrativi, ci vuole una persona addetta solo per riempire i moduli quotidiani, c’è crisi ed i clienti vanno sempre più “divertiti” in più … vabbè lo sapete anche voi.

Io sono stanca fisicamente  e mentalmente, mi sento tradita e sono estremamente delusa ma non mollo perché, succeda quel che succeda, io voglio poter dire di avere fatto quanto possibile per contrastare l’ingiustizia della situazione.

Buon vento a tutte
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