Antonio Smeragliuolo: Ecco perché le nostre imprese non hanno scadenza!

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Da Antonio Smeragliuolo, referente di ITB ITALIA

Le autorizzazioni non possono essere limitate perché “ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese”

 

 

ROMA – Di seguito e in Pdf (RISPOSTA COMMISSARIO BARNIER 10 APRILE 2013), un importantissimo documento elaborato per conto di Itb Italia dal  referente toscano Antonio Smeragliuolo. Si tratta dell’analisi della risposta del commissario europeo Michel Barnier all’Itb. Preziosissime le deduzioni raccolte. Buona lettura

 

ITB ITALIA

13 Aprile 2013

E-001198/2013 Risposta di Michel Barnier a nome della Commissione (10.4.2013)

A seguito della risposta del Commissario Barnier che afferma che: “Spetta agli Stati membri e non alla Commissione fissare opportunamente la durata delle autorizzazioni qualora il numero di tali autorizzazioni sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili (articolo 12, paragrafo 1, della direttiva Servizi)”.

ITB ITALIA PRECISA CHE : ( Direttiva 2006/123/CE )

L’articolo 11 che prevede autorizzazioni illimitate contrastava con il rinnovo automatico delle nostre concessioni, e il rinnovo automatico difatti è stato abrogato, quindi ora l’unica motivazione che impedisce di avere un’ autorizzazione illimitata è l’art 12 che blocca e porta all’evidenza pubblica se in presenza di beni limitati.

Avendoci abrogato anche il diritto di insistenza che creava il blocco per la concorrenza, saremo fuori anche dal problema “concorrenza”. 
Se lo Stato Italiano comunica alla Commissione Europea che i beni demaniali marittimi italiani non sono beni limitati decade l’applicabilità dell’art 12 e si entrerebbe nell’applicazione dell’art 11 e essendo venuto meno il rinnovo automatico, agli attuali concessionari di beni demaniali marittimi italiani aspetterebbe l’autorizzazione illimitata secondo l’art 11, sui terreni beni demaniali Italiani  (art 822 codice civile, art 28 Codice Della Navigazione ) 

SPECIFICHE

Dlsg 59/2010: Art. 16 ( art 12 della direttiva 2006/123/CE)
(Selezione tra diversi candidati)

1. Nelle ipotesi in cui il numero di titoli autorizzatori disponibili per una determinata attività di servizi sia limitato per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili (solo quindi in questo caso ) le autorità competenti applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali ed assicurano la predeterminazione e la pubblicazione, nelle forme previste dai propri ordinamenti, dei criteri e delle modalità atti ad assicurarne l’imparzialità, cui le stesse devono attenersi. Non  esiste in nessun Stato Membro inclusa l’Italia, la possibilità di ritenere beni limitati il complesso naturale delle loro coste.

 

Ai sensi dell’art 9 della Direttiva 2006/123/CE  l’esercizio del regime autorizzatorio paragrafo 1 non è discriminatorio verso il prestatore attuale ( lettera a ) che era prima concessionario,e l’esercizio rientra tra i motivi imperativi di interesse generale (lettera b): Deroghe ammesse al principio di libertà di stabilimento art 49 TFUE SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE DEL 24.3.2011, n. C 400/2008.

Secondo la costante giurisprudenza europea, richiamata dalla Corte nella sentenza in questione, l’adozione di misure restrittive alla libertà di stabilimento può trovare giustificazione nella sussistenza di “motivi imperativi di interesse generale” ed a condizione che dette restrizioni sianoatte “a garantire la realizzazione dell’obiettivo perseguito e non vadano oltre quanto necessario al raggiungimento dello stesso”. (Si potrebbe quindi raffigurare come obiettivo, la difesa delle PMI e micro PMI (Small Business Act) concetto proposto in primis dal Parlamento Europeo : Risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 sull’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (2010/2206(INI)

La giurisprudenza europea riconosce la sussistenza di un motivo imperativo di interesse generale nella protezione dell’ambiente, nella razionale gestione del territorio e nella tutela del consumatore. (Motivi rispettati da oltre 150 anni dai concessionari demaniali italiani, sottostando a rigidi piani regolatori di spiaggia redatti dalla P.A, rispettando la tutela del consumatore che negli anni si è esplicato attraverso l’insieme di disposizioni dell’ordinamento italiano e comunitario.I Concessionari attuali di stabilimenti balneari e di altre attività su beni demaniali, oltre alla natura economica della loro attività esplicano anche la tutela dell’ambiente, la razionale gestione del territorio, la tutela del consumatore, il primo soccorso, per gli stabilimenti balneari anche il salvataggio in mare, sono sentinelle della sicurezza dei clienti e dei luoghi, sostituendosi di fatto allo Stato in tali compiti).

L’art 11 della direttiva 2006/123/CE  prevede quindi un’autorizzazione illimitata alle attuali concessioni demaniali trasformate in regime autorizzatori.

L’incompatibilità delle norme nazionali che rendono più difficile l’accesso al mercato di operatori provenienti dagli altri Stati membri secondo il dettato dell’articolo 49 TFUE non dovrebbero rilevare quando la protezione della Certezza del Diritto e dei diritti di legittimo affidamento, assurgono ad una essenziale protezione di una possibile distorsione del mercato e del suo funzionamento, evitando di ledere posizioni di diritto consolidate, auspicando al contempo di tutelare ogni intervento teso a salvaguardare il bene della vita rappresentato dall’esercizio dell’impresa in essere ed i diritti delle persone che ne fanno parte, protetti dalla CEDU.

Il Manuale per l’attuazione della Direttiva Servizi – documento ufficiale della Commissione delle comunità europee, reperibile all’indirizzo http://www.direttivaservizi.eu/wp-content/uploads/2011/02/manuale-commissione.pdf al punto 6.1.4, chiarisce ulteriormente: “Durata delle autorizzazioni. – Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese. Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.

ITB ITALIA

Visto che  le attuali concessioni demaniali sono state considerate attività di servizio e il loro esercizio è regolato dal regime di autorizzazione.

Visto che l’autorizzazione rilasciata agli attuali prestatori non ha durata limitata ai sensi e per gli effetti dell’art 11 della Direttiva 2006/123/CE.

 

CHIEDE CHE

L’autorizzazione illimitata sia riconosciuta per l’esercizio di impresa nelle aree del demanio marittimo dove già insistono i manufatti stabili, le pertinenze fisse ed amovibili, opere fisse e opere mobili costituenti volumetrie autorizzate, conformi alle norme amministrative, demaniali, edilizie ed ambientali.

Le aree del demanio marittimo dove già insistono i manufatti stabili, le pertinenze fisse ed amovibili, opere fisse e opere mobili costituenti volumetrie autorizzate,conformi alle norme demaniali, edilizie e ambientali siano escluse dalla procedura di incameramento eventualmente in atto;l’art 49 Codice della Navigazione venga abrogato.

Le aree demaniali già inseriti nell’ambito della concessione preesistente che hanno formato oggetto dell’autorizzazione illimitata rilasciata dallo Stato, siano attribuite, in deroga alle procedure previste dall’articolo 37 del codice della navigazione.”

 

ITB ITALIA RICHIEDE COME SUBORDINATA

L’esclusione  degli attuali concessionari del demanio marittimo dalla Direttiva Servizi per garantire così agli operatori balneari, turistici-ricreativi, fluviali, lacuali e portuali un futuro di certezza.

Una ulteriore proroga sino al 2045, dall’attuale 2020 prevista per le concessioni, nel caso i tempi per il riordino del settore demaniale marittimo (Legge 15.12.2011 n° 217 , G.U. 02.01.2012 Modifiche al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494. Procedura di infrazione n. 2008/4908. Delega al Governo in materia di concessioni demaniali marittime ) si dovessero allungare.

ITB ITALIA

Chiede che il Governo Italiano  utilizzando la normativa di recepimento della Direttiva Servizi, con decreto interministeriale ex articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 59/2010, dichiari l’esclusione dall’evidenza pubblica per le imprese turistico ricreative e al fine di disciplinare il settore balneare italiano, adotti un ulteriore provvedimento, del tipo di quelli indicati nel presente Documento, che consenta il riconoscimento di una delle seguenti possibili alternative:

A) Autorizzazione illimitata, da riconoscere alle attuali imprese operanti su demanio marittimo nazionale dove l’impresa già riconosciuta da precedenti leggi nazionali opera anche con beni privati.

B) Sdemanializzazione dei terreni demaniali, laddove esistano manufatti stabili, pertinenze fisse ed amovibili, opere fisse ed opere mobili costituenti volumetrie autorizzate delle attuali imprese operanti su demanio marittimo nazionale dove l’impresa già riconosciuta da precedenti leggi nazionali opera anche con beni privati

C) Attribuzione di un diritto di superficie dei terreni demaniali sui quali insistano manufatti stabili, pertinenze fisse ed amovibili, opere fisse ed opere mobili costituenti volumetrie autorizzate delle attuali imprese operanti su demanio marittimo nazionale dove l’impresa già riconosciuta da precedenti leggi nazionali opera anche con beni privati.Con la spiaggia riconosciuta come pertinenza diretta del bene principale.

Titoli tutti idonei ad evitare la distruzione di un settore economico vitale e competitivo che conta 30.000 piccole e medie imprese con oltre 1.000.000 di addetti diretti, che salgono a 3.000.000 se si considera l’indotto, artefici tutti, sino ad oggi, di sviluppo occupazionale e di ricchezza, fattori necessari per il rilancio economico e sociale della nostra Italia.

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