Legge di stabilità – Velo e Petitti, finalmente una risposta alle 300 imprese sottoposte a maxi canoni pertinenziali

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“Ora riordino della materia entro il 15 maggio 2014”
“Con la legge di stabilità si è affrontato finalmente una questione che riguarda circa 300 imprese che, tra quelle che utilizzano strutture ‘di difficile rimozione’, hanno visto il proprio canone subire aumenti consistenti, sino al 1500/2000%, a differenza del complesso delle altre imprese del settore. Questo per effetto di una normativa contraddittoria e iniqua:ci sono imprese che pagano poche centinaia di euro e altre diverse migliaia (mediamente 55/60.000 euro all’anno). Per una parte di loro i “maxi-canoni” comporterebbero la chiusura dell’attività, con l’abbandono delle strutture, difficilmente ricollocabili con quei costi. Nel frattempo si è sviluppato un forte contenzioso, con risultati incerti per la pubblica amministrazione”. Lo hanno dichiarato le deputate Pd Silvia Velo, vicepresidente del Gruppo e Emma Petitti (commissione Attività produttive) che spiegano: “I canoni per le concessioni di stabilimenti balneari e spiagge vanno rivisti, ci sono situazioni ridicole per il valore bassissimo dei canoni stessi. Le spiagge e il terreno su cui si trovano le strutture di servizio alle spiagge sono beni pubblici preziosi. Chi vi opera deve dare allo stato la giusta remunerazione per l’utilizzo, offrire qualità ai luoghi e al servizio offerto, renderli fruibili per tutti i cittadini”.
“La norma introdotta nella legge di stabilità – proseguono – prevede due cose: il riordino di tutta la materia entro il 15 maggio 2014 e che i procedimenti giudiziari, che riguardano il pagamento dei canoni e degli indennizzi per l’utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle relative pertinenze, possono essere definiti con una rateizzazione del 60% dell’importo in sei rate annuali o con un pagamento in unica soluzione del 30%.
Si sana così – concludono – un errore di una norma iniqua, non un illecito, e si definisce un termine per rivedere l’insieme di canoni: operazione che porterà nelle casse dello stato e degli enti locali risorse aggiuntive, recuperate in modo equo e corrispondente al valore reale del bene dato in concessione”.

 

Ecco il commento di Massimo Mallegni

Voi del PD sulla questione demanio fareste bene a stare in religioso silenzio. Per la prima volta il Parlamento aveva la possibilità di dare una spinta all’economia turistica.
La proposta di Sergio Pizzolante e Ignazio Abrignani, prima come Forza Italia e poi come NCD, di alienare la superficie i cui insistono i manufatti sulle spiagge era uno storico passo verso il riconoscimento oltre 3000000 di addetti, tra imprese e lavoratori. Lo avete boicottato perché come sempre non avete le palle per “crescere” dal punto di vista ideologico. Quindi vergognatevi. Massimo Mallegni. 

 

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