L’emendamento sui pertinenziali salva solo chi ha fatto ricorso. E i virtuosi?

images-3Niki Bud, balneare pertinenziale di Cesenatico mi chiede di occuparmi dell’emendamento dei pertinenziali che ha salvato solo chi ha fatto ricorso, ma non chi ha da sempre pagato, meritandosi la definizione di “Balneare Pertinenziale Virtuoso”.

Secondo molti su facebook infatti, l’emendamento penalizza enormemente i pertinenziali virtuosi e chi ha canoni altissimi e chi non ha fatto ricorsi.

Per denunciare la situazione di disparità incredibile creatasi, come evidenziato da più parti su facebook, Niki Bud ci chiede di pubblicare la sua storia:

20 anni fà mio fratello si ammalò e mio padre che a cesenatico aveva delle attività commerciali prestigiose, per seguire mio fratello, si trovò costretto a venderle. Ci proposero di acquistare questo locale, ma i soldi delle attività di mio padre non bastavano, quindi io decisi di aiutare la mia famiglia vendendendo due appartamenti di mia proprietà. Allora il canone era 1.400.oo euro all’anno. Nel 2007 ci dissero che il canone avrebbe avuto una variazione. Arrivò il 2010 e il ristorante aveva bisogno di fare lavori ristrutturazione per essere a norma, la spesa fu 100.000.00 euro, nel frattempo arrivò la bella notizia che il canone aggiornato era di 40.000.00 euro all anno! Eravamo già indebitati, perciò non riuscimmo a pagare il 2007..2008..2009. Riuscimmo invece a pagare 2010..2011..2012.. Quest’anno io stavo aspettando di pagare il 2013 con la speranza ci fosse un conguaglio, per uscire dalla crisi, invece niente. L’ennesima agonia. Secondo voi è stata resa giustizia ai Virtuosi? 

Riccardo Ciferni su facebook pone anche queste domande:

– perche’ essendo pertinenziale virtuoso dovrei sentirmi soddisfatto avendo avuto risolto ( come iniziano a dire in troppi) il mio problema canoni ?
– perche’ essendo pertinenziale virtuoso ( non il nick usato su mb, ma nel contenuto della parola) non ho visto riconoscermi la possibilita’ di poter riacquistare una parte della mia azienda costruita e manutentata con i miei soldi e incamerata a COSTO “0” dallo stato (e costretto dal 2007 a differenza della stragrande maggioranza a pagare 5 volte quello che era prima), che avendo perso tutte le caratteristiche della balneazione aveva i requisiti stabiliti dal cod della nav per essere sclassificato e passare nel patrimonio disponibile per poi venire inserito in liste di dismissione ed in ottemperanza all’art.3 bis della 410 ( detto così e’ facile ma e’ realistico e fluido), dato che su questo abbiamo avuto il veto o il “poco foco” di alcuni rappresentanti anche balneari tabellari ?

Ecco il testo dell’emendamento. E’ vero che ora è inutile affannarsi e discutere su un emendamento già passato, ma è altrettanto vero che occorre dare una soluzione ai balneari pertinenziali virtuosi e forse giustamente si dovrà passare ad un aumento dei canoni di tutti quanti, come del resto hanno sempre chiesto i pertinenziali, cercando anche la collaborazione di tutti, mai ottenuta. E questo è un dato di fatto. Credo che sia necessario essere artefici del cambiamento e non passivi spettatori. Forse sarebbe meglio valutare insieme ciò che la categoria può fare tutta insieme.

732. Nelle more del riordino della materia da effettuare entro il 15 maggio 2014, al fine di ridurre il contenzioso derivante dall’applicazione dei criteri per il calcolo dei canoni delle concessioni demaniali marittime ai sensi dell’articolo 03, comma 1, lettera b), numero 2.1), del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, i procedimenti giudiziari pendenti alla data del 30 settembre 2013 concernenti il pagamento in favore dello Stato dei canoni e degli indennizzi per l’utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle relative pertinenze, possono essere integralmente definiti, previa domanda all’ente gestore e all’Agenzia del demanio da parte del soggetto interessato ovvero del destinatario della richiesta di pagamento, mediante il versamento:

a) in un’unica soluzione, di un importo, pari al 30 per cento delle somme dovute;

b) rateizzato fino a un massimo di sei rate annuali, di un importo pari al 60 per cento delle somme dovute, oltre agli interessi legali, secondo un piano approvato dall’ente gestore.

733. La domanda di definizione, ai sensi del comma 732, nella quale il richiedente dichiara se intende avvalersi delle modalità di pagamento di cui alla lettera a) o di quelle di cui alla lettera b) del medesimo comma, è presentata entro il 28 febbraio 2014. La definizione si perfeziona con il versamento dell’intero importo dovuto, entro il termine di sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda di definizione; in caso di versamento rateizzato, entro il predetto termine deve essere versata la prima rata, la definizione resta sospesa sino al completo versamento delle ulteriori rate e il mancato pagamento di una di queste, entro sessanta giorni dalla scadenza, comporta la decadenza  dal beneficio. La definizione del contenzioso con le modalità di cui al comma 732 e al presente comma sospende gli eventuali procedimenti amministrativi, nonché i relativi effetti, avviati dalle amministrazioni competenti concernenti il rilascio nonché la sospensione, la revoca o la decadenza della concessione demaniale marittima derivanti dal mancato versamento del canone.

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