Lettera aperta di Stefania Matteini a Errani, Melucci, Franceschini e Bersani

stefania matteini

stefania matteini

Stefania Matteini ha scritto la lettera che segue a Errani, Melucci, Franceschini, Bersani poiché provengono dalla sua stessa regione, l’Emilia Romagna.

Lei è sdegnata, ci scrive, “per come non sanno o non vogliono affrontare la questione di noi balneari, o peggio per come ci lasciano in balia della follia europea che ci toglie il lavoro invece di difenderci a spada tratta come dovrebbe fare una Regione come la mia che ha una tradizione turistica balneare fatta proprio di stabilimenti a gestione familiare”.
Egregio Governatore della Regione Emilia Romagna Vasco Errani
Egregio Assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna Maurizio Melucci
p.c Egregio Onorevole Dario Franceschini
p.c Egregio Onorevole Pier Luigi Bersani
Siamo concessionari demaniali marittimi e come tale seguiamo attentamente le vicende che riguardano da vicino il nostro futuro. Abbiamo quindi appreso della Vostra partecipazione al Convegno nazionale sul turismo del PD del 31 gennaio. Abbiamo anche visto che tra i partecipanti non vi è nessuno di quelli che, chiaramente in diversi contesti, si sono esposti in favore di una soluzione a nostra tutela che ci faccia uscire dalla direttiva servizi (Bolkestein), che come ben saprete prevede la messa all’asta delle concessioni demaniali sulle quali si basa il lavoro onesto di 30.000 famiglie che vota, paga le tasse, e che crea un indotto notevole. La concessione che annualmente paghiamo (non con cifre simboliche) e che ci viene rinnovata periodicamente sempre pagando regolarmente allo stato, non ci da una rendita di posizione, non ci accorda un privilegio: noi svolgiamo un lavoro che lo stato ci ha permesso di fare, seguendo le regole che ci ha fissato, in cui abbiamo creduto e in cui crediamo. Vi abbiamo investito tanto proprio perchè ci siamo basati sulle norme che lo stato aveva posto; abbiamo delle strutture, dei materiali, attrezzature insomma più che un servizio, il nostro è un bene, una azienda privata che insiste su un terreno statale sì, ma perchè ci è stato concesso e perchè non potrebbe svolgersi in nessun altra parte se non sulle coste che peraltro curiamo e manteniamo sicure e pulite. La nostra è un’attività peculiare, tutta italiana, tipica, gestita perlopiù da piccoli imprenditori, da famiglie, curata nei dettagli, che è voluta a amata così com’è da tutti quelli che ogni anno scelgono come meta della loro vacanza le nostre spiagge. Le lobby sono un’altra cosa e lo sapete.
Ora il PD non ha mai preso una posizione chiara e univoca verso questo problema, e ci aspetteremmo che da una regione come l’Emilia Romagna, che il PD governa, a tradizione balneare, la regione che ha “inventato” gli stabilimenti balneari così come sono e come piacciono a tutti i clienti che ogni anno ci frequentano, regione che si è sviluppata anche e soprattutto grazie al turismo balneare, ripetiamo: fatto cosi com’e oggi; dicevamo ci aspetteremmo che da qui uscissero pareri quantomeno scettici sulla bolkestein , uscissero delle prese di posizione indignate contro di essa e nette a nostro favore, come succede in altre regioni a minor tradizione turistica balneare; invece si apprende che al convegno ci sarà il Sig.Gnassi, sindaco di Rimini sorprendentemente a favore delle aste; avrà le sue buone ragioni, ma Rimini non è tutta la costa emiliano romagnola.
Non ci si dica che la direttiva servizi è un fatto, una realtà inesorabile, solo questione di tempo, proroghe, proroghine, non ci si dica che il futuro è quello, perchè sapete e sappiamo tutti che basterebbe una chiara e decisa volontà politica per trovare una soluzione e farci uscire da questa situazione grottesca: non si stratta di come svolgere le aste, di paletti, prelazioni o quant’altro, né di fantomatici indennizzi ai concessionari, si tratta di 30.000 famiglie che perderanno di fatto il lavoro sapendo di essere lasciati soli, considerati degli usurpatori, e ciò che è peggio proprio dalla regione che deve di più a queste famiglie di balneari.
Leggendo la parte del programma della conferenza che riguarda i balneari, la posizione del partito in merito alle aste continua a non essere chiara e si presta a svariate interpretazioni come del resto succede spesso in politica, ma non ci si dimentichi delle persone concrete che poi ne subiscono le conseguenze e che hanno il diritto di non essere presi in giro e di poter scegliere con consapevolezza i propri rappresentanti; quindi ci aspettiamo che almeno l’assessore al turismo e il presidente della regione Emilia Romagna prendano una posizione a nostro favore o quantomeno chiariscano concretamente e lealmente il loro punto di vista e speriamo anche che dal convegno emerga una limpida dichiarazione d’intenti in merito a tale questione, da parte dell’intero partito alla luce delle imminenti elezioni. E’ una questione di rispetto.
Stefania Matteini e Nicola Spinabelli Bagnolido Lido di Spina (FE)




Share

2 Responses to “Lettera aperta di Stefania Matteini a Errani, Melucci, Franceschini e Bersani”

  1. Edi Perino

    Il PD dovrebbe essere il partito dei lavoratori, il partito che DIFENDE i lavoratori; invece nel nostro caso li condanna a morte, senza alcuna possibilta` di salvezza. I lavoratori di qualsiasi altro settore dovrebbero riflettere su questo e non pensare che noi si sia tanto diversi da loro. Non siamo una lobbie, non siamo degli arricchiti, ci siamo sempre spaccati il culo anche se in inverno ci possiamo prendere una meritata pausa, grazie a Dio… Tutto questo e` un “piacere” occulto che si sta` facendo a quacun’altro, non sappiamo bene a chi anche se lo sospettiamo, ma non certo si tratta di gente bisognosa di lavorare e guadagnare ma bensi` di luridi speculatori. E` ora che tutti capiscano queste cose e che si fermi questa COLOSSALE ingiustizia, prima che noi si paghi in prima persona, ma che anche gli altri paghino, indirettamente, per questo piano diabolico.

    Rispondi

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>