Lettera aperta di una neo-mamma a Renzi

images-1Gent.mo Primo Ministro,

ho visto la sua intervista da Barbara d’Urso a Canale 5 e ho sentito che dal 2015 il bonus degli 80 € verrà dato anche a chi partorisce un figlio. Bella la sua intervista, Lei è un ottimo comunicatore e indubbiamente bravo. E’ riuscito persino ad arrivare a Canale 5 in un programma nazional popolare perché, in fin dei conti anche Lei, il suo personaggio,  lo è. D’altronde in un paese Nazional popolare come l’Italia mica ci si deve vergognare d’esserlo, soprattutto di questi tempi può essere un valore aggiunto, soprattutto, per un politico. Lo dimostra anche l’uso dei social network che avvicinano la politica alle persone normali, vi rendono in qualche modo più umani. Vero Primo Ministro?

Io sono una neo-mamma, una di quelle cui forse sarebbe spettato il bonus, certo con 80 euro i figli non diventano viziati, ma almeno Lei le esigenze le ha capite:  i pannolini, le cose pratiche, che lei dice comprano di solito le nonne (applausi).

Ebbene mi chiedo e lo faccio in veste di neo-mamma e di presidente di un’associazione di donne balneari, donnedamare per l’impresa balneare, che lo scorso anno incontrò due delle persone a lei più vicine per discutere del problema balneare se quando ha pensato agli 80 euro alle neo mamme (bel numero Le ha portato fortuna) se lontanamente avesse pensato a noi, alle 60 mila donne balneari che il suo governo sta mandando all’asta perché, dicono le persone a Lei vicine, è l’Europa che lo vuole.

Le dò un po’ di numeri, visto che a Lei piacciono:

30 mila famiglia italiane

60 mila donne

30 mila giovani donne

di cui molte titolari di azienda

anche in zone d’Italia soltanto a vocazione turistica

mamme (le stesse cui Lei vuole dare gli 80 euro)

nonne (le stesse che di solito comprano i pannolini e le cose pratiche cui Lei si riferisce)

mogli

Messe all’asta dalla stessa Europa che dice alle donne “ambite ai piani più alti dell’imprenditoria” .

Nel nostro settore, molte donne hanno saputo inventarsi un lavoro e mettersi in gioco, creando nuove attività imprenditoriali, conciliando famiglia e lavoro e ritagliandosi un proprio spazio di realizzazione professionale e personale. Donne che si  si augurano che la politica permetta loro di acquisire la consapevolezza dei propri diritti, supportati da leggi che le tutelino realmente e, nel caso della Bolkestein, che è contraddizione a tutti quei bei principi cui si rifà l’UE di tutela del sesso sottorappresentato, che la si ostacoli, anche in virtù della tutela delle 60 mila donne impiegate e titolari di azienda delle imprese balneari italiane.

Noi non vogliamo gli 80 euro mensili, noi il lavoro ce lo siamo pagato e lo abbiamo scelto, e speso la vita per esso.

Vede, in donnedamare, non ci sono solo persone che tutto sommato hanno la vita facile, ci sono donne sole, donne che hanno a carico figli che hanno problemi, nonne che hanno iniziato dal nulla con due assi in legno e che hanno dato vita a quello che oggi è il sistema balneare italiano che Voi volete distruggere con quel disegno di legge che ci è arrivato e che è mortale per le noi.

Un disegno di legge che è lì, ci dicono sia una bozza che si aprirà alla consultazione, che noi che lo abbiamo, abbiamo timore a farlo leggere ai nostri genitori perché con quel documento state distruggendo tutto il loro lavoro e non date loro la certezza di lasciare al sicuro i figli e paura a leggerlo perché guardi tua figlia di 3 anni negli occhi e non sai che futuro le darai.

Eppure io sono una neo-mamma. Ma Lei non mi vuole aiutare, Lei mi vuole togliere il mio lavoro.

Evito di scrivere la mia storia, Le riporto un estratto di una storia inviatami da un’associata di donnedamare. Anche lei mamma, evito di mettere il nome, forse Lei non merita neppure che queste cose le vengano scritte, ma io lo faccio lo stesso sperando che quel politico che vuol apparire così nazional popolare lo sia veramente dalla parte degli italiani e di mamme come questa:

…”L’anno dopo ero incinta di 2 gemelli e mi accingevo alla mia ennesima stagione con il pancione.
Le cose sono andate differentemente da come me le ero immaginate, i miei bambini sono nati il 20 di luglio fortemente prematuri a 28 settimane! Hanno rischiato la vita e non ne sono usciti senza conseguenze. Pietro ha iniziato a camminare a 5 anni a avrà comunque bisogno di un’operazione alle gambe. Nicola è sulla sedia a rotelle ed ha anche altre problematiche.
Sembra un melodramma!!! ma non è così. Proprio i miei figli mi hanno insegnato che : “si chiude una porta e si apre un portone” .
Continuiamo a trasferirci tutte le estati al bagno; i bambini si sono adattati  così bene che il mare è diventato il loro mondo! Spesso mi dicono che ho partorito due pesci, io stessa mi stupisco dei loro progressi e delle loro risorse. I sacrifici non mancano; mio marito per esempio lavora a Livorno (incredibilmente il mio stipendio non basta). Va avanti e indietro per tutta l’estate e spesso di notte è costretto a fare anche da guardiano notturno sui bagni, perchè io lo sveglio anche al più piccolo rumore.”
Vi rendete conto a chi togliete il lavoro, vero? Su www.donnedamare.it di storie così ce ne sono almeno un paio, chissà nel resto di Italia.
 
Bettina Bolla
neo-mamma
Invierò questa mail a matteo@governo.it, sperando che le altre donne balneari lo facciano.
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