Lettera di Luca Marini, presidente AFIB, a Movimento 5 Stelle

DownloadedFile-1Luca Marini, presidente AFIB, scrive a Movimento 5 Stelle. Condividiamo a pieno il suo pensiero, di non sottovalutare nessuno e di andare a parlare con tutti gli schieramenti politici passati e futuri.

 

 

Spett.le Movimento 5 Stelle
Gentili Leder e Coordinatori,
sono Luca Marini, attuale Presidente dell’Associazione Fornitori Italiani Balneari tutti in gravissima difficoltà visto l’attuale blocco degli acquisti e Vi scrivo per proporre un incontro analitico ed un tavolo programmatico di lavoro all’interno n della Vs Direttivo Nazionale al fine di meglio presentare le istanze sia della Categoria Balneare, sia di tutto l’Indotto comprendente un ampio numero di Aziende complessive.
Il soggetto pure essendo maggiormente strutturato in Aziende e quindi solo apparentemente più tutelato, da onestamente da vivere a un numero davvero importante di lavoratori e famiglie Italiane da molti decenni.
La vicenda, tra l’altro ben rappresentata dal Balneare Marcello di Finizio gentilmente da Voi ospitato nel Vs blog, ha bisogno di una lettura più attenta ed approfondita, sviluppando così quelle prospettive più aderenti ad una lettura esaustiva, globale e realistica.
Tuttavia, esprimendo il mio personale parere ovviamente totalmente condiviso dalla Categoria a livello nazionale, trovo che la più consona lettura della annosa vicenda sia riconducibile al terreno di precarietà e disarcionamento che si stà preparando nel nostro Paese, al fine di una neanche tanto velata svendita generale del Sistema Italia nel suo complesso.
Dietro ad un pacchetto post-ideologico, politico e filo burocratico-governativo, appare orami chiaro un disegno di sponda per tutti quegli appetiti immani che può generare la vetrina attuale in “saldi” della nostra meravigliosa penisola. L’attacco trasversale a tutti i nostri preminenti sistemi produttivi e quindi forse ancor più maggiormente al volano Turistico della nostra economia, a volte trincerato dietro a volontà dubbie dell’UE (per esempio la Direttiva Bolkestein) poi ancora più dubbiosamente implementate nei Paesi Membri, appare svelare sempre più l’idea di dare un anticipo ai nostri creditori piccati dal nostro “debito” e all’asciutto di tante “buone” intenzioni rispedite al mittente tramite le ultime democratiche manifestazioni di voto referendario.
Ovviamente ritengo, sempre personalmente, che non debba (questo si…) passare inosservata l’attenzione della Finanza Globale nei confronti delle nostre coste e che il rapporto fiduciario tra lo Stato (che ha la tutela del demanio) ed il concessionario sarebbe ristabilito al netto di mandare a casa le piccole imprese a carattere famigliare-tradizionale (ma anche per le licenze di pesca o tramite le quote latte la musica non cambia) per ristabilirlo con dei Gruppi meglio imprecisati e dal tanto maggiore ed evidente potere di acquisto, al fine di barattare una grossa fetta del gettito (onere concessorio) che rimarrebbe nelle casse dello Stato e delle Amministrazioni visto che i “Gruppi d’Acquisto” promettono (sistemi già in uso e tristemente svelati…) di costruire tutto loro in termini di servizii legati allo sviluppo turistico del territorio, mandando in soffitta ogni tipo di responsabilità da parte delle Amministrazioni che così rimangono concentrate a ammantare di positività i loro dissestati bilanci, piuttosto che ridistribuire parte delle tasse nello sviluppo globale delle economie su scala locale, che i Balneari invece sostengono da quasi un secolo.
Ritengo di poter escludere ogni altro tipo di motivo diverso da questo, che vede utilizzare a fini Globalistici una dubbia interpretazione della Direttiva stessa in questione.
Un nostro selezionato e rappresentativo gruppo di Tecnici Balneari, facente da anni staffetta con i Governi Nazionali ed Europei, avente accumulato prove circostanziali, misurabili e concrete in sostegno di questa tesi è pronto all’eventuale incontro con il Vs gruppo appena Voi lo riteniate opportuno, ma aggiungo io, in tempo per sfilarci dalla imminente “danza delle sirene” preelettorali, purtroppo molto spesso in odore di convolare a “nozze” con la Finanza Globale.
Come cittadino, ancor prima di tutelare gli interessi più generali dell’Indotto Balneare Italiano, è come nativo della Sardegna, non ho minimo dubbi che alla miglior tutela del demanio e delle coste Italiane rappresentata da piccole imprese italiane si voglia sostituire, la Categoria qui citata, con una nuova stirpe di Signori aventi carta bianca in uno dei più strategici settori Italiani e del Mediterraneo, dinamica riprovata dal fatto che molti altri Paesi Membri dell’Europa o del Mare Nostrum stanno cercando di rinforzare il tessuto economico comunitario (l’Europa mancata del sud e del mare con 150 milioni di abitanti che vi si affacciano e da li traggono sussistenza) vistosamente attaccato dalle stesse direttrici strategiche economiche. Un boccone davvero sostanzioso per le pance dei nostri presunti creditori che sono da tempo arrivate sulle nostre tavole a sfilarci il pane di bocca.
Per tali motivi chiediamo un incontro di rilievo e a carattere Nazionale al fine di analizzare la coerenza di questa analisi e da li sviluppare un progetto politico di salvaguardia, oltre le letture retrodatate che non svelano i rapporti di forza reali che in questo momento storico stà evidenziando e che voi, quasi esclusivamente, state eccezionalmente portando alla luce.

In attesa di un Vs sollecito riscontro,
porgo i migliori Auguri per il Progetto Politico innovativo che certamente attraverserà e scuoterà il nostro Paese.

Cordiali saluti
Luca Marini
(AFIB)

 

Tempo fà avevamo pubblicato il riassunto di una telefonata intercorsa tra Mariolina Menicucci e Beppe Grillo (vd articolo), ma comunque pensiamo che se si riuscisse a guardare negli occhi il leader di Movimento 5 Stelle e a spiegargli che anche noi siamo vittime di quel sistema che lui stesso combatte, beh forse… cambierebbe idea.

Sono più scettica per quanto riguarda i grillini, molti dei quali hanno posizioni a favore delle aste, molti di quelli con cui ho parlato ancora credono che ci saranno spiagge libere.


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