Lido di Camaiore è stato un successo, perché…

1000152_10200351823574254_435406760_nLa serata è stata un successo senza ombra di dubbio si è visto dall’atmosfera, dai volti delle persone, dalla commozione di alcuni clienti di Daniela Frangioni e di Emiliano Favilla, ma ciò che ha scritto su facebook un cliente di Daniela, Giovanni Cherubini, dimostra che abbiamo centrato l’obiettivo.

Finalmente non abbiamo fatto piu discorsi tra noi, ma abbiamo allargato la prospettiva ai nostri clienti e la risposta è stata quella che noi desideravamo ma che abbiamo aspettato tanto a chiedere perchè avevamo timore. Forse un pò sviati dal fatto che l’opinione pubblica ci odia, non abbiamo pensato che noi abbiamo un grande sostegno tutti i nostri clienti con i quali noi stessi di anno in anno siamo cresciuti, condividendo gioie, dolori, allegrie, nascite e ahimé gravi, gravissime perdite.

A me piace pensare alla mia spiaggia come un piccolo mondo con le stesse caratteristiche di un quartiere dei vecchi tempi, in cui liberamente si poteva giocare e anche scappare perché tutti ti conoscevano e perché ancora sicuro. Oggi nei quartieri delle città o delle cittadine non si possono più lasciare liberi i bambini, i parchi giochi sono aree degradate, ma rimangono, d’estate, i nostri bei bagni dove tutti si conoscono e dove un bambino, se momentaneamente perso di vista dai genitori, in realtà è sempre controllato da altri occhi. Io credo che i nostri clienti facciano parte della lotta per il NO ALLE ASTE. Non c’è nessuno più adatto di loro per unirsi a noi… alcune persone vengono nel mio stabilimento da 35/40/50 anni … da chi altri dovremmo partire?!?

Colgo l’occasione di questo suo commento per annunciare il prossimo progetto di Donnedamare, un libro che toglierà la parola alle Donnedamare e che la darà per l’occasione ai nostri clienti. Quindi care Donnedamare e cari balneari quest’estate fatevi scrivere recensioni, fate foto con i vostri clienti! che saranno parte del prossimo progetto editoriale di Donnedamare!!!

 

Giovanni Cherubini (cliente del Lido Imperiale di Lido di Camaiore)

Care Donne Damare, sono un “bagnante” della Versilia da 60 anni, prima con i miei genitori, adesso con i miei nipoti. Di questi 60 anni gli ultimi 35 li ho passati tutti al Bagno Imperiale di Lido di Camaiore.- Ho avuto il piacere di partecipare, grazie all’invito di Daniela Francioni, alla presentazione del libro “Storie da mare di Donne Damare”.- Durante le testimonianze degli ospiti invitati, mi è venuta spontanea una riflessione sui problemi trattati e sulla ripercussione che avrà su di noi, fruitori del servizio per le vacanze offerto dalle imprese balneari, la messa all’asta di queste strutture.- Per far comprendere meglio lo spirito di questa mia riflessione, voglio raccontare una breve storia.- Per oltre 30 anni è stata ospite del Bagno Imperiale, una anziana signora, mia suocera, che si trasferiva al mare da Prato con i miei due figli per i due mesi estivi.- Nessuno conosceva il suo cognome ma era conosciuta da tutti con il suo nome e la sua qualifica “Nonna Aurora”.- Questa anziana, arguta e bonaria donna era amata da tutti, il suo ombrellone n° 7 lungo la passerella era il punto di riferimento di tutte le clienti del bagno che si fermavano a parlare con lei.- Era famosa anche per la sua maestria nel lavoro a maglia e infatti ha insegnato a lavorare ai ferri e con l’uncinetto a quasi tutte le donne del bagno che lo desideravano.- La Nonna Aurora è venuta a mancare da due anni ma il suo ricordo, per chi ha vissuto quei tempi, è rimasto un mito.- Ed è da questo ricordo che è scaturita la mia riflessione.- Quando ero più giovane a volte mi veniva la voglia di vendere la mia piccola casetta al mare e andare a fare le vacanze in giro per il mondo, ma facendo ciò avrei tolto alla Nonna Aurora la gioia di stare in vacanza con i suoi nipoti, di rivedere tutte le sue amiche del mare, di continuare a fare nuove amicizie e insegnare loro a lavorare a maglia.- Quando gli ultimi anni la sua salute cominciava ad essere cagionevole, bastava arrivare a metà giugno e cominciare a fare i preparativi per il mare che la sua salute, come per miracolo, migliorava.- Io conosco perfettamente i problemi dei balneari e condivido pienamente, da fruitore del servizio per le vacanze che mi viene offerto, la battaglia che viene fatta contro la legge Bolkenstein e gli obiettivi che i balneari si prefiggono.- Ritengo però che fra questi non debbano essere ignorate le ripercussioni che la globalizzazione del turismo e dell’impresa balneare avranno su noi “bagnanti”.- In un Bagno Imperiale globalizzato e organizzato in tutto senza il minimo spazio per l’inventiva, per la spontanea organizzazione di giochi, per l’impossibilità di stabilire rapporti umani che durano decenni, certamente la Nonna Aurora non avrebbe potuto starci…e forse avrebbe vissuto anche qualche anno di meno!! Care Donne Damare, unitevi tutte, fate squadra in tutta Italia, create un grande movimento con l’appoggio anche dei “bagnanti” e cerchiamo TUTTI ASSIEME di respingere almeno questa globalizzazione e salvaguardare lo stare assieme ed i rapporti umani!!!

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