L’On. Baretta indica la strada al Governo per salvarci.

di Antonio Smeragliuolo

  

 Antonio Smeragliuolo. ITB ITALIA 28.10.2015

Il comma 9-septiesdecies dell’art. 7 del D.L. 78/2015 (convertito in legge dalla L. 125/2015) demanda poi alle Regioni una ricognizione delle rispettive fasce costiere, finalizzata anche alla proposta di revisione organica delle zone di demanio marittimo ricadenti nei propri territori. La proposta è inviata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e all’Agenzia del demanio, che nei 120 giorni successivi al ricevimento della proposta, attivano, per gli aspetti di rispettiva competenza, i procedimenti previsti dagli articoli 32 (Delimitazione di zone del demanio marittimo) e 35 (Esclusione di zone dal demanio marittimo) del codice della navigazione, anche convocando apposite conferenze di servizi.

Osservando che:

il “privilegio” dell’uso del demanio statale (Documenti Commissione europea a nome del Commissario Barnier, Documento sulle Liberalizzazio ni Governo Monti) è semplicemente non riconoscere quanto la Legge prevede nel differenziare categorie di soggetti, gli attuali concessionari e conduttori che avevano un contratto con lo Stato italiano e “gli altri”, una differenza che tra l’altro si esplicita nell’elemento diversificatore che è il “fluire del tempo” (Ordinanza Corte Costituzionale 400/2007).

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