L’On.le Lodolini (PD) e la IV Commissione impegnano il governo sulle aste col criterio della offerta economicamente più vantaggiosa

157927_lodolini1_ralfE qualcuno pensava che una volta preparato il DDL potessimo avere l’aiuto nelle varie Commissioni

E qualcuno ci diceva di tenere il basso profilo

E qualcuno diceva che dovevamo lasciare il tempo per studiare la situazione

I numeri li hanno, sono anche informati e IMPEGNANO IL GOVERNO A FARE LE ASTE. 

Risoluzione in commissione 7-00672 presentata da Emanuele LODOLINI del Pd Lunedì 4 maggio 2015, seduta n. 420

La VI Commissione, 
 premesso che: 
 l’attività turistico ricreativa rappresenta in Italia un settore con forti potenzialità di sviluppo e di occupazione ed è ormai urgente, in un settore strategico quale quello delle attività balneari insistenti sul demanio marittimo, la necessità di mettere in atto processi di innovazione e di investimento che rendano queste aree demaniali sempre più attrattive e fruibili e che ne preservino la bellezza, il paesaggio e il valore economico; 
    l’Italia, con i suoi 7.458 chilometri di costa, si distingue per la sua specificità in ambito europeo. Nel nostro Paese, infatti, vi è una larga diffusione sul demanio marittimo di stabilimenti balneari, oggetto di concessione. Il ricorso a tale istituto è motivato dalla natura del bene, appartenente allo Stato, ex articolo 822 del codice civile, e destinato, tra l’altro, a soddisfare interessi pubblici; risultano censite nel nostro Paese circa 28.000 concessioni rilasciate per finalità turistico-ricreative con strutture «amovibili» e circa 1.000 pertinenze demaniali marittime con manufatti «inamovibili» di proprietà dello Stato; 
    gli stabilimenti balneari sono diffusi in tutto il territorio costiero del Paese e in alcune particolari aree, come la Versilia e le coste romagnola, abruzzese e marchigiana, hanno raggiunto livelli di significatività economica paragonabile a quella di veri e propri distretti produttivi. Sono, inoltre, fortemente integrati con l’offerta alberghiera contribuendo significativamente al prodotto interno lordo turistico; il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, con il quale l’Italia ha recepito la direttiva 2006/123/CE («direttiva servizi», cosiddetta Bolkestein), stabilisce che, dal 1o gennaio 2016, le concessioni demaniali non potranno più essere rinnovate automaticamente (non valendo più il diritto di insistenza), ma dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica alla scadenza temporale di ogni concessione; ai sensi dell’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, come modificato dall’articolo 1, comma 547, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013), nelle more del procedimento di revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, il termine di durata delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore del citato decreto e in scadenza entro il 31 dicembre 2015, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020; il comma 732 dell’articolo unico della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013) ha fissato al 15 ottobre 2014 il termine temporale previsto per il riordino complessivo della materia delle concessioni demaniali marittime; 
    il termine del 15 ottobre 2014 è stato superato senza che siano intervenute ulteriori modificazioni legislative; il Tar di Milano il 26 settembre 2014 ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea la questione pregiudiziale della compatibilità con la normativa comunitaria delle disposizioni nazionali, ricorso che probabilmente avrà il suo epilogo fra estate e autunno di quest’anno; 
    il Tar della Toscana il 27 febbraio 2015 ha stabilito che, nelle concessioni demaniali marittime, sono di proprietà del concessionario le opere che questi ha realizzato sulla superficie demaniale; 
    permane una fase di incertezza che potrebbe essere superata attraverso l’istituzione di una cabina di regia che, sotto la guida della Presidenza del Consiglio con la presenza del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, del Ministro dell’economia e delle finanze e Agenzia del demanio, favorisca e finalizzi il confronto con le categorie e le rappresentanze istituzionali coinvolte; 
    appare inoltre necessario definire un tavolo comuni e regioni poiché l’uso del demanio marittimo, oltre alla attività turistico ricreativa, riguarda il commercio, la pesca e l’acquacoltura, l’industria e la portualità,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative per costituire la sopracitata cabina di regia; 
   ad assumere iniziative per individuare nei comuni i soggetti che, per quanto riguarda le gare per le concessioni demaniali, da soli o in associazione volontaria, bandiscono le gare, col criterio della offerta economicamente più vantaggiosa e con criteri che prevedano: 
    a) il diritto al concessionario uscente, da parte del concessionario subentrante, di un indennizzo determinato sulla base di una valutazione dei beni non integralmente ammortizzati, degli investimenti effettuati e del valore commerciale di mercato della impresa; 
    b) che non si possa fare ricorso all’istituto dell’avvalimento; 
    c) che sia valutata l’esperienza acquisita nel tempo e il valore dei profili professionali e del piano occupazionale; 
    d) che sia valutato il piano economico e finanziario di copertura degli investimenti e di annessa gestione; 
    e) che non si possano acquisire più di due (ad esempio) concessioni sia direttamente che indirettamente; 
    f) che sia valutata la coerenza della offerta col piano spiaggia; 
   a dare incarico alle prefetture di tenere un elenco aggiornato dei concorrenti con l’elaborazione di una white list che consenta di prevenire eventuali tentativi di infiltrazioni criminali; 
   ad assumere iniziative per eliminare il metodo di calcolo dei canoni demaniali sulla base dei valori dell’Osservatorio mercato immobiliare, eliminando anche la distinzione fra facile e difficile rimozione e sostituendola con un criterio che invece tenga conto della effettiva tipologia di attività svolta e anche della effettiva occupazione demaniale oggetto di concessione. 
(7-00672) «Lodolini».

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