M5S bacchetta Bonelli (verdi) sui balneari e si ricorda che paghiamo IVA al 22%

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Da Pier Luigi Tucci

Fonte: http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20131211-stabilita-m5scamera-su-balneari-verdi-fanno-chiacchiere-noi-cerchiamo-soluzione

(AGENPARL) –  ROMA, 11 dic– “Nessuncondono, nessun favore, nessuno sconto. Sulle concessioni demaniali marittime i Verdi vanno fuori bersaglio e dimostrano perché sono ridotti a percentuali di consenso da prefisso telefonico. Sorte inevitabile per chi negli ultimi decenni ha occupato i palazzi della politica riempiendosi la bocca con spot e slogan senza mai tirarsi su le maniche per lavorare”. Così rispondono i deputati del MoVimento 5 Stelle al co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli.

“Il governo si prepara a stangare i soliti noti, qualche centinaio tra i concessionari, che vedranno aumentare i canoni anche del 300-400% – aggiungono – Mentre i furbi, come al solito, la faranno franca. Perché? Semplice: il settore non è monitorato a dovere e lo Stato non ha contezza di chi paga quanto. I dati dovrebbero convergere sul Sid (Servizio informativo demaniale) presso il ministero dei Trasporti. Ma oggi questo registro non è aggiornato ed è di difficile consultazione. Le amministrazioni competenti sono inadempienti sul fronte dell’inserimento dati e, quindi, non è possibile fare alcuna politica perequativa sui canoni”.
I deputati M5S aggiungono: “Il settore comprende 30mila piccole imprese con 10mila addetti e non va criminalizzato. Tra l’altro pagano l’Iva al 22% invece che al 10% come tutte le altre imprese turistiche. Mentre i Verdi continuano a chiacchierare, noi abbiamo chiesto nove mesi di tempo non per tergiversare, ma per fare. Non a caso abbiamo promosso nel frattempo   un’indagine conoscitiva sul tema inCommissione Finanze, anche per chiarire quali sono gli organi coinvolti. E stiamo preparando un’interpellanza urgente ai ministeri competenti”.
“Nessuno vuole sanatorie o cementificazioni – chiudono i deputati del MoVimento – Vogliamo scoperchiare un verminaio che testimonia l’inefficienza del nostro Stato e la connivenza dei partiti. Vogliamo entrare nel merito, riordinare la materia e arrivare, magari, a una legge quadro che metta ciascuno di fronte alle proprie responsabilità. Lo scopo è avere un sistema di canoni finalmente equo e progressivo, come impone l’articolo 53 della Costituzione”

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