Marcello Di Finizio sulla Cupola: comunicato stampa

971208_708769865812765_316195343_nATTENZIONE IMPORTANTE FATE GIRARE ANCHE SULLE BACHECHE DEI POLITICI

L’imprenditore Marcello Di Finizio (La Voce della Luna) oggi si è arrampicato per la quarta volta sulla cupola di San Pietro.

L’imprenditore balneare Marcello Di Finizio è salito di nuovo in cima alla cupola di San Pietro per protestare contro le evidenze pubbliche delle spiagge. Con lui un enorme striscione “PRESIDENTE NAPOLITANO, PER L’AMOR DI DIO, FERMATEVI! CI STATE AMMAZZANDO TUTTI! PAPA FRANCESCO, AIUTACI TU! STOP MONTI! STOP LETTA! STOP RENZI! STOP M.E.S.! STOP FISCAL COMPACT! STOP BOLKESTEIN! STOP EUROPA! STOP FINANCIAL DICTATORSHIP! RESTITUITECI LA DEMOCRAZIA! RESTITUITECI LE NOSTRE VITE!”

L’uomo si trova ancora in cima alla cupola, dove è salito intorno alle cinque del pomeriggio. Di Finizio, triestino di 47 anni, era già salito in cima alla cupola di San Pietro altre volte l’ultima il 20 maggio 2014.

Un imprenditore a cui la politica ha tolto il diritto di poter vivere, la sua casa è all’asta, la sua azienda senza diritto di insistenza non ha valore .

La sua vita da imprenditore di successo si è ridotta ad un peregrinare ed elemosinare soluzioni da parte della politica.

Tutto questo è la conseguenza del non-intervento da parte del nostro Governo. La Commissione Europea sono anni che aspetta di ricevere una delegazione autorizzata dal Governo per risolvere una volta per tutte questo dramma che sta piegando diritti inviolabili, come la Dignità, la Salute, il diritto al Lavoro, e per quanto noi abbiamo tentato con Documenti e continui incontri, niente risposte se non “se ne discute al prossimo tavolo”

Queste le parole di Marcello: SONO DOVUTO SALIRE UN’ALTRA VOLTA SULLA CUPOLA DI SAN PIETRO PERCHE’ MI HANNO MENTITO PER TRE VOLTE, MA NON DARO’ LORO LA SODDISFAZIONE DI SUICIDARMI, IO COMBATTERO’ SEMPRE PER DIFENDERE LA MIA CASA E IL MIO LAVORO FINO ALL’ULTIMO RESPIRO. SE VOGLIONO AMMAZZARMI LO DEVONO FARE DAVANTI A TUTTI, AFFINCHE’ SIA CHIARO CHE QUESTI NON SONO SUICIDI, MA OMICIDI DI STATO. MI HANNO PORTATO VIA TUTTO, MA NON MI PORTERANNO VIA ANCHE LA DIGNITA’. E’ SEMPRE SBAGLIATO METTERE LA GENTE, LA SOCIETA’ CIVILE, IL TESSUTO PRODUTTIVO DI QUESTO PAESE, NELLE CONDIZIONI DI NON AVERE PIU’ NULLA DA PERDERE. LA STORIA LO INSEGNA!

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