Michela Hublitz interviene nuovamente a difesa delle imprese balneari

image

Da Antonio Smeragliuolo
Michela Hublitz – presidente di R.E.TE. Imprese Italia Grosseto interviene nuovamente a sostegno delle imprese balneari.
Ricordiamo il suo primo intervento, che sarà anche pubblicato nel libro di Donnedamare in uscita il prossimo 4 luglio che potrete leggere cliccando sul link http://www.donnedamare.it/michela-hublitz/ dove Michela Hublitz, ha raccontato come da imprenditrice, forte del sostegno dei suoi cari, riesca a conciliare lavoro e famiglia dirigendo con orgoglio un’azienda. L’appoggio di una donna determinata, forte e realizzata e’ ancora più importante perché ci arriva da un’imprenditrice non balneare che, ha dimostrato, di seguire la questione balneare con il coraggio e l’attenzione che manca a molti altri nel mondo della politica. Ed è proprio per il fatto che essendo donne imprenditrici che, come tante altre gia’ stanno attraversando un grave periodo di crisi, spaventate INOLTRE dall’errata applicazione della Bolkestein, che scambia la concorrenza per sostituzione di impresa, i suoi interventi sono come una boccata di ossigeno, ci spronano ad andare avanti e a sostenere con ancora maggiore determinazione la battaglia per il NO ALLE ASTE.
GRAZIE!!!
Cogliamo l’occasione, se ci legge, di invitare la Dott.ssa Hublitz alla presentazione del libro di Donnedamare che avverrà la sera del 15 Luglio presso lo stabilimento balneare LIDO IMPERIALE di Lido di Camaiore, ospiti del Vice presidente di Donnedamare Daniela Frangioni e della sua famiglia. Avremo così l’occasione di conoscerla e di ringraziarla personalmente.

“L’Assessore al turismo della Regione Toscana Cristina Scaletti dichiara: “Ottenere l’esclusione delle concessioni balneari, proprio
per le particolari peculiarità del settore, dalla direttiva”, il  Presidente Enrico Rossi afferma: “Chi ha avuto l’idea con la direttiva Bolkestein di mettere all’asta le concessioni balneari, o non conosce la nostra realtà o è un  pazzo ubriaco da ideologia liberista 
che con la scusa della concorrenza vuole solo aprire la strada al grande capitale privato”  ed infine il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli asserisce ” Il turismo non è un campo d’azione residuale che,  grazie alla storia e alla  natura del Paese,  può vivere “di rendita”. O, dove al peggio, calare dall’alto provvedimenti come la tassa di soggiorno, o come misure in materia di concessione o canoni demaniali che rischiano di mettere in ginocchio il nostro turismo balneare”. 
Ho voluto citare alcuni, tra i tanti, interventi di personaggi pubblici con l’intento di farmi interprete di una visione di insieme che cerchi di arricchire ed approfondire la questione. Le aziende balneari Italiane e anche tutte le altre esistenti sui terreni del demanio sono  elementi sostanziali e vitali del nostro sistema economico e la Direttiva Servizi 123/2006/CE, la cosiddetta “Direttiva Bolkestein”, se messa in atto nella odierna formulazione, produrrebbe un dissesto notevole sia dal punto di vista sociale che economico su tutte le attività che sorgono sulle aree demaniali. 
Tale Direttiva, infatti,  annullerebbe e renderebbe vano il lavoro fin qui  svolto dagli imprenditori italiani di questo segmento i quali, da sempre, hanno investito molto, sia in termini di opere realizzate sia in termini di professionalità acquisite, aiutando e determinando, anche nei momenti di crisi, la crescita  del Paese.
Questi, negli anni e con fatica, hanno innalzato gli standard qualitativi della propria offerta,  individuato  progetti da sviluppare per creare servizi personalizzati e nuovi canali di commercializzazione, hanno saputo valorizzare gli elementi di tipicità dell’area raggiungendo la collaborazione tra i vari operatori per rafforzare il sistema economico territoriale.
Ed è stato lo stesso Paese   a incentivare ed a spingere questo modello di investimenti che gli  imprenditori del settore hanno
effettuato per poter ottimizzare qualitativamente e quantitativamente  le loro strutture attraverso  mutui, iscrivendo ipoteche, 
rilasciando fideiussioni, chiedendo prestiti utilizzando cioè i classici strumenti, con tempi di  restituzione molto lunghi,  messi a 
disposizione dal sistema creditizio. 
Gli istituti finanziari, infatti,  non hanno, giustamente, avuto problemi a prestare al settore balneare, un segmento da sempre
ritenuto solido e florido, ma oggi rimane l’incertezza di come potrebbe essere gestita in uno “Stato di Diritto” una richiesta di rientro 
a fronte della cessazione stessa di tali aziende.
Con l’applicazione della direttiva, dunque, si rinuncia ad un comparto turistico pensato e costruito sulla tradizione e sulla cultura 
Italiana. 
Oggi  la sensazione che raccolgo è la disperazione da parte dei titolari di tante aziende che hanno investito la propria vita in queste attività: sono almeno 30.000 le imprese italiane in questo stato e sono destinate a crescere, in relazione all’interpretazione che verrà
data alla Bolkestein.
Un clima di indeterminazione e irrazionalità che l’Italia non  merita!”

Share

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>