On.le Lara Comi

comiQuesto è l’intervento dell’ On.le Lara Comi

che sarà pubblicato sul libro di Donnedamare

On.le Lara Comi

Care «donnedamare»,

sono felice e mi complimento per la creazione del vostro blog che vuole valorizzare e difendere la realtà imprenditoriale del settore balneare, le cui problematiche ho sollevato da tempo in Europa, fondando un Gruppo di lavoro all’interno del Parlamento denominato «Working group On the beach». Il prossimo esecutivo dovrà continuare il Tavolo di confronto con l’Europa e risolvere definitivamente la questione delle concessioni demaniali.

Durante la plenaria di marzo, a Strasburgo,  insieme ad alcuni colleghi della Delegazione italiana, ho promosso un incontro con il commissario al Mercato interno, Michel Barnier, che ha avuto un esito costruttivo. Tanto che il Commissario ha accolto favorevolmente l’invito dei colleghi a incontrare le associazioni di categoria in occasione di una sua prossima visita in Italia: un ottimo risultato che non si è finora mai verificato. Nel frattempo, Barnier continuerà il dialogo con il Governo italiano. Il vertice ha permesso di fare il punto sulla situazione: analizzare le problematiche relative all’applicazione della direttiva servizi, meglio conosciuta come Bolkestein,  le possibili ricadute occupazionali in un periodo di crisi economica e sondare il terreno sulle soluzioni percorribili. A livello europeo si è aperto un canale diretto e vogliamo mantenere un dialogo costruttivo con la Commissione europea per dare un quadro di certezze agli operatori.

Condivido in pieno le preoccupazioni e le battaglie dei balneari che chiedono una soluzione che non penalizzi 30 mila aziende, 300 mila lavoratori, 60 mila donne, di cui 30 mila giovani. Aumentare il lavoro femminile e favorire l’imprenditoria “in rosa” è fondamentale per  rilanciare la crescita. La partecipazione alla forza lavoro delle donne in Italia è tra le più basse dei Paesi Ocse e la più bassa in Europa. Gli ultimi dati Istat dicono che in Italia lavora solo una donna su due. Il Trattato di Lisbona ha come obiettivo un’occupazione femminile al 60%: se raggiungessimo quel livello l’Italia aumenterebbe il Pil del 7%, secondo una stima della Banca d’Italia.

Il ministro Gnudi ha recentemente presentato  il Piano per il Turismo Italia 2020 e si è augurato che i futuri governi attuino le misure proposte. Il Piano  prevede 30 miliardi di incremento del Pil (dai 134 miliardi del 2010 ai 164  miliardi nel 2020) e 500 mila nuovi occupati (da 2,2 a 2,7 milioni). Sarebbe contradditorio se si cominciasse tagliando posti di lavoro nel settore balneare. Il turismo è uno dei motori del made in Italy, il settore vale il 9% del nostro Pil. In questa lunga fase di crisi economica molte aziende stanno passando in mano straniera. Sarebbe un ulteriore impoverimento se avvenisse una svendita della nostra industria balneare. Valorizzare e stabilizzare le concessioni balneari è allora fondamentale per garantire il rilancio degli investimenti e favorire l’occupazione in Italia.

Ho sempre inteso la politica come servizio al cittadino e continuerò a farlo con la vostra collaborazione.

Un saluto affettuoso,

Lara

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