Osservazioni di Emiliano Favilla alla 1° conferenza nazionale del PD 31.1.2013

safe_image.phpArmando Cirillo, responsabile nazionale del settore Turismo del PD, scopre le carte rispetto alla Conferenza Nazionale per il Turismo (dove si parlerà anche di concessioni demaniali, quindi, di balneari) che si terrà a Roma il prossimo 31 gennaio c.a.      (Per vedere la lista degli invitati clicca qui)
Non sappiamo ancora quale sarà la relazione introduttiva di Cirillo alla conferenza suddetta, abbiamo potuto apprendere però i nominativi dei funzionari PD e degli altri invitati a tale importante e strategica conferenza nazionale. Purtroppo tra tutti quelli elencati e che sono stati ufficialmente invitati, possiamo osservare solo personaggi politici di spicco “tristemente” noti alle imprese familiari balneari italiane. Ma quello che più preoccupa, a mio avviso, è che non vediamo altri nomi altrettanto importanti, appartenenti sempre al PD e che hanno meglio caratterizzato il dibattito di questi ultimi anni sulla Direttiva Servizi Europea CE 123/2006 “Bolkestein” rispetto alle concessioni demaniali marittime.
Tra i nominativi dei politici del PD che purtroppo non vediamo ci sono anche: il sindaco Piero Monticelli responsabile nazionale dell’ANCI per il demanio marittimo; il sindaco del comune di Camaiore avv. Alessandro Del Dotto, giurista del settore e il principale autore della Bozza di TU sugli stabilimenti balneari. Nell’elenco non troviamo nemmeno la senatrice Manuela Granaiola che è stata una vera ed autentica protagonista nel dibattito parlamentare sulle concessioni demaniali marittime, come non troviamo decine di sindaci di importanti città balneari, che hanno preso posizioni significative e documentate sulle concessioni demaniali marittime, tra i quali: Umberto Buratti sindaco di Forte dei Marmi; il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori. Poi non troviamo rappresentanti di regioni come il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, anche lui del PD.

Continuando con chi non c’è, Non troviamo nemmeno altri rappresentanti non appartenenti al PD che avrebbero potuto dare ugualmente un contributo di conoscenza e di esperienza istituzionale sul tema del turismo nazionale e del turismo balneare in particolare. Alcuni di essi, tra l’altro, ricoprono incarichi istituzionali bipartisan, quali ad esempio il Presidente della Provincia di Savona e rappresentante dell’Unione delle Province (UPI) d’Italia, Angelo Vaccarezza e rappresentante del demanio marittimo per tutte le province d’Italia, oppure lo stesso Sindaco di Roma, almeno per i saluti come si usa, dato che la conferenza si tiene proprio a Roma.

C’è da dire anche, che Armando Cirillo, dopo averlo incontrato personalmente a Roma Armando Cirillo, ci ha assicurato che farà intervenire anche i rappresentanti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano. Però, ad oggi, non siamo stati ufficialmente invitati e, quindi, manco citati tra gli interventi previsti. Sicuramente farà intervenire noi, per grazia ricevuta, come probabilmente farà con altri nominativi non citati ufficialmente. Ma il fatto che ci siano gli ufficiali e i peones delle “Aste per tutti ” per noi, che siamo vigili ed attenti a tutto, è un segnale che non ci convince affatto.

Stranamente non troviamo nemmeno i massimi rappresentanti del PD e mi riferisco specificatamente a Bersani e Franceschini. Non sappiamo le ragioni di queste importanti defezioni. Proprio loro che negli incontri che abbiamo avuto a Genova, con Bersani e a Viareggio con Franceschini, hanno manifestato disappunti significativi sia sulla deriva della Bolkestein per le piccole imprese familiari dei balneari e sia da certe prese di posizioni all’interno del PD prese da alcuni funzionari di partito.

Non voglio certo fare polemica o facili illazioni sul modo di organizzare questa conferenza nazionale sul turismo del PD. Devo rilevare però che è proprio da come si organizza e da chi si invita al dibattito di una conferenza di tale importanza e di rilievo nazionale, che emergono dubbi dove si vuole andare a parare…

Certo in autonomia ogni forza politica è libera di fare le sue scelte. Se cosi è però lo si dica in modo trasparente e senza furberie, sgomberando il campo su certe ambiguità come quella frase che “lo facciamo proprio per salvaguardare le piccole imprese balneari” come spesso abbiamo sentito dire dai maggiori personaggi chiamati a raccolta da Armando Cirillo per intervenire a quella conferenza nazionale del PD. Si sappia, però, che altrettanto sacrosanta è pure la nostra preoccupazione, come piccoli imprenditori balneari, e il diritto di critica e il diritto di protestare contro tutte le furbate che abbiamo visto in tutti questi anni a partire dai vari ministri Fitto, Tremonti, Gnudi, Moavero Milanesi e dalle varie forze politiche che pubblicamente dicono una cosa e dietro le quinte, purtroppo, ne fanno e ne progettano ben altre.

Concludo, quindi, senza trarre conclusioni definitive sulle intenzioni del PD e di Cirillo e rimanendo sempre fiducioso in una organizzazione della Conferenza che dia democraticamente spazio a tutte le opinioni e posizioni sul difficilissimo tema delle concessioni demaniali marittime.

Nell’incontro informale che come Comitati dei Balneari abbiamo avuto il 16 gennaio, proprio con Armando Cirillo a Roma, abbiamo riscontrato aperture significative ed importanti da parte dello stesso Cirillo e lo abbiamo detto pubblicamente con una certa soddisfazione.

Prima del 31 gennaio sono in programma altre scadenze importanti, come quella con le regioni prevista a Chioggia il 26 gennaio. Ma quello per noi importante, a questo punto, è il confronto (che spero costruttivo e chiarificatore, proprio con Armando Cirillo che si terrà a Forte dei Marmi il 28 gennaio.

Per la nostra categoria, ma anche per le sorti del turismo in generale e balneare in particolare, quello che succede all’interno di un grande partito democratico come il PD, è strategico ed importante e proprio per questo, ci potete contare, staremo molto attenti. Faccio questa riflessione sapendo anche che molti balneari si aspettano da questo partito una vera attenzione alle sorti di 30.000 piccole imprese familiari balneari che, con l’introduzione delle ASTE, potrebbero essere destinati a scomparire e con esse un modello di turismo che è riconosciuto come un fattore importante e strategico per l’economia del nostro paese.

20 gennaio 2013 Emiliano Favilla.

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