Come seguire l’iter del DDL: ecco il link

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Da Maria Teresa Silenzi 

Questo è il testo del Disegno di legge C. 4302 Presentato il 15 febbraio 2017

http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0049770&back_to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=4302-e-sede=-e-tipo=

Fase Iter: Assegnato alla VI Commissione Finanze

Assegnazione: Assegnato alla VI Commissione Finanze in sede Referente il 24 febbraio 2017
Parere delle Commissioni: I Affari Costituzionali, II Giustizia, V Bilancio, VIII Ambiente, IX Trasporti, X Attività Produttive, XIV Politiche dell’Unione Europea e della Commissione parlamentare per le questioni regionali

Il link per seguire i lavori 

http://www.camera.it/leg17/126?tab=1&leg=17&idDocumento=4302&sede=&tipo=

se andate nella sezione emendamenti non è ancora stato proposto nessuno emendamento

per saperne di più sull’iter dei lavori sui progetti di legge cliccare qui

http://www.camera.it/leg17/942

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Radio Radicale: intervista al Ministro Calenda con le dichiarazioni sui balneari e sugli ambulanti

Un commento al post. Leggilo!.

Ascoltate le parole del Ministro Calenda, Avete ancora dubbi sul DDL? e sulle promesse riguardo i fantomatici decreti attuativi?

Ecco il Link del Convegno organizzato ieri a Roma dal quotidiano “Il Foglio”

https://www.radioradicale.it/scheda/501016/dibattito-per-unitalia-libera-dalle-ganasce-economiche

ASCOLTARE  MINUTI da   24:00

Queste quindi le volontà del Governo a cui aggiungiamo

http://www.donnedamare.it/ddl-valore-commerciale-lo-bocciano-in-italia-e-promettono-di-difenderlo-in-europa/

Atto di Impugnazione del Governo nei confronti della Legge regionale toscana, all’ interno del quale si afferma che il valore commerciale dell’ azienda costituisce un elemento di incostituzionalità perchè visto come un vantaggio nei confronti di un eventuale concorrente.

Ma come ci promettono di difendere in UE il valore commerciale e poi lo bocciano in Italia? Mi sembra del tutto chiaro, che il DDL una volta che il Parlamento lo dovesse approvare diventerebbe uno strumento mortale per le nostre imprese.

 

 

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I Balneari rispondono a Calenda

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Caro Signor Ministro Calenda,

pensiamo al ruolo di un uomo politico ai suoi livelli, pensiamo alle sue grandi indubbie capacità che le hanno permesso di ricoprire un così importante ruolo, ovviamente tralasciando il fatto che gli Italiani ormai non sono più chiamati al voto da molto tempo e quindi incapaci di scegliere i loro rappresentanti.

Ci permettiamo di sottolineare che l’Italia balneare comprende 30 mila imprese o micro imprese per la maggior parte a conduzione famigliare che non meritano la definizione da lei attribuita “Ci sono dei casi eclatanti, come le concessioni balneari, che spesso sono vergognosi, visto che nelle spiagge di grido le concessioni costano come un ombrellone e lì lo Stato sta dando una rendita al gestore”. Non scambi per favore una parte per il tutto, soprattutto attraverso un comunicato stampa o un’ansa, arrivata ovunque che ha all’interno un attacco a una parte della categoria e che rischia di nuocere a noi tutti e che non  comprende elementi utili per consentire al lettore medio, che non ha esperienza alcuna dell’argomento in discussione, di capire di cosa realmente si stia parlando e di effettuare una corretta valutazione dell’argomento in discussione.

Nella sua valutazione riguardo alle cifre demaniali pagate bisognerebbe aggiungere  parametri essenziali, quali la dimensione del fronte mare e l’area della superficie demaniale complessivamente, essendo, a quanto ne sappiamo, le spiagge di grido limitate rispetto alle 30 mila concessioni balneari italiane.

Occorre infatti precisare che in molte regioni italiane  si tratta di spiagge spoglie, prive di qualsiasi struttura fissa, nelle quali gli impianti – spesso perfino quelli fognari – sono stati realizzati e sono mantenuti a cura e spese del concessionario.

Inoltre, il concetto fondamentale che lei ha divulgato con questo comunicato è che gli stabilimenti balneari pagano cifre irrisorie come contropartita dell’utilizzo del bene demaniale. Questo potrebbe anche essere vero per la specifica voce “canone demaniale”, ma trascura il fatto che esistono altri innumerevoli elementi di costo indissolubilmente legati all’esercizio della concessione balneare. Senza di questi la concessione non può essere attivata.

Ci riferiamo all’obbligo di sorveglianza alla balneazione con le rigide modalità regolamentate; alle mansioni obbligatorie del primo soccorso; alla pulizia estiva e invernale degli arenili. E inoltre – considerata la funzione di vero e proprio presidio esercitata nel contesto litoraneo dallo stabilimento balneare e alla conseguente esigenza di esistere fisicamente in loco – ci riferiamo anche alla necessità (in alcune regioni) di ricostruire e smontare, anno dopo anno, le strutture mobili dello stabilimento, lavorando per mesi senza incassare un centesimo e pagando   per movimentazione sabbia e altro, nonché agli indispensabili oneri di magazzinaggio delle attrezzature.

Infine consideriamo gli aspetti fiscali: IVA applicata con un’aliquota che non ha riscontro nei settori, del tutto analoghi, della ricezione e della ristorazione; IMU, vera e propria anomalia di sistema; Imposta regionale sul canone demaniale, tributo medievale, se si considera che è imputato ad un “bene comune” sull’utilizzo del quale il concessionario paga uno specifico canone, la cui entità è stabilita da organi tecnico-finanziari dello Stato. Prestazioni tutte obbligatorie, quelle menzionate, le quali, indipendentemente dalle valutazioni che se ne possono dare, comportano un cospicuo aumento degli oneri legati all’utilizzo turistico ricreativo del bene demaniale.

Le sue dichiarazioni sono state effettuate in un momento socio-economico-politico estremamente delicato per gli stabilimenti balneari e fanno male, molto male non solo all’immagine della categoria, ma colpiscono anche il cuore di 30 mila famiglie italiane, che lei comunque, nella veste di Ministro, è tenuto a rispettare e difendere, i prossimi futuri 30 mila  esodati italiani se verrà applicata la Direttiva a cui lei piace tanto e che mi dispiace sottolineare non ci comprendeva, finché qualcuno ci ha inserito.

Firmato

i Balneari italiani

 

 

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La Liguria si ribella: un tour per dire NO al DDLammazzabalneari

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La #Liguria si ribella: un #tour per dire #NO al #DDLammazzabalneari
Riunioni informative insieme all’assessore regionale Marco Scajola e al presidente commissione bilancio della regione Liguria Vaccarezza Angelo e alla presidente di Donnedamare  Bettina Bolla

Varazze: lunedì 6 alle 17:30 – Kursaal Margherita, Corso Matteotti 15

 Arma di Taggia martedì 7 alle ore 17:00 – Villa Boselli

 Laigueglia: mercoledì 8 alle 17:30 – Sala Seymour (sopra la Croce Bianca), Piazza San Matteo

 Loano: venerdì 10 alle 17:30 – Ristorante Buon Vento, banchina ponente della Marina

Dopo le notizie di ieri riguardo la bocciatura da parte della corte costituzionale del riconoscimento del valore aziendale e le dichiarazioni del Ministro Calenda http://www.donnedamare.it/carlo-calenda-distinguere-concessioni-spiagge-spesso-casi-vergognosi/ siamo ancora più convinti dell’esigenza di informare circa la pericolosità del DDL, sottolineando la nostra più completa contrarietà.

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Carlo Calenda: “Distinguere concessioni, spiagge spesso casi vergognosi”

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Nel dibattito organizzato da il Foglio dal titolo “Per un’Italia libera dalle ganasce economiche”. Sul palco con il direttore Claudio Cerasa anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci e il presidente del Consiglio di amministrazione di Société Générale e presidente di ChiantiBanca Lorenzo Bini Smaghi.

Leggete cosa ha dichiarato il ministro Calenda a proposito di concessioni balneari

Grazie a Giuseppe Occhiuto per la segnalazione

 

Fate attenzione alla frase: 

“Diverso è il caso degli ambulanti. Se uno ha una concessione da 30 anni e la esercita è giusto che ci sia questo riconoscimento professionale nei criteri di gara”

quindi qui il Ministro sta negando le aste con i criteri di preferenza che hanno inserito nel DDL?

BALNEARI APRITE GLI OCCHI VI PREGO 

 

chi è il Ministro Calenda:

Coordinatore politico dell’associazione Italia Futura[6], nel 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica nella circoscrizione Lazio 1 della Camera[7], ma non viene eletto.

Il 2 maggio 2013 viene nominato Vice ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta[8], e viene confermato in tale incarico nel Governo Renzi[9], con delega al commercio estero. Come Vice ministro ha condotto numerose delegazioni di imprenditori italiani all’estero,[3] e promosso gli investimenti stranieri in Italia, mostrandosi particolarmente favorevole all’acquisto dall’estero di aziende italiane[10].

Nel febbraio 2015, insieme ad altri esponenti di Scelta Civica, dichiara concluso il progetto del suo partito e aderisce al Partito Democratico[11].

Il 20 gennaio 2016 è nominato dal governo Renzi come Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea[12], incarico che ha assunto il 21 marzo[13]. La scelta inconsueta di nominare un politico in una posizione normalmente riservata ai diplomatici di carriera ha sollevato proteste da parte dei membri del corpo diplomatico italiano[14]. Il governo ha difeso la decisione come parte delle proprie prerogative, per quanto eccezionale e riservata a situazioni molto particolari[15].

Dopo soli due mesi, il 10 maggio 2016 torna al Ministero dello sviluppo economico come Ministro, subentrando all’interim che Matteo Renzi aveva assunto a seguito delle dimissioni di Federica Guidi[16]. È stato poi riconfermato nello stesso incarico nel Governo Gentiloni.[17]

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