Carlo Calenda: “Distinguere concessioni, spiagge spesso casi vergognosi”

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Nel dibattito organizzato da il Foglio dal titolo “Per un’Italia libera dalle ganasce economiche”. Sul palco con il direttore Claudio Cerasa anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci e il presidente del Consiglio di amministrazione di Société Générale e presidente di ChiantiBanca Lorenzo Bini Smaghi.

Leggete cosa ha dichiarato il ministro Calenda a proposito di concessioni balneari

Grazie a Giuseppe Occhiuto per la segnalazione

 

Fate attenzione alla frase: 

“Diverso è il caso degli ambulanti. Se uno ha una concessione da 30 anni e la esercita è giusto che ci sia questo riconoscimento professionale nei criteri di gara”

quindi qui il Ministro sta negando le aste con i criteri di preferenza che hanno inserito nel DDL?

BALNEARI APRITE GLI OCCHI VI PREGO 

 

chi è il Ministro Calenda:

Coordinatore politico dell’associazione Italia Futura[6], nel 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica nella circoscrizione Lazio 1 della Camera[7], ma non viene eletto.

Il 2 maggio 2013 viene nominato Vice ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta[8], e viene confermato in tale incarico nel Governo Renzi[9], con delega al commercio estero. Come Vice ministro ha condotto numerose delegazioni di imprenditori italiani all’estero,[3] e promosso gli investimenti stranieri in Italia, mostrandosi particolarmente favorevole all’acquisto dall’estero di aziende italiane[10].

Nel febbraio 2015, insieme ad altri esponenti di Scelta Civica, dichiara concluso il progetto del suo partito e aderisce al Partito Democratico[11].

Il 20 gennaio 2016 è nominato dal governo Renzi come Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea[12], incarico che ha assunto il 21 marzo[13]. La scelta inconsueta di nominare un politico in una posizione normalmente riservata ai diplomatici di carriera ha sollevato proteste da parte dei membri del corpo diplomatico italiano[14]. Il governo ha difeso la decisione come parte delle proprie prerogative, per quanto eccezionale e riservata a situazioni molto particolari[15].

Dopo soli due mesi, il 10 maggio 2016 torna al Ministero dello sviluppo economico come Ministro, subentrando all’interim che Matteo Renzi aveva assunto a seguito delle dimissioni di Federica Guidi[16]. È stato poi riconfermato nello stesso incarico nel Governo Gentiloni.[17]

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DDL: “Valore commerciale lo bocciano in Italia e promettono di difenderlo in Europa”

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da Avv. Stefania Frandi
portavoce direttivo AIB
riceviamo e pubblichiamo
L’ AIB, Associazione Italiana Balneari di Marina di Carrara, letta l’impugnativa del Governo alla Legge Regionale Toscana nr. 31/2016, assiste con costernazione alla contradittoria a del Governo.
Mentre, infatti, da un lato viene presentata una legge delega di riordino delle concessioni demaniali al cui interno è inserito il (sacrosanto) riconoscimento del  “valore commerciale dell’azienda”, dall’altro si agisce per far dichiarare l’incostituzionalità del medesimo principio.
Il ricorso per la questione di legittimità costituzionale relativo alla L.R. Toscana nr. 31/2016, pubblicato in GU del 14 luglio 2016, evidenzia  IN PRIMIS la “violazione dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea” laddove la L.R. de qua prevede l’obbligo del concessionario subentrante di corrispondere al concessionario uscente un indennizzo pari al 90% del “valore aziendale d’impresa”.
L’avvocato Generale dello Stato lamenta nanti la Corte Costituzionale l’impossibilità di “attribuire al prestatore uscente qualsiasi vantaggio” (!!!)
Il fondato timore della nostra Associazione è che, approvata la Legge Delega così come formulata, un eventuale pronuncia degli Ermellini conforme alle richieste dell’Avvocatura, possa impedire di inserire nei decreti attuativi qualsiasi tutela per gli attuali concessionari.
Confidiamo nella maggior convergenza possibile in ordine al riconoscimento della problematica.
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Balneari in stato di agitazione; oggi presidio contro il Governo e contro il DDL ammazza Balneari, domani il convegno per dare il via ai ricorsi.

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Balneari in stato di agitazione; oggi presidio contro il Governo contro DDL ammazza Balneari, domani il convegno per dare il via ai ricorsi.

 

Il Comitato Salvataggio Turismo e Imprese Italiane ha convocato per oggi pomeriggio alle 14 un presidio nel corso del quale i rappresentanti del fronte NO alle Aste tra cui, CNA, ITB e DONNEDAMARE protesteranno contro il DDL presentato dal Governo e contro la direttiva comunitaria Bolkestein, grazie alla quale, attraverso le aste, gruppi stranieri si impadroniranno delle nostre spiagge e terranno, secondo il principio di sostituzione di impresa e non di concorrenza i balneari a casa, facendoli a tutti gli effetti diventare i nuovi esodati.

Il DDL – spiega la Presidente di Donnedamare – se presentato così com’è, istituzionalizzerà le evidenze pubbliche con i paletti, unico punto certo già inserito nel testo e consegnerà le nostre spiagge al miglio offerente, magari straniero.

Forse non si sa – spiega Bolla – ma l’Isola dei Bagni di Monfalcone (Gorizia) sarà presto in mano ai cinesi e più precisamente al J&Y Holding group con base a Hong Kong. E la cosa eclatante è che nessuno, tra le varie associazioni ambientaliste ha avuto nulla da ridire: in Italia ad oggi abbiamo già pezzi di costa, o peggio pezzi di confini dello stato in mano straniera.

Lo stato di agitazione si sposta dalle piazze ai tribunali: infatti domani Martedì 21 Febbraio nella sala Bernini del complesso fieristico Carrara Fiere Donnedamare vi invita alle 14:30 al convegno dal titolo ““l’Abolizione del diritto di insistenza e del rinnovo automatico è contraria al diritto europeo e al diritto costituzionale. Pronti i ricorsi”

Un dibattito con gli avvocati Ettore Nesi e Roberto Righi incentrato sul fatto che rinnovo automatico e diritto di insistenza ci sono stati tolti in modo illegittimo, in quanto contrario al diritto europeo e a quello costituzionale.

“Sarà un onore avere ospite del convegno il Senatore Massimo Baldini – aggiunge la Bolla –promotore della L.88/2001 sul rinnovo automatico, meglio conosciuta come Legge Baldini, che parte da un principio sacrosanto e da noi strenuamente difeso un’impresa sana non può avere scadenza e grazie alla quale abbiamo dato il via ad importanti investimenti”.

Saranno con noi anche l’assessore al demanio della Liguria Marco Scajola e il capogruppo di Fi in Regione Liguria Angelo Vaccarezza.

Come Donnedamare – spiega la Bolla – abbiamo invitato al convegno anche il Ministro Enrico Costa, poiché in una sua intervista ha dichiarato di voler sentire tutte le posizioni, anche le più oltranziste, oltre che voler interfacciarsi con i tecnici del settore. Quale occasione migliore. Ci ha risposto che se non avesse avuto Consiglio dei Ministri sarebbe venuto sia all’unitaria del mattino, sia alla nostra nel pomeriggio. Speriamo che mantenga le promesse.

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Bolla, Donnedamare: “Il DDL sui balneari risolve l’incertezza della categoria dandoci la certezza della nostra distruzione”

Un commento al post. Leggilo!.

 “Il DDL sui balneari risolve l’incertezza della categoria dandoci la certezza della nostra distruzione”

Sono stati giorni intensi quelli appena passati, ricchi di appuntamenti per la categoria. Appuntamenti importanti ma non decisivi per risolvere il problema balneare che va avanti da ormai 10 anni.

Giovedi 16, in una Roma bloccata dallo sciopero dei tassisti, che protestavano contro l’emendamento dell’On.le Lanzilotta, farmacista ex ministra per gli affari regionali, ora parlamentare del PD, che apre le porte alle multinazionali straniere e alla distruzione del servizio pubblico, salvando così gli abusivi, si sono tenuti due incontri:

Il primo è stato al Senato dove è stata presentata la legge delega per la concessioni da parte dei gruppi del Partito democratico e Area popolare.

I lavori che sono stati introdotti dall’On.le Sergio Pizzolante, vice capogruppo Area popolare alla Camera, e dal senatore Salvatore Tomaselli, capogruppo Pd in commissione Industria, commercio e turismo. Nel dibattito è intervenuta, insieme ad altri rappresentanti della categoria, anche Bettina Bolla.

La Bolla, intervistata anche ai microfoni di Rai Parlamento, ha dichiarato la sua totale contrarietà al DDL, da lei definito “ammazza balneari” e ha invitato il Ministro Costa al Convegno di Balnearia che dimostrerà, tramite la presentazione dei ricorsi dell’Avv. Roberto Righi e dell’Avv. Ettore Nesi che il rinnovo automatico e i diritto di insistenza ci sono stati tolti in modo illegittimo contrario, cioè, al diritto europeo e costituzionale.

Ci auguriamo – auspica il Presidente di Donnedamare –che il Ministro tenga  fede a quanto detto in una sua intervista e voglia considerare le posizioni non più oltranziste come in molti hanno definito, ma quelle di buon senso come diciamo noi, e che si renda disponibile a sentire i due maggiori esperti della materia balneare, in modo tale da trovare degli spunti utili di riflessione.

Nel pomeriggio la presidente di Donnedamare ha partecipato a Roma all’incontro con il Coordinatore delle Regioni per il Demanio Ass. Marco Scajola a margine della conferenza degli assessori regionali al demanio. L’incontro è stato introdotto dall’assessore al demanio della regione Liguria, Marco Scajola, che ha evidenziato come, pur tra le differenziazioni tra le varie regioni, vi sia la comune volontà di supportare concretamente il comparto balneare, sollecitando il Governo a formalizzare un nuovo tavolo di confronto, essendo l’interlocuzione con la conferenza delle regioni ferma alla primavera del 2016.

Ieri in Regione Liguria, una delegazione di Donnedamare ha partecipato all’incontro con il Ministro agli affari regionali Enrico Costa, accolto dallo striscione “Proroga a 30 anni, come la Spagna e il Portogallo”. Per Donnedamare è intervenuta la sanremese Debora Del Becaro che ha voluto sottolineare che le concessioni balneari sono dei beni dati in concessione, non inseriti nella Direttiva neppure da chi la ha scritta: Fritz Bolkestein. Il diritto di insistenza e il rinnovo automatico ci davano la garanzia che non potessero avere termine, favorendo all’interno del sistema balneare importanti investimenti. La concessionaria sanremese interviene anche sulla concorrenza, sottolineando che in Italia ci sono tre tipi di spiaggia: libera, libera attrezzata e spiagge private che garantiscono che la concorrenza sia applicata. Nel nostro caso – dice – si scambia il principio di concorrenza con la sostituzione di impresa”.

Importanti le dichiarazioni a proposito della legge regionale cui stanno lavorando gli uffici dell’Assessore Scajola da parte dei due consiglieri di maggioranza Andrea Costa (Area Popolare), organizzatore dell’incontro, e Angelo Vaccarezza, capogruppo di FI in Regione Liguria.

Il consigliere Costa ha dichiarato che la sua posizione sarà di confronto, di ascolto e condivisione, cosi come sta facendo il gruppo di Area Popolare da un anno e mezzo a questa parte in Regione Liguria

D’altronde, ricorda Vaccarezza che “già due ordini del giorno sono passati con tutti i voti della maggioranza, alla presenza dei moltissimi balneari intervenuti in Consiglio per assistere al dibattito”. Un ordine del giorno in particolare, datato il 6 Ottobre 2015, votato dalla tutta la maggioranza, avente oggetto il “Riordino del comparto demaniale marittimo ai fini della definizione della questione balneare italiana” impegnava il presidente e la giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo in modo che fosse possibile garantire alle imprese balneari familiari in attività un periodo transitorio di durata non inferiore a 30 anni. Tale periodo – si legge nel documento – consentirà alle imprese turistico ricreative, la ripresa pro-tempore di una normale attività lavorativa, dovrà prevedere il totale impegno della Pubblica Amministrazione nell’esplorare ogni possibile soluzione giuridica in grado di assicurare al comparto balneare la stabilità che gli occorre, garantendo le funzioni di propulsione e garanzia svolte finora nei confronti dell’ambiente, dell’economia e dell’occupazione, per giungere ad una definizione della questione balneare italiana favorevole alle imprese in attività.

Alla fine dell’incontro è intervenuto l’Assessore al demanio e coordinatore del tavolo interregionale sul demanio Marco Scajola che ha relazionato sull’incontro con le regioni del giorno prima a Roma, che ha avuto un obiettivo unico: “la volontà di aiutare il comparto e, difendendo i 30 anni che la Regione Liguria vuole chiedere, ha evidenziato che gli stessi “nascono da accordi sindacali, dal documento firmato a Rimini nel 2015 dai sindacati dell’Unitaria, e dal documento del marzo 2015 che riporta la posizione delle Regioni sulla revisione e riordino della legislazione relativa alle concessioni balneari che recitava “si faccia chiarezza con la Commissione Europea sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali marittime: è recente la notizia che in altri paesi dell’Unione europea le concessioni demaniali marittime sono state prorogate di 75, 50 o 30 anni”.

Per quanto riguarda il DDL l’Assessore ha espresso la sua preoccupazione in merito alla relazione dell’incontro Gozi-Evans che nega ogni criterio di preferenza, ogni riconoscimento del valore aziendale, posizione supportata – ci ricorda Scajola – anche dalle innumerevoli risposte alle interrogazioni parlamentari.

”Noi non vogliamo sentire parlare di evidenze pubbliche e chiediamo una proroga di 30 anni – aggiunge Scajola – poiché non possiamo permettere che le nostre imprese vengano fagocitate dalle multinazionali che hanno messo gli occhi su di loro. Tale disegno di legge non deve essere – conclude l’assessore – immaginato come un atto contro il Governo, ma bensì come un mezzo per dargli forza, anche attraverso la condivisione con le altre regioni, nei confronti dell’Europa.”

 

 

 

 

 

 

 

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Sentenza TAR Campania: Autorità giudiziaria e autorità amministrativa sono tenute a compiere un accertamento caso per caso sia dell’interesse transfrontaliero certo, sia del legittimo affidamento del concessionario

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Da Avv. Ettore Nesi

Breve nota alla sentenza del TAR Campania Napoli, Sez. VII, 14 febbraio 2017, n. 911. I principi della sentenza Promoimpresa al vaglio del Giudice nazionale. Autorità giudiziaria e autorità amministrativa sono tenute a compiere un accertamento caso per caso sia dell’interesse transfrontaliero certo, sia del legittimo affidamento del concessionario

Secondo il T.A.R. Campania, è illegittimo il provvedimento con cui il Comune di Pozzuoli ha dichiarato l’intervenuta perdita di efficacia e di validità di concessione demaniale marittima, ricorrendo, ad avviso del medesimo Comune, plurime considerazioni, tra cui: i) non applicabilità della normativa statale sul rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime; ii) non compatibilità di detta normativa nazionale con il diritto comunitario. A giudizio del T.A.R. Campania tale provvedimento è illegittimo, in quanto gli invocati principi eurounitari non sono stati applicati correttamente dal Comune di Pozzuoli. Ricorda, infatti, il T.A.R. Campania che, secondo la sentenza Promoimpresa (Corte di Giustizia, Sez. V, 14 luglio 2016, Promoimpresa S.r.l. e Melis, C-458/14 e C-67/15), l’articolo 49 TFUE e l’articolo 12, paragrafi 1 e 2, della Direttiva Servizi (Direttiva 2006/123/CE) devono essere interpretati nel «senso che non consentono a una misura normativa nazionale di prevedere un meccanismo di proroga automatica delle concessioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico-ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati». Osserva tuttavia il T.A.R. Campania che «tale incompatibilità delle proroghe automatiche non ha però portata generalizzata ma va riconosciuta, per espressa precisazione della Corte, quanto tali concessioni presentino, in ragione delle relative caratteristiche geografiche ed economiche, un interesse transfrontaliero certo (quest’ultimo deve essere valutato sulla base di tutti i criteri rilevanti, quali “l’importanza economica dell’appalto, il luogo della sua esecuzione o le sue caratteristiche tecniche, tenendo conto delle caratteristiche proprie dell’appalto in questione”)» (sent. n. 911/2017 cit.). L’automatica applicabilità del principio comunitario va dunque esclusa; ricade infatti sull’Amministrazione concedente l’onere di compiere una valutazione in concreto sull’interesse transfrontaliero. A giudizio del T.A.R. Campania, la disapplicabilità automatica delle concessioni in essere, prorogate ex comma 18° D.L. n. 194/2009 conv. in legge n. 25/2010, va esclusa per un secondo ordine di ragioni e cioè con riferimento alla tutela del legittimo affidamento del concessionario. Ciò in quanto la Corte di Giustizia «riconosce, entro certi limiti, che il principio della certezza del diritto, applicabile nel caso di una concessione rilasciata in epoca risalente (“quando non era ancora stato dichiarato che i contratti aventi un interesse transfrontaliero certo avrebbero potuto essere soggetti a obblighi di trasparenza”) esige che la risoluzione di siffatta concessione sia corredata di un periodo transitorio che permetta alle parti del contratto di sciogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili, in particolare, dal punto di vista economico» (sent. n. 911/2017 cit.). Anche da qui l’illegittimità della declaratoria di inefficacia della concessione in essere. Dalla sentenza del T.A.R. Campania si ricava il principio secondo cui, in tema di concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, sia il Giudice nazionale, sia le competenti pubbliche amministrazioni sono tenuti a compiere una valutazione caso per caso al fine di verificare sia la rilevanza economica dell’attività insistente sulla superficie demaniale, sia la ricorrenza o meno del legittimo affidamento del concessionario. Ettore Nesi, 17 febbraio 2017

cliccare sul logo pdf sotto per visualizzare il testo della sentenza

 

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