Parere negativo dell’Avvocatura della Corte di Giustizia Eu: i balneari non ci stanno e indicono un presidio a Marina di Carrara.

wpid-attenzione-2.gifDi Bettina Bolla

Si terrà lunedì 29 Febbraio alle ore 14:30 davanti all’entrata numero 5 della fiera Balnearia a Marina di Carrara il Presidio dei balneari, organizzato da Comitato Salvataggio Imprese e Turismo italiano, al quale parteciperanno molti balneari provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Il presidio è stato deciso a seguito delle notizie arrivate da Bruxelles: l’avvocatura generale della Corte di Giustizia UE ha infatti messo in dubbio la validità della proroga al 2020. Un parere annunciato, che i balneari temevano, ma che non lascia stupiti e che li rende ancora più determinati a reagire contro quello che è da molti definito il più grande esproprio ai danni di 30 mila famiglie italiane, che hanno dalla loro parte la consapevolezza di essere nel giusto ad iniziare dai titoli concessori prorogati fino al 2020, secondo la legge italiana pubblicata in Gazzetta Ufficiale; veri e propri atti amministrativi di Comuni e Regioni che non possono essere considerati carta straccia.

Ma anche la stessa relazione dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea contiene punti importanti, che potrebbero costituire da soli veri e propri elementi di esclusione dalla direttiva:

“Fatti salvi il paragrafo 1 e gli articoli 9 e 10, gli Stati membri possono tener conto, nello stabilire le regole della procedura di selezione, di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario”.

 Gli stabilimenti balneari italiani infatti dovrebbero essere esclusi dalla Direttiva perché svolgono attività connesse con l’esercizio di pubblici poteri, per la protezione della collettività e per motivi di interesse generale.

Vediamo uno a uno i punti

 salute pubblica

gli stabilimenti balneari italiani sin dalla loro nascita si sono formati con finalità curative e sanitarie, associando a questa attività sanitaria, che costituisce un motivo di interesse generale (vedi: art. 32 Costituzione Italiana) la loro attività commerciale, tanto da vedersi riconosciuti nel tempo, come: erogatori obbligatori del servizio di salvamento, al fine di “evitare minacce effettive di causa di morte per affogamento a danno dell’integrità della collettività” ovvero la tutela della vita dell’individuo; erogatori di primo soccorso e responsabili della salvaguardia della salute dei clienti/cittadini, in funzione di una partecipazione diretta e specifica all’esercizio dei pubblici poteri e non occasionalmente essendoci un obbligo di legge.

obiettivi di politica sociale

Le imprese balneari, così come “delegate di servizi di interesse economico generale” (vedi: art 37 cod.nav) devono essere considerate come facente parte dell’interesse pubblico configurato con l’espletamento di funzioni di interesse economico generale, in quanto attraverso la loro attività generano una parte rilevante del PIL nazionale.

sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi

 CONSIDERANDO 40, DIRETTIVA 123/2006/CE

La Corte di Giustizia europea richiamata nel considerando 40 tutela come motivo imperativo di interesse generale da proteggere la “tutela dei lavoratori, compresa la protezione sociale dei lavoratori,” e “la salvaguardia dell’equilibrio finanziario del regime di sicurezza sociale”.

Quindi con la messa all’asta delle imprese turistiche di stabilimento balneare, realizzate sulle concessioni demaniali marittime, gli attuali concessionari e conduttori come lavoratori non solo non sarebbero protetti ma perderebbero l’equilibrio finanziario sociale. Quindi le protezioni menzionale nella stessa direttiva al considerando 40 non sarebbero rispettate.

E conseguentemente la perdita dell’azienda comporterebbe la perdita del lavoro protetto in Italia dall’art 35 della Costituzione. Art. 35.

 salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale

 A questo proposito gli stabilimenti balneari hanno da sempre preservato il patrimonio ambientale e la cura dei luoghi, prova ne è anche il progetto per lidi ecosostenibili di Donnedamare, Cesab, Legambiente e Università Pontificia Regina Apostolorum che sarà presentato presso la Fiera Balnearia e che coinvolgerà molti stabilimenti balneari a livello nazionale, accompagnandoli in un percorso etico e ambientale.

 

 

Si ringraziano Emiliano Favilla, Piero Bellandi e Antonio Smeragliuolo

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