Parliamo della Spagna, visto che nessuno lo fa!

Unknown-1La risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 sull’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (2010/2206(INI) valorizzava e tutelava a livello europeo la micro impresa familiare, che rappresentava la forma tipica di circa il 90% delle imprese balneari italiane.
Noi vogliamo avere stesso trattamento della Spagna e degli altri Paesi Europei, Croazia e Portogallo  in modo tale da esaltare le peculiarità delle attività imprenditoriali presenti, che negli anni hanno utilizzato il demanio marittimo per soddisfare pubblici interessi e fornire un servizio ai fruitori delle spiagge, contribuendo a sostenere e mantenere il settore turistico italiano ad un alto livello.

La Spagna ha varato, nel corso del 2012, una riforma della “Ley de Costas” che prorogava il periodo di concessione per il godimento di beni situati nell’area demaniale protetta, dai 30 anni precedentemente previsti, a ben 75 anni, con la possibilità, per i concessionari, di vendere o ristrutturare gli edifici situati in questa zona (con il divieto però di effettuare modifiche di volume, altezza o superficie).
La Commissione europea si compiacque della soluzione iberica, tanto che la Vicepresidente, nonché Commissaria europea per la Giustizia, la lussemburghese Viviane Reding, in un comunicato stampa
http://www.comitatobalneariliguria.it/wp-content/uploads/2012/12/COMMENTO_COMMISSIONE_EUROPEA_ALLA_LEGGE_DI_RIFORMA_SPAGNOLA.pdf
affermò che “il governo spagnolo fa bene a proteggere la sua splendida costa e posso solo compiacermi dell’impegno con cui cerca di migliorare la certezza giuridica e di garantire il rispetto dei diritti dei cittadini che possiedono proprietà sulla costa spagnola o che pensano di procedere a un acquisto. […] La nuova legge spagnola intende migliorare la certezza giuridica per i cittadini e le imprese dell’Unione Europea, permettendo loro di investire con maggiore fiducia in un contesto giuridico straniero. É una buona notizia non solo per i cittadini, ma anche per l’economia spagnola.
Nel novembre 2012, a seguito della riforma spagnola, europarlamentari italiani di tutti gli schieramenti politici proposero interpellanze alla Commissione, nella persona del Commissario responsabile del mercato interno e dei servizi, il francese Michel Barnier, chiedendo la proroga a 75 anni anche delle concessioni italiane.

Adesso fate attenzione qui:

Nelle sue risposte, il Commissario Barnier evidenziò che la proroga alle concessioni prevista dalla riforma spagnola, non riguardava le autorizzazioni rilasciate a prestatori che fornivano servizi sulle spiagge avvalendosi di infrastrutture mobili, come bar e chioschi (le cui concessioni, secondo la riforma, dovevano avere durata massima di 4 anni), bensì rappresentava un “indennizzo concesso al legittimi proprietari di fabbricati ubicati sul litorale demaniale per la conversione dei loro diritti di proprietà in diritti di occupazione del suolo di durata limitata”.
In pratica, si trattava di immobili situati su un terreno ritornato demaniale, e lo scopo fondamentale della riforma era assicurare una maggiore certezza del diritto ai proprietari e ad eventuali investitori, per invogliarli a sviluppare e ad investire in attività economiche sulla costa.

MA ADESSO SAPPIAMO CHE

un funzionario che ha partecipato alla stesura della Ley de Costas, in contatto con Stefano Giovannini, che ci ha passato l’informazione ha detto che:

1 che la proroga non riguarda solo le concessione diciamo compensative nate dall’ espropio dell’ 88 ma riguarda anche le altre concessioni sulla costa, per cui proroga per tutte le concessioni indistintamente se nate dall’esproprio o no.

2 la proroga contrariamente a quanto ci aveva detto Barnier che era legata ad una maggiore compensazione per l’esproprio della proprietà, non è affato così, infatti tra poco l’indennizzo sarà considerato scaduto, infatti non pagavano un canone, invece con la proroga diventeranno diciamo concessioni normali e dovranno pagare anche loro un canone annuale.

In altre parole il funzionario afferma che la proroga della Ley de costa è valida per tutte le concessioni date prima dell’entrata in vigore della legge cioè il 2013 e include anche quelle rilasciate nel ’88 per cui se per esempio una concessione è stata rilasciata nel 2000 con una durata di 20 anni , nel 2020 quando la concessione dovrebbe scadere il concessionario può chiedere la proroga di 30 anni e arrivare al 2050. Per ottenere la proroga ci sono alcune punti da rispettare tipo rispetto del medio ambiente , risparmio energetico….

La proroga per le concessioni rilasciate nell’88 non ha carattere di indennizzo in quanto anche loro da adesso dovranno pagare un canone annuale come gli altri concessionari
http://www.donnedamare.it/notizie-dalla-spagna-la-proroga-non-riguarda-solo-le-concessione-compensative-nate-dallesproprio-dell-88-ma-riguarda-anche-le-altre-concessioni-sulla-costa/

 

QUESTO NON CAMBIA LE COSE?

Sappiamo che ci leggete, almeno prendetele in considerazione. Non vogliamo sentire che la situazione in Spagna è diversa.

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2 Responses to “Parliamo della Spagna, visto che nessuno lo fa!”

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