Patrizia: un’altra donnadamare!!!

20130421-164011.jpgMi chiamo Patrizia, ho 45 anni e dal 1998 sono una donnadamare in tutti i sensi….
Si perché proprio in quell’ann0 ho conosciuto Roberto, mio marito, gestore di una spiaggia ad Arma di Taggia “Bagni Meridiana”.
Poco più che maggiorenne non pensavo certo che il  mio destino si incrociasse con tante donnedamare, ma in particolare quattro mi hanno insegnato che il nostro non è solo un lavoro ma un vero e proprio stile di vita.
La spiaggia che mio marito ed io gestiamo è piccola ha ottanta ombrelloni circa, beh non vi so dire quante persone ci stiano perché per me sono tutti amici quasi facessero parte della mia famiglia, li conosco tutti, uno per uno, nome per nome, adulti e bambini.Chi per la prima volta viene a trovarci percepisce quest’ambiente famigliare, forse ne rimane colpito perché alla fine della vacanza và via ringraziandoci e baciandoci, come si fa con un aamico e così si è aggiunto un altro alla grande famiglia Meridiana……
Arma di Taggia è una piccola località balneare in liguria ed il suo litorale è composto da quindici spiagge fatte di sabbia fine e pulita e di uno splendido mare, dove il 70% della bellezza la fa il lavoro dei gestori e il resto la natura.
Roberto ed io siamo  a metà delle quindici spiagge, proprio al centro, quasi a  voler fare da arbiti tra le nuove e le vecchie generazioni di gestori.
La vecchia generazione è composta da persone oltre  i settant’anni, quelli duri che nessuno può abbattere… sono quelli che a dicembre alle otto del mattino li trovi in spiaggia a scrutare “ù mà” si perché  pare che la presenza protegga dalle mareggiate.
Tra questa categoria ci sono quattro donne d’A-mare, quattro tipe toste che la spiaggia è una missione di vita.
Una è la Miglietta che ha una spiaggia in fondo alla passeggiata, non so da quanti anni è li, forse da sempre.. Quando la incontro resto a guardarla quasi incantata e mentre le mi parla
(ovviamente dei problemi della spiaggia),io mi chiedo quanti anni abbia, forse ottanta o sono di più?.
Alcuni dicono che abbia un caratteraccio, ma io non lo vedo, vedo solo i segni del sole e del sale sul suo viso.
La seconda è la Licia, lei ha una spiaggia poco lontano dalla mia, è una donna instancabile nonostante l’età alcuni brutti incidenti ma soprattutto la morte del suo amato marito, è sempre li puntuale al suo posto, nella sua spiaggia, dal mattino alla sera, anche con lei i discorsi finiscono sempre sulle problematiche della spiaggia ne parla quasi come fosse la terza figlia, la più piccola quella da curare di più.
Licia io ti ammiro molto, per la tua capacità, per la tua forza d’animo.
La terza donna d’A-mare è mia suocera, a lei devo tutto…anche l’amore che provo per il mio mestiere.
Lei ha insegnato tutto… Si chiama Carla ha ottantun anni e nonostante un infarto e vari “bubù” (così li chiama lei), che sono altamente invalidanti, è sempre presente, non manca mai, anche quando il caldo è insopportabile, che abbatterebbe chiunque, lei è li!!! No potrebbe mancare mai.
Caro destino non l’hai ancora capito che con lei hai sbagliato persona, lei non cede!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.
Beh|| ,dicevo Carla è addetta alla macchina del caffè e se per caso si assenta qualche minuto, i clienti l’aspettano a voglia a dire “te lo faccio io il caffè”, la risposta è sempre uguale, “il caffè di Carla è speciale”, così io e Roberto ci sorridiamo orgogliosi.
La cosa incredibile è che in questo mondo ultra  veloce, dove il servizio lo devi fare subito, la lentezza e l’amore con cui viene fatto un caffè è ancora apprezzato||||.
Poi c’è una donna d’A-mare ad honorem, che è la mia mamma, si chiama Maria ma dai clienti è chiamata Mina, lei dice come la cantante disperata.
Mia mamma ha settantotto anni e dal 1990 ci dà una mano in spiaggia, io penso che abbia lavato una quantità di piatti e bicchieri che se espressa in kilometri, arrivi fino in egitto, sempre con una forza e un allegria instancabile, quasi come se il suo fosse il mestiere più appagante del mondo.
Purtroppo dopo la morte di mio padre avvenuta nove anni fa mia madre, non so se per la tristezza  o perché questo grande dolore non lo ha mai accettato, è cambiata tanto, fino a che tre anni fa le hanno diagnosticato l’alzheimer, non vi dico, ci è caduto il mondo addosso.
La sua memoria breve è sparita è rimasto soltanto il ricordo di papà, di me e mio fratello da piccoli.
Ma tutto questo non l’ha fermata, in  spiaggia ci viene lo stesso, solo quando a volte asciuga le tazzine, ritrovo la mia mamma, ancora lì instancabile a fare il lavoro più bello del mondo.
Io sono felice quando la ritrovo e il mio caro Roberto è sempre al mio fianco anche quando mi scendono le lacrime lui è lì pronto ad asciugarle.
Qualche giorno fa eravamo a mangiare tutti a casa, mamma suocera Roberto ed io, fuori pioveva e faceva freddo come da un mese in qua, e nel bel mezzo del pranzo mia madre dice “che bella giornata ieri c’era tanta gente in spiaggia|||.abbiamo lavorato tanto, c’ era un bel sole e Faceva caldo” e per mezzora è stata a decantare le lodi di una giornata di mare d di lavoro.
Ecco perché io amo così tanto questo lavoro, perché ha portato il sole in una giornata di pioggia.
Ma ora voglio parlare di Roberto e di me che facciamo parte della nuova generazione di gesteri di spiaggia, quelli che si prendono i mal di pancia, quella che tra qualche anno si ritroverà con una mano davanti e una di dietro spinti fuori con un calcio nel culo dal nostro governo, quello dell’articolo 3 della costituzione, quello che dovrebbe tutelare i lavoratori.
Noi in questo governo non ci crediamo più, perché permetterà a multinazionali e società estere di rubare le nostre coste, i nostri investimenti, il nostro sudore.
Noi non ci arrenderemo e combatteremo per noi, per i nostri colleghi, per le nostre mamme, ma soprattutto per un grande uomo d’ A-mare, mio suocero PINO, che ha iniziato tutto con grande fatica.
A te lo dobbiamo perché da lassù tu sia fiero di noi e del lavoro che ci hai lasciato.
NON CI FERMEREMO MAI.
Un  affettuoso abbraccio a tutti dal mio mare… Patrizia
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