PDL: NESSUNA VENDITA DELLE SPIAGGE

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Pubblichiamo il comunicato stampa dell’incontro con il PDL, in attesa di maggiori dettagli!!!

Roma, 13 nov. L’emendamento del Pdl alla legge di stabilità non prevede “nessuna vendita delle spiagge” che “restano pubbliche” e il Popolo della libertà è determinato “ad andare avanti” con il progetto nonostante il “dietrofront del Pd” che insieme allo stesso governo aveva appoggiato l’operazione. E’ quanto hanno spiegato i rappresentanti del Pdl, nel corso di una conferenza stampa al Senato, convocata per spiegare il senso della proposta di modifica che ha sollevato una pioggia di polemiche. Secondo il senatore Maurizio Gasparri “c’è stata un’opera di mistificazione” sulla vicenda da cui è nata una “polemica ossessiva”. “Vogliamo far capire – ha detto – che nessuno vuole vendere le spiagge, che restano assolutamente pubbliche. Noi siamo contro ogni speculazione edilizia e nessuno edificherà grattacieli sulle spiagge. Si tratta di una misura virtuosa per lo Stato”. Gasparri ha puntato poi l’indice sulla retromarcia del Pd che in un primo momento si era detto d’accordo con l’operazione tanto da presentare qualche emendamento in questa direzione per poi ritirarlo. “Qualcuno che ha condiviso la misura oggi si è ritirato”, ha affermato il senatore. Per Renato Brunetta “è una misura positiva per l’economia perchè dà certezze a 30mila imprese balneari e dà gettito all’Erario”. Dall’operazione si stimano entrate intorno ai 5 miliardi che potrebbero sfiorare anche i 10 miliardi di cui una parte, ha riferito Brunetta, andrà a finanziare investimenti dedicati proprio al rilancio del settore turistico. “Finora – ha sottolineato – non è stato fatto per miopia”. Anche secondo Antonio D’Ali, relatore alla manovra per il Pdl, “non si può strumentalizzare tutto: non si vendono gli arenili, ma solo le aree dove vivono gli immobili che sono dei privati”. In pratica, “si privatizzano solo le aree dove ci sono i manufatti, mentre gli arenili vengono assegnati con una gara con un diritto di prelazione a chi ha creato l’immobile”. Le risorse almeno per il 50% andranno a un fondo di garanzia per i mutui destinati a riqualificare il turismo e per la rottamazione del tessuto alberghiero italiano. L’obiettivo – ha spiegato – è risolvere una questione annosa: quella delle concessioni demaniali, che riguarda 30mila imprese italiane che hanno fatto investimenti e creato valore sulla base di una legge dello Stato che fino al 2009 garantiva il rinnovo automatico delle concessioni”. Il deputato Sergio Pizzolante, rinostruendo la vicenda della nascita del progetto, ha sottolineato che “quest’emendamento non è figlio di nessuno. Ci lavoriamo da mesi con i sottosegretari Baretta e Casero”. Il progetto “è stato poi illustrato al Tesoro da Baretta e dal direttore dell’Agenzia del Demanio e in quell’occasione erano presenti sia parlamentari del Pdl che del Pd, ed è stato accolto dalle categorie. Poi c’è stato un problema politico: sulla spinta di Errani, Orlando l’ha bloccato. Noi – ha osservato il deputato – siamo molto determinati ad andare avanti con l’emendamento e confidiamo in un dietrofront del Pd”. Anche secondo la senatrice Cinzia Bonfrisco “il governo e il Pd hanno fatto una retromarcia clamorosa che noi non intendiamo accettare”. La senatrice ha ricordato che l’Europa “non può non essere favorevole su questo percorso”. INFOPHOTO

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