PERTINENZIALI: L’On.le Anna Giacobbe fa il punto della situazione

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Pubblichiamo il comunicato stampa dell’On.le Anna Giacobbe in merito alla situazione dei pertinenziali, 250 imprese famigliari che rischiano la chiusura se il governo non interviene subito!

I criteri di calcolo  dei canoni per le concessioni dei cosiddetti beni pertinenziali del demanio marittimo alle imprese balneari che utilizzano immobili “di difficile rimozione”, hanno determinato situazioni di vera emergenza e di evidente inquità. Nelle scorse settimane era stato possibile avviare, con la regia del sottosegretario Pier Paolo Baretta, il confronto  tra il Governo e le organizzazioni sindacali del settore delle imprese balneari e i rappresentanti degli operatori interessati. Obiettivo condiviso era ed è quello di consentire, con urgenza, un rinvio dei pagamenti, e la definizione, in tempi certi e rapidi, di criteri diversi, più equi, per la determinazione dei canoni. Strumento di questo impegno avrebbe dovuto essere l’approvazione, all’interno del “decreto del fare”, di una norma per la moratoria dei debiti pendenti, in attesa di perfezionare un nuovo quadro di regole per l’insieme delle imprese del settore. L’emendamento, cui aveva lavorato in particolare, insieme al sottosegretario Baretta, l’on. Pizzolante, non ha avuto il via libera da parte della Ragioneria Generale dello Stato. Il Governo ha confermato di essere alla ricerca della copertura finanziaria. Ma la moratoria non può essere rinviata ed è necessario individuare, a questo punto al Senato, un percorso certo. Per questo è importante che sia stato presentato l’ordine del giorno che, con Silvia Velo e De Maria, abbiamo sottoscritto insieme ai deputati del Pdl; ed è importante che il Governo lo abbia accolto, assumendosi così un impegno, rispetto al quale dovrà essere conseguente. Continueremo, naturalmente, a seguire con attenzione questa vicenda.
Il testo dell’ODG è il seguente:

  deputati Pizzolante, Abrignani, Arlotti, Bergamini, De Maria, Petitti, Giacobbe, Velo:

ORDINE DEL GIORNO n. 9/1248-AR/27
Accolto dal Governo con riformulazione

La Camera – premesso che:

– la Legge 296/2006 ha modificato il calcolo per il canone dei beni pertinenziali del Demanio Marittimo, intendendosi come tali quei beni immobili posti su area demaniale di difficile rimozione;
– il nuovo sistema prevede che il canone sia determinato utilizzando i valori commerciali degli immobili estrapolati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare moltiplicato per un coefficiente fisso e la metratura effettiva della bene in questione;
– tale tipologia ha determinato aumenti esorbitanti del canone (nell’ordine del 3000%-5000%) non gestibile dagli operatori;
– il TAR di Bologna aveva negato la sospensione cautelare degli atti impugnati concessi poi, invece, dal Consiglio di Stato e nel merito, pochi giorni fa il TAR di Bologna ha definitivamente respinto i ricorsi di modo che gli operatori dovranno necessariamente appellare le sentenze al Consiglio di Stato;
– i suddetti aumenti insieme ai cinque anni di arretrati hanno fatto maturare una situazione debitoria abnorme che condanna gli operatori al sicuro fallimento;

– impegna il Governo:
a valutare l’opportunità di adottare, nel rispetto delle compatibilità di finanza pubblica, provvedimenti tesi a rivedere i valori dei canoni e della normativa esistente, nonché, nelle more, a sospendere per l’anno in corso i pagamenti riferiti alla situazione debitoria in essere.

Pizzolante, Abrignani, Arlotti, Bergamini, De Maria, Petitti, Giacobbe, Velo

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