Pier Paolo Baretta verso la riconferma a sottosegretario all’Economia

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Non sono ancora sciolti i nodi relativi al rebus dei viceministri e sottosegretari del governo Renzi: buona parte delle quote da assegnare ai partiti della maggioranza è stata già decisa ma restano diverse limature da attuare. Limature che porterebbero la convocazione del Cdm per le nomine ad uno slittamento a giovedì sera o, addirittura, a venerdì, con una riunione unica che, oltre alla lista di viceministri e sottosegretari, sarà chiamata a stabilire anche i provvedimenti per sanare la decadenza del dl Salva Roma.Il numero complessivo, comunque, si aggira attorno alle 45 figure tra viceministri e sottosegretari. In quota Pd – circa 25 unità – viaggiano verso la conferma Lapo Pistelli agli Esteri e Pier Paolo Baretta all’Economia, così come Sesa Amici che, assieme aSabrina De Camillis potrebbe affiancare Maria Elena Boschi ai Rapporti con il Parlamento. Verso la conferma anche Giovanni Legnini (che potrebbe tenere la delega all’Editoria o ‘traslocare’ in via XX Settembre) e Erasmo D’Angelis, che tuttavia potrebbe essere trasferito dal ministero delle Infrastrutture. Tra i probabili nuovi ingressi, sempre in fila dem, si fanno da giorni i nomi diEmanuele Fiano all’Interno e dei renziani Simona Bonafe’, David Ermini e Matteo Richetti. Nella rosa dei possibili sottosegretari sembra essere entrato anche Bruno Tabacci, del centro democratico. In salita le quotazioni del presidente del Consiglio comunale di Firenze, Eugenio Giani, Tra gli outsider, restano in gioco Ivan Scalfarotto (all’Istruzione) e Antonello Giacomelli(all’Editoria o alla Cultura) con un possibile ritorno anche diCecile Kyenge. Ancora in bilico, invece, la nomina di un esponente della corrente lettiana del Pd.L’equilibrio tra le varie anime della maggioranza resta non facile e ciò dipende anche dai malumori interni emersi in queste ore in seno a Ncd (la sua ‘quota’ varia tra 7 e 10 tra viceministri e sottosegretari), alle prese con correnti ‘territoriali’ e con l’eventuale sostituzione di Enrico Costa (dato alla Giustizia) come capogruppo alla Camera, ruolo per cui è in lizza Nunzia De Girolamo. Da qui la riunione dei gruppi convocata in serata da Alfano, con l’obiettivo di raggiungere un chiarimento interno e proporre così una lista a Graziano Delrio, Lorenzo Guerini e Luca Lotti, i tre fedelissimi del premier che si occupano del dossier. Diverse potrebbero essere le conferme, tra gli alfaniani: da Luigi Casero all’Economia a Gioacchino Alfano alla Difesa. E alla Difesa potrebbe approdare anche il generale Domenico Rossi in quota Per l’Italia rispetto alla quale, tuttavia, restano alcuni nodi da sciogliere. “Contatti” tra Delrio e Pi si sarebbero avuti anche oggi, con il nome di Mario Mauro che resta in lizza – con Sandro Gozi eEnzo Moavero – per la delega all’Ue (alla Farnesina o a Palazzo Chigi), Mario Giro verso la conferma agli Esteri e Angela D’Onghiacome possibile outsider. Nell’Udc restano alte le quotazioni diRoberto Rao alla Giustizia così come quelle di Benedetto Della Vedova (Sc) all’Economia. La rosa, però, è ancora incompleta. Con un punto interrogativo in più, quello legato alla presenza di donne, che per Renzi deve essere, ad ogni modo, cospicua.Tra i nomi circolati nei giorni scorsi anche Enrico Morando (Pd), ex presidente della Commissione Bilancio del Senato in predicato per l’Economia. Outsider, ma non troppo, ancheErnesto Maria Ruffini, tra i protagonisti della Leopolda. E poi allo Sviluppo Economico si è parlato anche della probabile conferma di Simona Vicari (Ncd) e Claudio De Vicenti (Pd) e di quella diErasmo De Angelis (Pd) alle Infrastrutture. Tra i democratici si sono fatti i nomi anche di Nico Stumpo, Pina Picierno e Davide Zoggia, mentre tra in renziani in pista c’è anche Angelo Rughetti, così come per Scelta Civica si è fatto anche il nome di Pietro Ichino (al Lavoro), di Enrico Zanetti o Irene Tinagli. In pole ancheAndrea Olivero al Welfare di Pi. Tra le conferme anche Carlo Calenda e Ilaria Borletti Buitoni.

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