Pina, mamma di Rita Polacci

rita polacci parla della mamma pina

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Da Rita Polacci

Chi scrive è una balneare di quarta generazione visto che è iniziata con il bisnonno Roberto e la bisnonna Teresa e dovrei iniziare  da molto lontano, dalle prunache, dalle concessioni che non volevano neppure le vedove di guerra, perchè ” in piace un ci crescino nemmeno le patate” detto in puro dialetto chiaramente, e da tutta un’attività da inventare perchè non esisteva prima. Dovrebbe iniziare, appunto, ma visto che stiamo parlando di donnedamare, salterò alcune decine di anni  ed arriverò al 1950 quando il mio babbo in un momento di illuminazione e con l’incoscienza dell’età (non aveva una lira e si era appena sposato) decise di acquistare dalle zie le quote di un piccolo bagno che in parte aveva ereditato dal padre e lo chiamò appunto Bruno in suo onore. Babbo Vittorio faceva il marinaio e, se voleva onorare il suo debito, doveva continuare a farlo così passò l’incarico di fare la prima stagione alla moglie Pina. Procuratole un bagnino abbastanza vecchio da farlo partire tranquillo, il babbo si imbarcò ed uscì di scena fino a settembre. La Pina, splendida donna con un coraggio da leone e una notevole faccia tosta si trovò ad inchiodare sdraio (il bagnino irrimediabilmente inutile) noleggiare pattini, affittare ombrelloni, vendere bibite — e anche qualche cinzanino che teneva in ghiaccio nascosto sotto il letto in attesa della licenza per gli alcoolici— impastava pizze e dolci che portava in bicicletta a cuocere al forno e si ingegnava in tutti i modi per far rendere quel piccolo bagno affidato a lei. Obiettivo della mamma era pagare il debito prima del rientro del babbo per fargli una sorpresa e dimostrare quanto era stata brava. C’è riuscita e… il mio babbo era così contento che dopo poco sono nata io.
Il resto è stata una vita di fatiche, passione, soddisfazioni per i risultati raggiunti che hanno continuato fino agli 80 anni “fidelizzando la clientela” come si direbbe oggi con il loro impegno e il sorriso che sempre accoglieva chiunque e l’onestà la gratitudine ed il rispetto per gli ospiti.
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