Porta a Porta: Salvini parla dei balneari e ci difende (video)

salviniUn breve intervento dell’On.le Salvini a difesa dei balneari durante la trasmissione di Bruno Vespa. (cliccare sulla foto a sinistra)

Donnedamare lo ha incontrato lo scorso anno al Convegno No Euro organizzato da Assimetrie.org in Via Merulana (nome di gaddiana memoria, non potrebbe essere più azzeccato), dove abbiamo avuto il piacere di incontrare Mr Fritz Bolkestein http://www.donnedamare.it/bolkestein-dichiara-i-dont-understand-why-beaches-are-inside-the-services-directive/. Abbiamo inviato un messaggio privato all’On.le Matteo Salvini chiedendogli di approfondire la cosa con l’aiuto dell’On.le Borghi Aquilini e di Bagnai. Chissà se avremo occasione di incontrarlo, nel frattempo lo ringraziamo per voler aiutare a prescindere senza citare trattati o direttive la nostra peculiarità. Gli chiediamo anche di approfondire la diversità di trattamento tra Spagna, Portogallo e Italia, evidenziando il trattamento discriminatorio tra Spagna e Italia.  C’è un altro passaggio importante. Le nostre concessioni sono una minima parte rispetto a quelle prese in considerazione da UE: le autostrade ad esempio. Le concessioni autostradali sono in scadenza e se prorogano quelle devono prorogare nello stesso modo anche quelle demaniali per il diritto di uguaglianza.

Abbiamo anche sottolineato il problema dell’imprenditoria femminile:

L’art. 23 della Carta Dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea prevede che “la parità tra donne e uomini deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.

Ma il Comma 2 cita: “Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso  sottorappresentato”.

Potrebbe essere utile un’iniziativa a livello comunitario e italiano di carattere essenzialmente politico, volta a dimostrare che l’applicazione della direttiva 123/2006, senza tener conto della differenza di genere, verrebbe a creare una discriminazione a favore dell’imprenditoria femminile, così da ottenere che gli organi comunitari adottino quelle misure previste dal 2° comma dell’art. 23 della carta di Nizza, che ho citato sopra, poiché lo ricordiamo nell’impresa balneare italiana trovano impiego moltissime donne (circa due per impresa), molte di esse titolari e circa la metà giovani donne.

Non ci può essere un’Europa a due velocità, no?

 

 

 

 

Share

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>