Quando la cultura tutela l’ambiente costiero: le buone pratiche della Carta del mare

bollo_pratiche mod ultimaDalla Rivista di Mondo Balneare

In Liguria nel 2009 è nato un progetto per premiare la responsabilità

verso uno dei più importanti beni comuni

a cura di Maria Paola Profumo e Danila Ceva

 

Il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare di Genova – che, insieme al Maritìm Museu di  Barcellona, è capofila della rete dei Musei marittimi del Mediterraneo – ha ideato il Parco culturale del mare, volto a realizzare un sistema territoriale basato sui valori del mare, elemento naturale e culturale che accomuna soggetti con esperienze diverse, uniti da principi fondamentali comuni. Il mare, che così fortemente caratterizza il paesaggio italiano e ligure in particolare, rappresenta infatti l’elemento distintivo di un patrimonio culturale ed ambientale variegato, favorendo l’integrazione e la creazione di un’offerta turistico-culturale diversificata e condivisa.

Nell’ambito del Parco culturale del mare il Mu.MA (in collaborazione con Regione Liguria, Slow Food Italia e Agenzia in Liguria) ha sostenuto a partire dal 2009 la stesura di una “Carta del mare”, che si è rivelata uno strumento utile a riunire le esperienze e, soprattutto, le buone pratiche di tutti i soggetti (operatori, associazioni, enti locali) per la valorizzazione e la tutela del mare e delle coste.

Si tratta di una carta a punti: ai suoi quattro princìpi – cultura, ambiente, accoglienza e lavoro – corrispondono complessivamente 19 comportamenti ‘virtuosi’, cui possono essere associate le buone pratiche dei soggetti aderenti. A ogni buona pratica vengono attribuiti 10 punti in caso di buona pratica realizzata e 5 punti in caso di buona pratica in fase di progettazione. Ogni soggetto aderente totalizza quindi un proprio punteggio annuale, che può essere incrementato nel corso degli anni seguenti.

Alla fine dell’anno si prevedono un momento di valutazione delle buone pratiche raccolte e la loro diffusione mediante azioni specifiche di comunicazione e scambi di esperienze.

La diffusione della Carta del mare porta quindi alla conoscenza di esperienze, all’individuazione di buone pratiche e alla creazione di una vera e propria rete di soggetti uniti dalla condivisione di valori ed esperienze connesse alla cultura del mare.

 

Obiettivi della Carta del mare

a)  creazione di una rete di soggetti pubblici e privati, singoli e associati, accomunati dai principi della Carta e portatori di buone pratiche;

b) sostegno allo sviluppo e alla diffusione della ‘cultura del mare’, alla creazione di un’offerta turistico-culturale integrata basata sulla valorizzazione del mare e del paesaggio costiero e del suo rapporto con l’entroterra;

c) realizzazione di azioni di comunicazione rivolte a far conoscere/tutelare/valorizzare le realtà culturali e i beni ambientali del mar Ligure all’interno dell’area mediterranea.

Edizione 2012

Particolare attenzione nella quarta edizione del 2012 è stata data alle buone pratiche relative all’accessibilità, alle strutture e alle risorse turistiche e culturali del territorio, per promuovere una effettiva possibilità di fruizione “universale” dei beni e dei servizi comuni, nell’anno proclamato dall’Unione europea dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni. Un’edizione, quella del 2012, che ha visto 73 adesioni, tra enti pubblici e operatori privati (52 nel 2011, 33 nel 2010, 23 nel 2009), per un totale di 794 buone pratiche raccolte: un aumento costante di adesioni che, da levante a ponente della Liguria e del mar Mediterraneo, hanno evidenziato come stia a cuore di tutti lo sviluppo sostenibile di un territorio che non può fare a meno del mare.

Gli aderenti, a cui viene consegnata una lastrina in ardesia con il riconoscimento di “protagonista di buone pratiche”, sono stati suddivisi in nove categorie omogenee: musei del mare, parchi naturali, amministrazioni comunali e centri di educazione ambientale, associazioni culturali, associazioni della pesca e ittiturismo, associazioni sportive del mare, associazioni di operatori turistici e stabilimenti balneari, enti culturali e formativi, associazioni e imprese per lo sviluppo del territorio.

 

Interessante, fin dalla prima edizione, è stata proprio l’adesione convinta di alcuni stabilimenti balneari che hanno proposto esempi di buone pratiche sia sui temi della cultura (come ad esempio piccole biblioteche sul tema del mare, brevi corsi di formazione sulle tipologie di piante e di animali marini), dell’ambiente (attenzione all’uso consapevole dell’acqua e alla raccolta differenziata),  dell’accoglienza (giochi in spiaggia e baby sitting per bambini), del lavoro (conciliazione tra attività lavorativa e incombenze di lavoro di cura familiare). Siamo peraltro certe che nel tempo il numero degli stabilimenti balneari che aderiranno alla Carta del mare potrà crescere esponenzialmente proprio per le sue caratteristiche di impresa familiare, a conduzione spesso femminile, che presta particolare attenzione ai servizi di qualità (si pensi alla bella esperienza portata avanti in Liguria dalle imprenditrici della balneazione che si occupano dei problemi della categoria, e non solo, con grande passione professionale, come si evince anche dal loro sito “Donnedamare”.

 

Novità 2012: tutti i protagonisti, oltre a ricevere la targhetta in ardesia ed essere evidenziati e valorizzati attraverso le loro buone pratiche e le loro rispettive pagine web nei siti molto visitati della Regione Liguria e del Mu.MA, hanno ricevuto un bollino virtuale che possono inserire nel loro sito come riconoscimento di “protagonista di buone pratiche”.

 

Edizione 2013  La Commissione europea ha proposto di proclamare il 2013 “Anno europeo dei cittadini”, e la Carta del mare (che raccoglierà le buone pratiche dal mese di giugno fino alla fine di settembre su modulistica ad hoc) darà evidenza in particolare a quelle buone pratiche che si rifanno alla cittadinanza attiva declinata sulle responsabilità individuali e imprenditoriali riguardanti ciò che è pubblico, e quindi il ‘bene comune’. 

Maria Paola Profumo: dal 1° gennaio 2005 è presidente del Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, che comprende il Galata Museo del Mare nel Porto Antico, il suo open air museum con il sommergibile Nazario Sauro, il museo-teatro della Commenda di Prè e il museo navale di Genova Pegli. Di professione insegnante, è stata per 20 anni nella pubblica amministrazione prima in Provincia e Comune di Genova e quindi in Regione Liguria, dove dal 1995 al 2000 è stata assessore alla cultura e al turismo e, a livello nazionale, coordinatrice degli assessori regionali in sede di Conferenza Stato-Regioni. In tale veste ha promosso la prima legge regionale per riconoscere gli stabilimenti balneari come imprese, possibili destinatarie di fondi per investimenti di qualità.

Daniela Ceva: opinionista freelance ed esperta in programmazione turistica, marketing e comunicazione sia in amministrazioni pubbliche che nel terzo settore; da anni progetta e segue percorsi formativi nell’ambito del turismo sostenibile e dello sviluppo locale. Attualmente collabora con l’ente di formazione Circolo Parasio di Imperia come docente e progettista e con il Mu.MA di Genova per la Carta del Mare. Ha collaborato con il Palazzo Ducale di Genova e l’Agenzia regionale per la promozione turistica ‘In Liguria’.

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