Questa era la logica che ci aveva garantito il diritto di insistenza e il rinnovo senza scadenza del titolo concessorio

images-1Da Antonio Smeragliuolo e Bettina Bolla

Teoricamente un’impresa può esistere per sempre, o che dir si voglia, non morire mai, tanto che ormai la dottrina riconosce che il fine proprio dell’impresa è sopravvivere. Sopravvivere ai fondatori, agli eredi, al prodotto o al servizio con cui si è fatta conoscere. E questo perfino se negli statuti viene definito un termine alla attività di impresa; non a caso lo stesso codice civile, all’art. 2273, prevede la proroga tacita e a tempo indeterminato quando, “decorso il tempo per cui fu contratta (la società), i soci continuano a compiere le attività sociali”.

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