Questione Balneare: interviene la Bieńkowska

ELŻBIETA BIEŃKOWSKA

ELŻBIETA BIEŃKOWSKA

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=WQ&reference=E-2014-007759&language=IT

Il 9 ottobre passato, l’Eurodeputato del Partito Democratico Nicola Caputo (Gruppo S&D) ha presentato una interrogazione alla commissione in merito alla nostra questione:

Interrogazioni parlamentari
9 ottobre 2014
E-007759-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione 
Articolo 130 del regolamento
Nicola Caputo (S&D)

 

 Oggetto:  Turismo, concessioni demaniali di spiagge e stabilimenti balneari
 Risposta(e) 
Il turismo balneare rappresenta una realtà strategica, un forte traino per molti altri settori dell’economia: si tratta di circa 30 mila stabilimenti balneari in tutta Italia. La direttiva europea sui servizi, la cosiddetta direttiva Bolkestein, prevede che le concessioni demaniali delle spiagge italiane per gli stabilimenti balneari debbano essere messe a gara a livello europeo e che le concessioni debbano essere di durata limitata. Il comparto è caratterizzato in larga parte da aziende a conduzione familiare e l’attuazione della direttiva potrebbe mettere in ginocchio un comparto già in crisi che conta in Italia oltre 300 000 addetti diretti e un milione di lavoratori nell’indotto.

Può la Commissione precisare se intende:

1. porre in essere una diversa modulazione dell’attuazione della direttiva nell’ambito del settore turistico-balneare che, in un momento di crisi economica, deve essere necessariamente incentivato?
2. porre in essere azioni per la salvaguardia delle imprese balneari esistenti e la regolamentazione in maniera chiara e definitiva del settore delle concessioni demaniali?

 

Interrogazioni parlamentari
3 dicembre 2014
E-007759/2014
Risposta di Elžbieta Bieńkowska a nome della Commissione
La Commissione è consapevole dell’importanza del turismo balneare in Italia e delle difficoltà che il settore si trova ad affrontare. La Commissione è in contatto con le autorità italiane per trovare una soluzione in grado di garantire il rispetto della direttiva 2006/123/CE («la direttiva servizi»), in particolare delle disposizioni di cui all’articolo 12. Tali disposizioni, per le quali l’Italia ha espresso il suo accordo, obbligano gli Stati membri a garantire la trasparenza nella concessione delle autorizzazioni alle imprese del tipo descritto dall’onorevole parlamentare.

L’adozione di un quadro giuridico chiaro che, pur garantendo la corretta applicazione della normativa UE, tiene conto degli interessi e delle esigenze di questo settore economico così importante e delle ricadute su chi vi lavora, è di competenza di ciascuno Stato membro e delle sue autorità nazionali.

 

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