Regione Liguria: imposta regionale sui canoni demaniali dal 10 al 100%

wpid-avvocato-gabriele-cascino_261645.JPGDa Patrizia Defilippo

Genova – La Giunta regionale ha approvato anche la legge Finanziaria 2014, dove, congiuntamente ad altri provvedimenti, è stato stabilito l’aumento dell’imposta regionale sui canoni demaniali che passa dal 10 al 100%.

Fermo restando il canone nazionale, raddoppia l’importo che si pagherebbe per canone ed addizionale regionale.

Ed essendo una maggiorazione dell’imposta regionale esistente, si tratta di un onere ricorrente quindi, destinato a durare indefinitamente nel tempo.

Queste le parole di Gabriele Cascino in merito a quella che lui definisce tassa di scopo «Ci sembra un incremento sostenibile per chi svolge quelle attività  tenendo conto che questa imposta regionale è ferma al 1972. Così facendo contiamo di ricavare dai 6 ai 9 milioni di euro l’anno una cifra che non arrecherà danno economico a coloro che svolgono quelle attività, ma sarà preziosa per il territorio perché andrà a favore del ripascimento delle spiagge,  messa in sicurezza delle coste e del consolidamento delle infrastrutture». Saranno i Comuni ad assumere un ruolo promotore attraverso la riscossione dei tributi e l’accertamento di eventuali evasioni e il recupero di sanzioni che sverranno incamerate dagli stessi Enti locali.

I rappresentanti di categoria, invitati per discutere dell’aumento dall’Assessore all’Urbanistica Gabriele Cascino, lo scorso 24 settembre, hanno motivato le loro perplessità in virtù del clima di incertezza normativa e delle difficoltà dovute alla crisi, fattori non rilevanti per Cascino, che ha ribadito che le spiagge sono dei balneari, provocando la rivolta dei presenti. Di questo non ce ne siamo mai accorti… anche se è da anni che lavoriamo su un bene pubblico migliorandolo e investendo su di esso.

Le spiagge non sono nostre e inoltre la Bolkestein ci vuole all’asta nel 2020 (se non prima) e noi avremmo preparato la strada per chi viene dopo.

Il progetto inoltre lascia molte perplessità, la prima che ho, in quanto direttamente interessata, è che chi ha acceso mutui importanti per costruire in tempi non sospetti i reef, spendendo centinaia di migliaia di euro adesso cosa farà? Dovrà pagare di nuovo? Oppure avrà un risarcimento?

Oppure, sa l’Assessore che quelle opera necessitano di manutenzione che costano molto, non certo quasi come l’investimento iniziale ma comunque costose? Chi se ne prenderà l’onere di continuare a pagare? Il concessionario?

La costa, vogliamo ribadire, è un bene pubblico, lui stesso ha detto che in Liguria si viene per le spiagge e per il mare, quindi la sua tutela dovrebbe essere a carico dell’intera comunità e non solo delle imprese balneari, che magari in tempi non sospetti (prima della Bolkestein) avrebbero accettato di buon grado (come è avvenuto del resto a Varazze e a Loano), ma che ora sono impossibilitati dalla congiuntura economica e dall’incertezza normativa.

Ci dispiace che dopo l’incontro dello scorso 24 Settembre, l’Assessore non abbia almeno aspettato, così come richiesto dai rappresentanti sindacali, l’approvazione della Legge di Stabilità per vedere se e in quale entità saranno contemplati aumenti del canone. 

L’Associazione Donnedamare Regione Liguria esprime la sua profonda e più totale disapprovazione, che è ancora maggiore se si pensa al clima di incertezza in cui tutti noi viviamo. L’unica certezza ad oggi sono gli aumenti e le tasse da pagare e la scadenza delle nostre imprese.

MA STATE SCHERZANDO?!? COME RIUSCIREMO A SOPPORTARE UN AUMENTO DEL GENERE.

CHI PAGA CANONI DA 1000 PASSERANNO A 2000, QUELLLI DA 1

 

 

 

 

Share

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>