RESISTENZA ROSA DELLE “DONNEDAMARE”

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LA RESISTENZA ROSA DELLE “DONNEDAMARE”
di Graziella di Mambro

In giro per il Parlamento europeo e italiano schiere di lobbisti preparati ben pagati cercano di far capire che la Direttiva Bolkestein approvata dall’Ue per garantire la massima libertà di circolazione e di prestazione d’opera si può trasformare nella distruzione totale di un patrimonio imprenditoriale e culturale che sta alla base della fruizione delle spiagge italiane. Ma a Gaeta c’è un’imprenditrice balneare che ha preso la Bolkestein per le corna e la sta sfidando con il racconto di cosa sono, cosa fanno e cosa vogliono le signore che con le loro famiglie gestiscono gli stabilimenti balneari italiani, a loro volta “un piccolo mondo”. Fulvia Frallicciardi è l’erede di una famiglia di donne imprenditrice e ha fondato con altre “balneari” italiane un’associazione il cui nome dice già abbastanza sugli obiettivi,” Donnedaamare – per impresa balneare”, che hanno raccontato le loro storie in un libro ricco di testimonianze, foto, collaborazioni con donne parlamentari, giornalisti e attrici. Questo volume integra un tipo di lobbismo geneticamente diverso dagli altri perché non punta sulla modificare la Bolkestein e, di conseguenza i suoi effetti, ossia la messa al bando delle spiagge senza prelazione e dunque proprio al fine di integrare gli obiettivi della direttiva stessa.
No, non sarebbe sufficiente per Fulvia Frallicciardi e le altre balneari, per quanto sia sicuramente un punto imprescindibile della loro battaglia.
È, per loro, necessario raccontare al mondo e far capire cosa “si cela” dietro la titolarità di uno stabilimento: vite vissute, bambini, bagnini, le stesse famiglie che tornano ogni anno a luglio alla “stessa spiaggia, stesso mare”, sequenze di biografie, amori, tradimenti, panini, caffè. odore di pasta al pomodoro. E tutto questo per Donnedamare non può essere liberalizzato. Lo vanno infatti ripetendo ad ogni preambolo dello spettacolo che l’associazione ha sponsorizzato e che si chiama
” La venditrice d’ombra” adattamento teatrale del libro scritto dalla stessa Frallicciardi “Mi piaceva scendere in riva al mare”. L’ iniziativa nata per raccontare una storia familiare, portata in scena da Paola Rinaldi, presentata due volte proprio Serapo e aperta da quel messaggio sulla “Bolkestein”. In questi mesi è in distribuzione durante le iniziative delle associazioni d’impresa e dei Comuni costieri italiani la raccolta delle testimonianze delle imprenditrici balneari italiane che si intitola “Storie d’amare di Donnedamare- Racconti, testimonianze, appelli salmastri” a cura di Bettina Bolla e, appunto, Fulvia Frallicciardi. Lo si potràà trovare anche quest’estate in quasi tutti gli stabilimenti della provincia di Latina e certamente a Serapo. La prefazione è dedicata ai motivi per i quali si chiede la deroga o meglio la modifica integrale della direttiva comunitaria Bolkestein nella parte riferita alla concessione del demanio marittimo a soggetti privati.

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