Riflessioni e proposte di Federalberghi per le politiche del turismo e per la tutela del settore balneare

Il turismo lavora per l’Italia 

Federalberghi (che fa capo a confcommercio) ha pubblicato un importante studio sul turismo italiano, dimostrando che è necessario avere un progetto politico complessivo per il futuro del comparto turistico italiano.

A pagina 21 ci sono le proposte di Federalberghi per tutelare il turismo balneare, che noi postiamo qui di seguito.

Se, invece volete leggere lo studio pubblicato da Federalberghi, cliccate sull’immagine sotto.

 

federalberghi
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3 Responses to “Riflessioni e proposte di Federalberghi per le politiche del turismo e per la tutela del settore balneare”

  1. donnedamare

    in linea con le aste, si parla già di prelazione e di pagamento anticipato del canone…

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  2. Fabrizio Maggiorelli

    Lo Stato in effetti, così facendo, rinuncerebbe a tutelare gli attuali concessionari demaniali che oggi, tra l’altro, si trovano a dover affrontare, oltre all’incertezza economica per il ciclo economico e sociale altamente sfavorevole, anche e soprattutto, l’incertezza normativa che riguarda la loro operatività e la loro stessa sopravvivenza. Abbiamo comprato stabilimenti balneari a cifre elevate perché esisteva una Legge Italiana che tutelava i nostri investimenti, le nostre aziende, il nostro lavoro; per lo stesso motivo le banche ci hanno concesso mutui per i nostri investimenti e noi, di conseguenza, abbiamo fatto scelte di vita non più modificabili. Gli attuali concessionari di stabilimenti balneari, ma probabilmente anche di parecchi Alberghi o strutture ricettive che insistono sul Demanio, sarebbero quindi svantaggiati davanti a qualsiasi tipo di gara, perché la nostra vita, la nostra professionalità ed i capitali a nostra disposizione sono già stati impegnati per quella legge Italiana che tutelava i nostri investimenti, le nostre aziende, il nostro lavoro. Al contrario, molto probabilmente di società con capitali da “riciclare” o semplicemente multinazionali che sposterebbero capitali e lavoro in altri paesi europei o extraeuropei. Un lavoro, un impresa, un azienda che perderebbe di colpo il suo bene strumentale, aziendale. Di fatto si attuerebbe un vero e proprio “esproprio aziendale”. Lo stabilimento balneare è stato da noi acquistato oppure ricevuto dalle generazioni passate e che confidavamo, confortati dalla legge Italiana, di poter consegnare a quelle future”. Per questi motivi, in Italia le aziende chiudono, gli imprenditori si suicidano, le imprese sono in mano agli strozzini e governate e amministrate da Governi che non esistono … No alle aste ! NO all’esproprio delle aziende balneari attuali.

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