Rimini: obiettivo 1000 firme per la PETIZIONE CONTRO LA BOLKESTEIN

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FIERA SUN RIMINI

6-8 ottobre 2013

A Rimini ci siamo posti un obiettivo: ottenere 1000 firme per la petizione contro la Bolkestein, lanciata e supportata dalla Globe4me e Donnedamare insieme ad Andrea Cozzolino, eurodeputato PD.

Potete firmare anche voi al link di seguito https://www.derev.com/it/revolution/cambiamo-la-direttiva-bolkenstein/

Ma a Rimini saremo allo stand dal 6 all’8 ottobre ed ogni balneare, deputato, euro-parlamentare, esponente sindacale che incontreremo dovrà firmarla… 

ECCO IL TESTO DELLA PETIZIONE ON LINE… Ricordiamo che la Globe4me è in tour in tutta Italia dallo scorso giugno e ha promosso la raccolta firme in formato cartaceo, raggiungendone un buon numero…

 

CAMBIAMO LA DIRETTIVA BOLKENSTEIN
Al presidente del Consiglio
On. Enrico Letta
ai ministri competenti
On. Massimo Bray, On. Graziano Delrio e On. Andrea Orlando

Preg.mo Presidente, preg.mi Ministri,il nostro Paese, per dar pieno corso all’applicazione della Direttiva Comunitaria 2006/123, meglio nota come Bolkenstein, dovrà mettere al bando pubblico l’utilizzo del servizio balneare, riconosciuto come bene demaniale.Questa operazione, senza aver prima realizzato una riforma organica del sistema, metterebbe a rischio il lavoro e la sopravvivenza di oltre 100mila aziende-concessionarie, la stragrande maggioranza delle quali, piccole e medie imprese a gestione familiare che hanno investito e impegnato mezzi e risorse in una prospettiva pluriennale di utilizzo delle spiagge.Il precedente Governo aveva, attraverso un decreto, posticipato la messa a bando delle concessioni in scadenza al 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2020 proprio per venire incontro alle richieste delle imprese della categoria dei balneari. Questa procedura rischia di esporre l’Italia a una nuova procedura di infrazione comunitaria, senza nel contempo risolvere strutturalmente il problema.Il Governo in carica, per questo, ha scelto di non notificare ancora la richiesta di proroga alla Commissione Europea; si tratta di una scelta saggia. Notificare la proroga – sic et simpliciter – non solo esporrebbe certamente il nostro Paese a una nuova procedura di infrazione, ma darebbe l’impressione di un Paese (e una categoria) meramente interessate a piccoli interessi di bottega o poco più. Occorre, viceversa, un cambio di strategia nel rapporto con le istituzioni europee; serve avviare un percorso che, nel più breve tempo possibile, consenta di elaborare una piattaforma da accompagnare alla notifica di proroga e che dimostri, da un lato, le specificità del caso italiano e, dall’altro, la volontà di intraprendere un percorso di modifica complessiva dell’intero sistema. Solo in questa maniera potremmo cogliere l’occasione duplice di concordare una proroga con la Commissione (che ci eviti le sanzioni) sulla base di una piattaforma di cambiamento di un sistema che va salvaguardato e, proprio per questo, va adeguato alle esigenze dei tempi, evitando aspri e controproducenti contrasti con le norme dell’Unione Europea.La libera concorrenza è un principio importante, soprattutto per la costruzione di un’Europa più moderna, ma è un principio che va sempre calato nella realtà dei problemi. Per questo, riteniamo che sia fondamentale aprire un tavolo tecnico con le associazioni di categoria e i Ministri competenti per arrivare a una soluzione rapida e concreta delle questioni relative all’applicazione della nuova direttiva. Occorre risolvere tutti i principali problemi sul tappeto, a partire dalle sanzioni per la procedura di infrazione dovuta al posticipo dell’asta, fino alla necessità di elaborare un piano di sviluppo economico che tuteli gli operatori esistenti, salvaguardi gli investimenti e garantisca i livelli occupazionali.Fondamentale, per questi fini, è agire presto, con la giusta determinazione e la necessaria unità d’intenti che solo la convocazione di un tavolo da parte del Governo può determinare. La vicenda dei balneari, più in generale, va scritta a quella del turismo. Anche grazie all’utilizzo dei fondi strutturali – che siamo riusciti a salvaguardare – dobbiamo pensare al turismo come un settore produttivo che, come tale, elaborare misure e interventi di sistema.È quindi per questo che chiediamo innanzitutto a Lei, on. Presidente, e poi a tutto il Suo Governo, il massimo dell’attenzione e l’avvio celere di un’iniziativa in tal senso.

TESTO DELLA PETIZIONE

Al Governo italianosi chiede di avviare un percorso con l’Unione Europea per sospendere prima e poi modificare l’applicazione della direttiva Bolkenstein che vuole mettere al bando pubblico l’utilizzo del servizio balneare, riconosciuto come bene demaniale.E’ importante per tutelare il lavoro di oltre 100mila aziende-concessionarie nel settore balneare, la stragrande maggioranza delle quali, piccole e medie imprese a gestione familiare, hanno investito e impegnato mezzi e risorse in una prospettiva pluriennale di utilizzo delle spiagge.

RICORDIAMO CHE IL 7 OTTOBRE ALLE 11 CI SARA’ IL NOSTRO CONVEGNO http://www.donnedamare.it/donnedamare-al-sun-di-rimini-stand-e-convegno/

 

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