Risoluzione del Mercato Interno: dove sta la verità?

wpid-attenzione-2.gifPubblichiamo la risoluzione del Parlamento europeo dal titolo “Mercato Unico dei servizi: situazione attuale e prossime tappe” adottato in data 11 settembre 2013 e un documento che riporta i nomi degli europarlamentari che  hanno votato a favore del proseguo della direttiva Bolkestein (+) e di quelli che chiedevano una sua bocciatura (-), riguardanti ovviamente la risoluzione stessa.

Come ci dice Claudio Morganti “Chi aveva almeno letto la direttiva e voleva stare a fianco dei balneari doveva solo votare contro la direttiva. L’eventuale bocciatura avrebbe messo in discussione la direttiva e la necessità di una sua successiva revisione.”

 

Risoluzione mercato interno-2

RCV Corazza Bildt-3

Questa sotto è la spiegazione al documento dato dall’ITB Italia, anche se noi ci chiediamo, ed è un dubbio legittimo che condividiamo con voi, se l’On.le Comi è contro le liberalizzazioni, gli altri che hanno votato all’opposto sono a favore delle stesse? Riconoscendo il merito dell’On.le Comi si  riconosce al contempo il demerito di Allam, Fidanza, Morganti, Angelilli, Cozzolino, Bizzotto, Salvini (intervenuto a nostro favore davanti a Fritz Bolkestein in occasione del convegno No Euro)? Tutto potrebbe essere, ma visto che ci sono certe prese di posizione, senza chiedere il perché a chi ha in effetti votato si rischia di dare contro all’uno o all’altro, tutti nostri sostenitori. E non abbiamo motivo per ora di sostenere il contrario.

Ora vogliamo sapere pur rispettando il lavoro di tutti dove sta la verità. Per noi è importante e sarà nostra cura chiedere a tutti spiegazione dell’avvenuto. Sempre con i tempi estivi… e ci scusiamo se ultimamente siamo un po’ assenti.

Commento ITB ITALIA:

L’On.le Lara Comi contro le liberalizzazioni

In merito ad alcune discussioni venutesi a creare negli ultimi giorni, riguardo al comportamento di alcuni europarlamentari italiani che stanno seguendo già da diversi anni le vicende e le problematiche della nostra categoria, pubblichiamo una doverosa precisazione da parte nostra.

Nel settembre 2013, l’On Lara Comi è stata co-firmataria di un’importante documento “Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 settembre 2013 sul mercato interno dei servizi: situazione attuale e prossime tappe” che al punto 8 va a chiarire che la “Direttiva servizi 2006.123.CE” (la cosiddetta “Direttiva Bolkestein“) non impone le liberalizzazioni.

Qui il link al documento:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2013-0366+0+DOC+XML+V0//IT

Questo documento va dunque a contrastare con quanto dettato dalla relazione programmatica 2014 dello Stato Italiano, dove invece sono previste le liberalizzazioni delle concessioni demaniali marittime volute dall’ex Governo Monti.

Qui la relazione programmatica
http://www.politicheeuropee.it/attivita/18796/relazione-programmatica-2014-al-parlamento

Qui al PUNTO 1.1.2 si legge >> Tali prescrizioni  potrebbero essere efficacemente inserite all’interno del più ampio processo di liberalizzazione attualmente in corso ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n. 1/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 che tratta specificamente l’accesso e l’esercizio delle attività economiche a livello  statale, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di delegificazione.

Si evidenzia quindi una chiara visione di un contrasto tra quanto approvato dal Parlamento Europeo e la relazione programmatica 2014, ed anche le dichiarazioni della Commissione Europea.

Tra l’altro, proprio nella data di oggi infatti, la Commissione Europea ha nuovamente spinto il Governo Renzi all’applicazione dell’art. 49 TFUE, il famoso “diritto di stabilimento”, che andrebbe attuato appunto con le liberalizzazioni:

“L’Italia deve anche rimuovere gli ostacoli alla concorrenza nelle professioni, nei servizi pubblici locali, nelle assicurazioni, nel commercio al dettaglio e nei servizi postali”

Da qui l’estrema importanza temporale, di quanto firmò l’On Comi nel Settembre 2013 e che conferma ancora una volta il complesso e articolato percorso intrapreso dal 2010 (http://www.rivieraoggi.it/2010/12/11/108601/litb-fa-festa-ma-il-2015-fa-paura/), e proseguito costantemente in questi ultimi anni.

Occorre ancora una volta precisare che la soluzione deve essere ricercata in Italia, partendo dalle proposte già formulate, presentate dall’ITB Italia, e accettate (vedi l’incontro con il Sottosegretario Baretta) in ambito del tavolo tecnico.

Perché sarebbe inutile essere esclusi dalla direttiva, senza avere delle soluzioni già pronte e definitive per salvaguardare la nostra categoria e gli attuali imprenditori turistici balneari.

Rimaniamo concentrati oltre che sul nostro lavoro quotidiano anche sulle questioni che rischia o di privarci del nostro lavoro.

COMMENTO ON.LE LARA COMI:

 il documento a cui fa riferimento Monica è una risoluzione del Parlamento europeo con valore non vincolante dal titolo “Mercato Unico dei servizi: situazione attuale e prossime tappe” adottato in data 11 settembre 2013.
In sostanza, il Parlamento ha inteso fare il punto della situazione circa l’attuazione “COMPLESSIVA” della direttiva servizi negli Stati membri, rilevando le criticità e il lavoro che deve essere ancora compiuto. 
Come in ogni occasione relativa a questa materia, anche in questo caso io ho sollevato la problematica relativa alle concessioni demaniali marittime italiane, evidenziando per esse – come del resto per altri casi – che la rigida applicazione del principio di libera concorrenza non apporterebbe alcun reale beneficio al mercato interno, oltre che danneggiare le nostre imprese.
Di seguito trovi il mio intervento in sede di votazione definitiva:

Intervento Lara Comi Sessione Plenaria del Parlamento Europeo del 11 settembre 2013
“La liberalizzazione del mercato dei servizi è senza dubbio una leva importante per superare la crisi economica. Si è stimato a riguardo che la sua piena attuazione potrebbe far raggiungere circa il 2,6% del PIL. Ciò impone ogni sforzo per dare attuazione piena alla direttiva servizi. Ritengo necessario alleggerire la burocrazia, un ostacolo a volte insormontabile soprattutto per le PMI, come pure ridurre le pratiche discriminatorie che incidono sulla fiducia dei consumatori. Condivido anche la necessità di creare un’interazione con la direttiva sulle qualifiche professionali, perché è opportuno che gli Stati aboliscano quanto prima i requisiti ingiustificati che bloccano l’accesso a determinate professioni. All’interno degli Stati membri vi sono diverse realtà, alcune delle quali sottoposte all’applicazione rigida della direttiva servizi, ma che difficilmente apporteranno un valore aggiunto al mercato europeo. 

Penso alle concessioni demaniali marittime italiane, considerate autorizzazioni dalla Commissione Europea, che si troverebbero a dover rispettare le rigide regole della concorrenza, sebbene sia un settore assai limitato, tipico e rappresentativo dell’Italia. In casi come questo, auspico un bilanciamento effettivo degli interessi in gioco per verificare il potenziale reale di beneficio che si acquisirebbe dall’applicazione rigida della direttiva, in termini di posti di lavoro, benessere e crescita economica”.Resto a tua disposizione per ogni altra informazione possa servirti.

 

 

 

 

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