Risposta della Bieńkowska: arriva dopo 5 mesi… Sarà un caso?

busillisdi Bettina Bolla e Maria Teresa Silenzi

Pochi giorni fa ci domandavamo che fine avesse fatto l’interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto (Enf – Lega Nord), che lo scorso 3 agosto, dopo la sentenza CGE 14/luglio/16, ha di nuovo presentato un’interrogazione, n. 006202-16, a tutela di noi operatori balneari italiani

 

Di solito la Commissione Europea, risponde da prassi entro sei settimane dall’interrogazione, ma su questa sono  passati più di 5 mesi e la risposta arriva secondo noi non a caso dopo l’esito referendario e non prima. Forse che forse si temeva una valanga di NO da parte dei balneari?

Ecco il testo dell’interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto (Enf – Lega Nord):

Interrogazioni parlamentari
3 agosto 2016
E-006202-16
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Mara Bizzotto (ENF)

Ecco il testo della risposta della Bienkowska

La commissaria Bieńkowska ribadisce la contrarietà di Bruxelles a qualsiasi vantaggio per i titolari delle imprese balneari nelle future evidenze pubbliche.

 Oggetto:  Tutela degli operatori balneari italiani: valutazione urgente della Commissione in seguito alla sentenza della Corte di giustizia
 Risposta(e) 
La Corte di giustizia europea ha emesso il 14 luglio 2016 la sentenza in merito alle cause C-458/14 e C-67/15, concludendo che la proroga delle concessioni demaniali fino al 2020 è contraria a quanto disposto dalla direttiva 2006/123/CE.

Nella risposta alla mia precedente interrogazione E-002126-16 la Commissaria Elżbieta Bieńkowska affermava che «qualsiasi valutazione da parte della Commissione della questione sollevata è subordinata alla sentenza della Corte». Le oltre 30mila aziende balneari italiane sono fondamentali per il turismo e l’economia nazionali e negli anni hanno investito in strutture, impianti e recuperi ambientali.

Stanti le istanze degli operatori del comparto balneare italiano che vedono le loro attività in pericolo e con esse migliaia di posti di lavoro, può la Commissione far sapere con la massima sollecitudine e sulla scorta della sentenza della Corte di giustizia:

1. se valuta positivamente un’eventuale proposta del governo italiano di prevedere un periodo di transizione (fino a 30 anni) per consentire alle imprese di rientrare degli investimenti fatti;
2. se ritiene compatibile con la direttiva in questione il fatto che le gare ad evidenza pubblica prevedano requisiti qualificanti come l’esperienza professionale, le competenze maturate, la salvaguardia dei posti di lavoro, ecc.;
3. se intende riconoscere agli operatori balneari che perderanno la concessione un indennizzo pari al valore complessivo dell’azienda?

 

Ecco la risposta  di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione

Interrogazioni parlamentari
15 dicembre 2016
E-006202/2016
Risposta di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione
In seguito alla pronuncia pregiudiziale del 14 luglio 2016 della Corte di giustizia e in base alle informazioni di cui dispongono i servizi della Commissione, le autorità italiane stanno al momento valutando le misure da adottare in risposta a tale sentenza. La Commissione pertanto non può in questa fase esprimersi sulla questione ed esaminerà possibili soluzioni alla luce della normativa pertinente.

Per quanto riguarda il periodo di transizione, la Commissione rinvia l’onorevole deputata alla suddetta sentenza, da esaminarsi a questo proposito.

Il vigente diritto dell’UE non contiene una norma specifica che disciplini i requisiti relativi all’esperienza professionale dei futuri titolari di autorizzazioni. Occorre comunque tenere in considerazione quanto stabilito all’articolo 67, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici. Tale disposizione consente di tenere conto di tale aspetto, ma solo nella misura in cui ha un’influenza significativa sul livello dell’esecuzione richiesto dalle autorità che rilasciano l’autorizzazione.

Riguardo all’indennizzo, l’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE(1) stabilisce che l’autorizzazione non può accordare alcun vantaggio al prestatore uscente.

(1) Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

 

UNA POSIZIONE CHIARA CHE BOCCIA I CONTENUTI DELLA RIFORMA CHE VORREBBERO UN ADEGUATO PERIODO TRANSITORIO DI CUI NON E’ DATO SAPERE L’ENTITA’ E I CRITERI DI PREFERENZA PER I CONCESSIONARI ATTUALI. 

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE 

PUBBLICHIAMO PER OPPORTUNA CONOSCENZA L’ESITO DELL’INCONTRO TRA IL SOTTOSEGRETARIO SANDRO GOZI E IL DIRETTORE GENERALE DELLA DG CRESCITA DELLA COMMISSIONE EUROPEA LOWRI EVANS SULLE IMPLICAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA IN MATERIA DI CONCESSIONI BALNEARI.

SCARICA IL VERBALE DELL’INCONTRO CLICCANDO QUI

 

A VOI LE OPPORTUNE RIFLESSIONI

AH… CI CHIEDIAMO INOLTRE….

  • COME MAI TUTTO QUESTO SILENZIO?
  • COME MAI NESSUNO INTERVIENE?
  • COME MAI CI SI PREOCCUPA PER IL NO DEI BALNEARI AL REFERENDUM, DANDO LA COLPA MAGARI AL NOSTRO VOTO PER CERTE SCELTE, QUANDO LA RELAZIONE DELL’INCONTRO E’ ANTECEDENTE ED E’ CHIARISSIMA
  • COME MAI SI FA CREDERE CHE CI SARANNO ASTE BUONE PER GLI ATTUALI CONCESSIONARI?
  • COME MAI I CINESI STANNO COMPRANDO SPIAGGE NEL NORD EST E NESSUNO DICE NULLA?

A TUTTI QUESTI INTERROGATIVI CARI MIEI… I BALNEARI HANNO RISPOSTO ESERCITANDO L’UNICA MANIERA CHE ANCORA RIMANE LORO PER MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO: IL VOTO.

LE PROSSIME ELEZIONI SONO VICINE, A QUANTO PARE. 

 

 

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