Sabrina Romani dei Bagni Aretusa di Viareggio

sabrina figlia di ulda e luigi a tre anni era già una colonna del bagno.

sabrina figlia di ulda e luigi a tre anni era già una colonna del bagno.

La storia della Marina di levante di Viareggio e del Bagno Aretusa inizia prima della seconda guerra mondiale, quando gli stabilimenti balneari erano ubicati nel così detto “BOZZONE” ovvero li dove oggi sorgono i cantieri navali più famosi al mondo. Nel 1950 per motivi di pubblica utilità vennero spostati per far posto al porto, ed è in quella data che i miei bisnonni Ulda e Umberto decisero di acquistare una di queste  concessioni e di ricostruire il bagno nella nuova zona assegnataci. Iniziarono con 30 ombrelloni, 30 famiglie coccolate da Ulda che provvedeva anche a far loro da mangiare cucinando pesce fresco proveniente dal nostro peschereccio ( oggi si direbbe a Km 0 ). Abbiamo sempre saputo di essere su terreno demaniale, per questo anche quando nel 1968 c’è stata nuovamente imposta la demolizione sempre per motivi di pubblico interesse abbiamo smontato tutto, raccolto chiodi, legname, tegoli e ci siamo trasferiti nell’attuale Viale Europa. Quella volta infatti non ci venne detto  : ve ne dovete andare per far posto ad altri, ma ci venne data una nuova concessione o meglio un nuovo spazio dove poter ricominciare. Siamo stati noi a bonificare il Viale Europa che si presentava tutto “POGGI E BUE” a causa dei bombardamenti, abbiamo riempito le buche con i calcinacci delle case distrutte dalla guerra, vi abbiamo portato acqua, luce e telefono tutto a spese nostre, abbiamo dedicato a questa attività il nostro tempo, le nostre cure i nostri risparmi e lo abbiamo trasformato nell’attuale meta turistica scelta ogni anno da centinaia di famiglie. E’ bene chiarire infatti che sono i nostri clienti a sceglierci, non siamo noi ad imporre il nostro modo di fare turismo, sono loro a preferire le nostre strutture ai Km di spiaggia libera presenti sul  territorio o ai villaggi turistici che caratterizzano altre località. Tutto questo ovviamente fa parte dei racconti che mi sono stati tramandati, io sono nata nel 1973 quando tutto già sembrava andare per il verso giusto. Ho imparato questo mestiere guardando la mia famiglia che stagione dopo stagione si dedicava anima e corpo alla nostra attività. Da loro ho imparato che nei momenti di difficoltà non si deve mai dire :”oh! come sono stanca” perchè altimenti la stanchezza si farà sentire ancora di più, bisogna sempre “tirare il carretto” solo così gli altri ti verranno dietro e tutto prenderà la giusta direzione. Ogni tanto sento ancora la voce di mia nonna Dina che quando mi fermavo a parlare con qualche amica mi diceva:” Sabrina la candela si sta consumando  e la processione non cammina”. Spesso mi capita di parlare con altre mamme che lavorano anche in altri settori e condividere con loro i sensi di colpa che  mi affliggono quando non riesco a seguire mio figlio come vorrei perchè troppo presa dalla gestione del ristorante annesso al nostro stabilimento. Lo guardo gironzolare “randagio” tra gli ombrelloni e penso a quanto sarebbe bello poter essere con lui sulla spiaggia a giocare e fare il bagno. Poi però quando torno dalle trasferte romane e lo trovo ancora sveglio ansioso di sapere se ci sono novità sulla nostra sorte, sapere se siamo riusciti ad avere la meglio su quelli che (come dice lui) ci vogliono RUBARE il bagno, allora mi si riempie il cuore di gioia e all’improvviso tutto diventa chiaro, abbiamo creato un “nuovo mostro” un balneare, un pazzo che pagherà il canone come se fosse in affitto, IMU come se fosse proprietario, TARSU senza sconto anche se farà la differenziata, IVA al 21% (nella migliore delle ipotesi) ma che per qualche strano motivo sarà felice di farlo. E’ impossibile immaginare la nostra vita diversamente da come è stata fino ad ora perchè il nostro lavoro è la nostra vita e nesuno potrà mai portarcela via. Un grande abbraccio a tutte le donne d’amare.

Sabrina Romani

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