Sen. TOMASELLI (PD): “del tutto fuori luogo parlare di “svendita” o di “regalo ai concessionari”

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Ecco come il Sen. Tomaselli, uno dei firmataro dell’emendamento PD sulla sdemanializzazione ha illustrato i contenuti della presunta “vendita delle spiagge”, emendamento poi ritiraro. Ha voluto specificare che “non sono interessate in alcuni modo le spiagge libere o le spiagge soggette a concessione (la stragrande maggioranza) ma solo una percentuale del tutto minima delle attuali concessioni”.
“Una specificazione utile per “chi ha voglia di farsi un’idea senza pregiudizi e guardando al merito e non solo ai titoli dei giornali”. In via preliminare si rileva che l’oggetto della proposta emendativa non sono né le spiagge, né il demanio marittimo ma solo quelle aree che, formalmente ancora classificate tali, non rivestono più i caratteri della demanialità per la irreversibile loro trasformazione a seguito delle opere che siano state regolarmente assentite e autorizzate dalla Pubblica amministrazione (è, infatti, ben difficile e surreale riconoscere la permanenza della destinazione a un “pubblico uso del mare”, ad esempio, di un ristorante realizzato oltre un secolo fa su quello che era allora demanio e che formalmente e anacronisticamente continua ad essere qualificato tale ancora oggi).Il provvedimento di cosiddetta sclassifica del demanio marittimo è, del resto, già previsto dal nostro codice della navigazione sin dal 1942 che, infatti, con l’articolo 35 dispone che “le zone demaniali che dal capo del compartimento non siano ritenute utilizzabili per pubblici usi del mare sono escluse dal demanio marittimo con decreto del ministro per le comunicazioni di concerto con quello per le finanze”.Ciò è avvenuto da decenni e senza scandalo alcuno in centinaia di casi e ogni qualvolta si è in presenza di un allontanamento del mare e conseguente costruzione, sui cosiddetti “relitti del mare”, di interi quartieri cittadini o di infrastrutture (strade, piazze, lungomari, ecc.) puntualmente e giustamente sdemanializzati e ceduti, a titolo gratuito, agli Enti pubblici o a titolo oneroso ai privati.Per cui, si tratterebbe solo di meglio precisare, oltre che di dare impulso, alle iniziative di verifica della permanenza o meno dei caratteri della demanialità marittima stante anche la vetustà di una linea demaniale risalente nel tempo (in alcuni casi al 1899!).Sulle modalità previste da queste proposte emendative si ribadisce che è del tutto fuori luogo parlare di “svendita” o di “regalo ai concessionari” in quanto le eventuali e limitatissime cessioni dovrebbero avvenire ai correnti prezzi di mercato.Attraverso una ridefinizione delle competenze e del procedimento, si chiede altresì ai concessionari balneari di venire incontro alle esigenze pubblicistiche di un rapido quanto significativo abbattimento del debito erariale facendosi carico di questa operazione straordinaria diretta a valorizzare, proprio nell’interesse pubblicistico, quei cosiddetti “relitti del mare” che non rivestono più i caratteri della demanialità.Infine, tutta la procedura prevista vedrebbe il pieno coinvolgimento dei ministeri, delle Regioni e degli enti locali interessati.In alcuni modo, si ribadisce, sono interessate da questa ipotesi le spiagge libere o le spiagge soggette a concessione (la stragrande maggioranza) che non rientrano nella fattispecie citata, che riguarderebbe solo una percentuale del tutto minima delle attuali concessioni.

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