SERGIO PIZZOLANTE: “conto sulla mobilitazione della categoria per sostenere l’emendamento”

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On.le Sergio Pizzolante 

L’emendamento da me scritto con la collaborazione delle associazioni di categoria ed a firma Gasparri-Chiavaroli e’ ancora vivo ed oggi sarà’ discusso nelle riunioni di maggioranza.

Ieri sera alle 23 ho parlato in commissione bilancio al Senato con il relatore D’Ali’ e con la senatrice Chiavaroli, mi hanno confermato il loro deciso impegno. Ho proposto, dopo aver sentito le associazioni una ipotesi di mediazione con il PD che rimane fermo sulla posizione conosciuta.
Ne ho parlato ieri con il presidente dei senatori del gruppo Nuovo Centro Destra, Maurizio Sacconi, con il Ministro Lupi e con Alfano ricevendo pieno sostegno. Nella giornata di oggi torno al Senato. Si sta lavorando anche sui maxi canoni…
Comunque, se non si dovesse superare il veto del PD al senato, in queste ore convulse,ci riproveremo alla Camera la prossima settimana, prendendoci il tempo necessario per discutere.
Conto sulla mobilitazione della categoria!!!!

Una riflessione: …

è ora che la categoria capisca che mai si era arrivati ad una soluzione auspicata dallo stesso governo e che negli anni, come tutti sappiamo, si sono cercate mille soluzioni e che questa, quella che ad onor del vero a noi richiederà più sacrifici, è l’ultimo treno che passa. Il resto, sarà di nuovo un percorso in salita e ora abbiamo anche il tempo contato… da tutte le parti ci dicono che la proroga e’ al 2020 è si in G.U., ma non è ancora certa. Io non vorrei trovarmi con una legge delega alle regioni dove inesorabilmente perderemo ancora tempo.

Si sa la questione ormai è tutto un problema di soldi perché se si guardasse il principio noi nella Bolkestein non ci dovremmo essere, siamo beni e non servizi, ma ahimé siamo stati presi di mira come la categoria che deve pagare per tutti, la colpa da ogni parte è dei balneari, ed ecco così arrivare la TARES, l’aumento dei canoni e in Liguria, regione capofila del demanio, ci viene imposta l’aumento dell’imposta regionale sul canone che farà decuplicare lo stesso, forse anche per i pertinenziali. Ci sentiamo dire dall’assessore Cascino che se un balneare che paga 30 mila euro e più di canone ci sta dentro, per il solo fatto che non chiude, perché non aumentare i canoni di tutti gli altri?

E ora il nostro ultimo treno su cui salire è diventato un tira e molla politico e per alcuni, per fortuna non tutti come vedo dai commenti su facebook, sostenerlo è come sostenere un determinato partito politico. Vorrei ribadire che è l’ultima possibilità, prima di cadere di nuovo nel baratro dei rinvii e vorrei dire a chi lo ostacola, dicendo che non c’è più nulla da fare, che la responsabilità è tanta, troppa perché il tempo non c’è più, siamo agli sgoccioli e che da più parti, anche lo stesso Baretta, ci hanno detto che in UE non ci vogliono sentire. Con amarezza dico questo, perché anch’io sarei per difendere i principi, ma quando il linguaggio è quello dei soldi, noi non possiamo andare con la lingua dell’ideologia, bella per carità, ma ormai è appurato che si segue una politica europea unicamente basata sulla supremazia dell’economia sulle persone.

Il nostro paese è inutile affermare il contrario ha da tempo rinunciato e non prova più a sostenere quella sovranità che ragionando per definizioni è la facolta del governo indigeno di un determinato Stato di prendere decisioni inerenti la propria popolazione e il proprio territorio.

Non credo che sia più possibile sospendere  le cifre e gli indici, non è più possibile riporta­re al centro del discorso pubblico un linguaggio sconosciuto ai tecni­ci e agli eurocrati che può essere riassunto  in una parola chiave che è insieme cultura, tradizione e prassi politica, in un poche parole la sovranità.

Dobbiamo purtroppo iniziare a parlare la loro lingua e ve lo dice una che da Bruxelles è tornata con un amore ancora più grande per l’Italia, ma non per l’Italia di oggi, per quella che non c’è più.

NULLA SARA’ COME PRIMA. 

 

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