Sicilia e aumento canoni 600%: decreto n. 509 del 3 aprile 2013

Da Gerlando Gramaglia

Pubblichiamo la proposta dell’aumento del 600% dei canoni demaniali marittimi, MORTALE per l’economia turistico-balneare dell’agrigentino in primis e della Sicilia in generale, dell’Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente, – L’AGRIGENTINA – MARIELLA LO BELLO, decretata dal Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

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«Il canone base annuo relativo alle concessioni di beni demaniali marittimi, specchi acquei e pertinenze demaniali maritttime […] è aumentato del seicento per cento rispetto alla corrispondente misura dell’anno precedente».

 È quanto contenuto in un decreto, quello da noi pubblicato, del presidente della Regione Siciliana n. 509 del 3 aprile 2013, emanato «su proposta dell’assessore al Territorio ed Ambiente di concerto con l’assessore all’Economia». Aumenta di sei volte il pedaggio  che i privati devono pagare alla Regione per l’uso del litorale siciliano: dal lido balneare al pontile delle raffinerie, passando per porti turistici e attracchi di barche, ristoranti, alberghi e attività di acquacoltura. L’aumento si applica subito e ha valore retroattivo: dal 1° gennaio 2013, «ferma restando la maggiorazione del 4%, del 7% e del 10% relativamente alle aree a bassa, media e alta valenza turistica».

Ed è proprio da qui che parte la crociata dell’assessore regionale al Territorio e ambiente, Mariella Lo Bello: «Abbiamo voluto allineare la Sicilia al resto d’Italia, adeguando canoni che erano scandalosamente bassi rispetto sia al valore del demanio, sia al raffronto con altre realtà». Lo Bello stima in «dieci milioni di euro circa, comprese multe e contenziosi» la posta oggi incassata dalla Regione, «tutto compreso, dai lidi agli alberghi, fino ai pontili delle raffinerie». Una cifra «irrisoria, pari al fatturato di un singolo lido di Mondello». La stima dell’assessore è di arrivare a 52 milioni sin da quest’anno.
Alla Regione è arrivata una risposta molto dura da parte dei vertici regionali di Federalberghi (Nico Torrisi), Fipe e Sindacato Balneari (Dario Pistorio), Confesercenti (Vittorio Messina), Federazione italiana balneari (Antonello Firullo), Faita (Giuseppe Zingale) ed Ente regionale turismo siciliano (Pietro La Torre): «La scelta del governo di aumentare i canoni in modo indiscriminato è omicida nei confronti delle imprese turistiche». A Crocetta ricordano che «non siamo petrolieri, ma piccole e medie imprese locali impegnate in un settore strategico per lo sviluppo della Sicilia. Va posto immediato rimedio a questo provvedimento abnorme e sollecitiamo gli assessori al Turismo e alle Attività produttive a fare sentire la propria voce». I rappresentanti di categoria invitano «il presidente Crocetta e l’onorevole Trizzino a dare notizia pubblica del lungo elenco di soggetti che beneficiano dei cosiddetti canoni ricognitori spiegandone la logica» e, condividendo «le ragioni del presidente di Confindustria Montante nel lamentare la totale assenza di attenzione per il mondo delle imprese nella Finanziaria», minacciano di «passare dalla critica ancora costruttiva alla sfiducia di fatto alla giunta regionale se non ci saranno radicali inversioni di marcia nelle sue politiche».

 

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