Spagna, proroga 75 anni: risposta di Michel Barnier a nome della Commissione

DownloadedFile-4da Abruzzo Balneari e Comitato Balneari Lazio

Pubblichiamo l’interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto e la seguente risposta di Michel Barnier

Interrogazione di Mara Bizzotto

 

Oggetto: Applicabilità del modello spagnolo al settore balneare in Italia

L’adozione della direttiva 2006/123/CE ha implicato la contestazione della compatibilità della legislazione italiana che normava il settore dei servizi balneari con quella comunitaria, in particolare per quanto riguarda il diritto di insistenza e di rinnovo automatico delle concessioni, le quali non potranno più essere rinnovate automaticamentema dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica alla scadenza temporale di ogni concessione, oltre che avere una durata appropriata. Il 31 dicembre 2015 scadranno le proroghe al precedente sistema di concessioni italiano e30 000 imprese, che negli anni hanno sostenuto ingenti investimenti per la riqualificazione delle strutture turistico-balneari e per il sostegno e lo sviluppo dei litorali, si vedranno espropriate delle proprie attività e conseguentemente della parte di investimenti che ancora non hanno ammortizzato. La posizione della Commissione è sempre stata quella di non concedere ulteriori deroghe alle concessioni italiane, per cui esse andrebbero assegnate a partire dal gennaio 2016 tramite asta pubblica come prescritto dalla direttiva«Servizi».La Spagna ha di recente varato il 4 ottobre scorso un progetto di legge che prevede una proroga delle concessioni in essere per il settore dei servizi balneari di ben 75 anni, legge che è stata accolta con favore dalla commissaria Reding, la quale ha dichiarato che essa migliora la certezza giuridica dei proprietari di beni immobili soggetti alla legge costiera.

Conferma la Commissione che la legge spagnola sopracitata è compatibile con la direttiva 2006/123/CE? Ritiene essa che possa costituire un modello giuridico adatto anche alla situazione italiana, sul quale basare una normativa ad hoc in grado di tutelare il settore dei servizi balneari che è fondamentale per la nostra economia senza incorrere in procedure di infrazione da parte dell’UE?

Risposta di Michel Barnier

“Come la Commissione ha spiegato nella recente risposta all’interrogazione P-10112/2012, la direttiva sui servizi impone agli Stati membri di garantire la parità di accesso al mercato quando il numero di autorizzazioni disponibili è limitato a causa della scarsità delle risorse naturali. A tal fine, in questi casi l’autorizzazione deve essere concessa per un periodo limitato di tempo, di durata tale da consentire al prestatore di recuperare il costo degli investimenti e ottenerne un giusto rendimento.

La proroga per altri settantacinque anni delle concessioni prevista nel progetto di riforma spagnolo a cui l’interrogazione fa tra l’altro riferimento non riguarda le autorizzazioni rilasciate a prestatori che forniscono servizi sulle spiagge avvalendosi di infrastrutture mobili, come bar e chioschi. Per le autorizzazioni all’uso delle spiagge a questi scopi, il progetto di riforma stabilisce una durata massima di quattro anni. Per questo motivo, il progetto di riforma non sembra sollevare problemi di incompatibilità con i principi stabiliti dalla direttiva sui servizi.
Il periodo di settantacinque anni menzionato nell’interrogazione si riferisce a concessioni accordate ai proprietari per l’uso di fabbricati di loro proprietà costruiti in aree ritornate al demanio marittimo. Il progetto di riforma mira a garantire la certezza del diritto per i proprietari in considerazione delle ambiguità riscontrate nel vigente quadro giuridico sui fabbricati situati nella fascia costiera in Spagna.”

Invece per le imprese balneari che non sono abitazioni private, ma bensì aziende produttive gestite da famiglie italiane, in cui lavorano 60 mila donne (imprenditrici balneari) di cui 30 mila giovani donne,  il governo italiano e l’Europa non prevedono nessuna certezza di diritto?

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One Response to “Spagna, proroga 75 anni: risposta di Michel Barnier a nome della Commissione”

  1. angelo sodini

    Questa direttiva servizi si allarga e si stringe a piacere,a seconda dell’azione dei vari commissari in difesa dei propri connazionali(vedi Reding).Dove e’ Tajani,vicepresidente della commissione?Cosa aspetta a intervenire?0 fa anche lui parte della cricca!

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