Spiagge all’asta, anche il M5S è contro la Bolkestein

IMG_22986214164094Di Patrizia Lerda

Lunedì  12 maggio si è svolto al Principe di Piemonte di Viareggio l’incontro con il movimento 5 stelle alla presenza del vice presidente della camera Luigi  di Maio e dell’ On.le Carla Ruocco vice presidente della commissione finanza. L’incontro, promosso da Marcello di Finizio, Nando Cardarelli presidente comitati toscani e dalla sottoscritta, Patrizia Lerda di Donnedamare per l impresa balneare.

Il vice presidente Di Maio ha ribadito, come aveva già fatto nel precedente incontro a Roma, che la Bolkestein non è applicabile al comparto balneare, che il movimento 5 stelle, si impegnerà in Europa ad interrogare le commissioni affinché avvenga l’esclusione del comparto dalla direttiva.

Dice inoltre che chi ha creato questa problematica non possa nè voglia certamente trovare una soluzione. Nella Bolkestein non c’è nessuna logica di libera concorrenza ma, piuttosto, l’agevolazione a multinazionali e banche di poter entrare sul territorio. Nomina anche lo stesso Bolkestein che intervistato da Bettina Bolla per Donnedamare ha espresso la sua perplessità sulla presenza del comparto balneare nella direttiva.

Di Maio vorrebbe indire un tavolo dove verranno invitate associazioni, comitati e rappresentati del comparto, subito dopo elezioni del 25 maggio per poter lavorare liberamente e senza strumentalizzazioni.

L’on.le Ruocco parla di sovranità dello Stato italiano e di gestire la situazione degli stabilimenti balneari in Italia. Essendo nella commissione finanze, ha potuto potuto appurare che il problema dei balneari non è tenuto in nessuna considerazione dalla classe politica, che pensa più alle banche che alle PMI.

L’attività di opposizione  che stanno facendo i cittadini del movimento è quella di riportare la sovranità allo stato e di riappropriarsi del territorio.

“In Europa, si comporteranno come scudi umani  – continua l’on.le Ruocco – per salvare la sovranità del nostro paese”.

Come rappresentante di Donnedamare ho ribadito che la direttiva servizi è un colossale errore fatto in mala fede o per non conoscenza rimarca che i politici dovrebbero provare un sentimento di vergogna per non aver voluto o non aver saputo tutelare 30 mila imprese sane e produttive per aver distrutto l’indotto e per aver applicato codici OMI che rendono cannoni insostenibili portando al fallimento di 300 colleghi pertinenziali. Ho chiesto l’esclusione dalla direttiva.

Marcello di Finizio ha improntato  il suo intervento su come il movimento abbia capito la pericolosità della Bolkestein, sulla necessità di interloquire con le forze politiche evidenziando i tentativi   fatti con altre forze politiche purtroppo senza risposte costruttive.

Nando Cardarelli esprime la necessità di lavorare a fianco delle commissioni che ci vedono interessati per valutare ogni equa proposta che possa accontentare tutti al fine di non perdere la nostra peculiarità. Ha auspicato la collaborazione dei colleghi balneari che per ottenere risultati dovranno partecipare molto più attivamente.

L’ incontro é stato caratterizzato anche da momenti caldi dove una rappresentanza del movimento 5 stelle del meet up locale ha interrotto inveendo contro i balneari definendoli dei privilegiati. Uno per tutti il conosciuto David Lucii.

Hanno citato il punto 9 del Not in My Name, documento interno del movimento dove si secondo il meet up impedisce di lucrare sui beni dello stato.

La platea di grillini, infatti, si attendeva una diversa presa di posizione da parte dei propri parlamentari. Quanto meno una presa di distanza da una categoria che lucra sul bene pubblico.

Di Maio ha quindi evidenziato la necessità di regolamentare, attraverso una legge nazionale, l’utilizzazione delle spiagge, bene prezioso per l’Italia, che definisca con chiarezza le regole per un bene così prezioso per l’Italia come le spiagge. Regole da scrivere, ha detto ancora Di Maio, tutti insieme, confermando l’impegno di M5S alla difesa della piccola e media impresa italiana.

 

 

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