Spiagge: incubo ‘Bolkestein’ per 1.200 balneari liguri, temiamo espropri

images(Adnkronos) – ”Per quanto riguarda la Liguria, osserva Alberini, ”abbiamo 1.200 aziende che di fatto, senza interventi sostanziali, nel 2019 perderanno il diritto alla gestione non solo delle spiagge, ma anche dei manufatti edilizi che hanno realizzato. Questo accadra’ indipendentemente dagli investimenti realizzati e dalla presenza di mutui ancora in essere. La normativa vigente prevedeva che ultimati i lavori per realizzazione e ampliamenti dei manufatti edilizi al servizio degli stabilimenti, questi venissero immediatamente incamerati nel patrimonio del demanio. Gli indennizzi di cui si e’ parlato dovrebbero essere calcolati sul fatturato dell’ultimo triennio e i parametri di cui si sta ragionando non riuscirebbero a garantire che 1/10 del valore degli stabilimenti”. ”La categoria – conclude Alberini – e’ maturata molto e i gestori sono disponibili a ragionare di liberalizzazioni, ma non di espropri, soprattutto se il fine ultimo e’ quello di favorire le coop o le grandi societa’ di capitali”.

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14 Responses to “Spiagge: incubo ‘Bolkestein’ per 1.200 balneari liguri, temiamo espropri”

  1. pallina

    L’esproprio lo hanno fatto loro ai danni della collettività intera. Non dimentichiamoci che utilizzano un bene pubblico a fini privati e le aste, se mai ci arriveremo, servono solo per far sì che i concessionari paghino il giusto prezzo ai legittimi proprietari, cioè noi tutti. E non la vera e propria elemosina che versano quale canone concessorio da decenni, lucrandoci l’impossibile. Senza considerare le multe che lo Stato dovrà pagare per l’ultima proroga al 2020, superiore all’incasso totale delle concessioni!
    Tutta questa loro battaglia è solo ed esclsusivamente perchè sanno benissimo che con le aste emergerebbero i veri valori delle concessioni, cioè dalle 10 ad oltre 20 volte rispetto a quanto pagano adesso. Punto.

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    • donnedamare

      Carissima Pallina,
      quello che hai scritto, senza neanche firmarti, è uno dei più grossi clichée che ci sono nei nostri confronti e ti ringrazio per averlo fatto, qui, in casa nostra.
      Noi utilizziamo, per contratto con lo Stato, si un bene pubblico. E su questo sono d’accordo con te. Ma non tieni conto però di un fatto: che noi questo bene pubblico lo valorizziamo, tenendolo pulito, fornendo servizi di difesa ambientale (vedi ripascimenti e reef sommersi), di pulizia e di salvataggio, per i quali ci sostituiamo allo stato, togliendo a quest’ultimo un pesante fardello economico, non più compatibile con i buchi di bilancio che hanno oggi le casse comunali. Ci sono in Italia zone che andrebbero bonificate e valorizzate in cui si dovrebbero inserire stabilimenti balneari, che contribuirebbero alla valorizzazione economica e anche ambientale della zona in questione. Ci sono anche altri stabilimenti balneari in Italia all’interno di Parchi naturali e questo ti fà capire come essi siano armonizzabili con l’ambiente, non deturpando lo stesso, anzi.
      Per quanto riguarda i canoni, sfondi una porta aperta: il sistema e, siamo i primi a dirlo, andrebbe riformato. Ci sono molti casi in Liguria ed in ogni parte di Italia che pagano cifre altissime pari anche a 150mila euro di canone per cui hanno dovuto accendere a mutui e altri invece che pagano pochissimo. Il sistema andrebbe uniformato, tenendo anche conto della posizione geografica (vicinanza città d’arte, grandi centri urbani) e dell’attrattività turistica del luogo dove insistono le strutture balneari.
      Noi, infine, ci siamo comprati il lavoro ed abbiamo speso cifre molto alte per acquistarli. Abbiamo investito ed accettato il rischio di impresa dato dalle condizioni atmosferiche, dalle annate più o meno buone per quanto concerne la crisi e la capacità personale che ognuno di noi ha nel fare impresa.
      Qui http://donnedamare.wordpress.com/2013/01/04/una-decina-gli-enti-che-vigilano-sugli-stabilimenti-balneari/ puoi vedere tutti gli enti che vigilano sugli stabilimenti balneari. Tanti? vero?
      Paghiamo tasse annuali quando in realtà possiamo stare aperti solo pochi mesi l’anno. Esempi? la tassa sulla spazzatura che ha cifre altissime. L’IMU come se fossimo proprietari degli immobili e il demanio come se fossimo in affitto… Siamo nella direttiva servizi perchè siamo considerati servizi e non beni e in base a questa definizione non dovremmo pagare l’IMU che invece ci fanno pagare. Qualcuno in UE dice che ci sono beni limitati per quanto riguarda le concessioni… invece su 8000 km di costa ce ne sono 900 km che hanno concessioni demaniali. La concorrenza per noi va bene, va bene dare il via ad altre concessioni, quello che non accettiamo è la SOSTITUZIONE d’impresa, perchè in nessuna parte, in nessun Trattato Europeo si dice che la concorrenza è basata sul principio di sostituzione.

      Per quanto riguarda l’infrazione ti informo sul fatto che l’Italia ha attualmente 99 infrazioni anche gravissime in materia ambientale, però persone in malafede come te si occupano solo di noi.
      Guarda qui
      http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/infrazioni-ue-italia-ridicola-multe-per-3-5-miliardi-di-euro-anche-su-galline-banane-e-pallanuoto
      Con questo chiudo dicendo che un giorno magari ti troverai a non avere più un tuo lavoro e a non sapere più che dare da mangiare ai tuoi figli, perché noi ciò che abbiamo guadagnato lo abbiamo investito ed abbiamo mutui fino al 2021 e spero che ci siano persone come te, felici che tu possa perderlo. Io non sarò una di queste, stai tranquilla, perchè so che cosa vuol dire.
      Senza rancore… pallina
      Bettina Bolla (Io mi firmo perchè sono nel giusto e non o paura di cosa dico)

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    • giada

      Ciao Pallina,
      sono un Dottore di ricerca in biologia evoluzionistica, laureata a Pisa con 110/110 e lode che continua a fare ricerca freelance (ossia pagandolsela) perchè in Italia si finanzia tutto (MPS Compresa) ma non la ricerca e un Paese che non finazia nella ricerca è un Paese in via di estinzione. Ho fatto questa premessa non per essere autocelebrativa ma per farti capire qual è la mia condizione che ti posso assicurare essere simile a molti altri miei colleghi. Sono riuscita fino ad ora a vivere e a pagare le bollette grazie allo stabilimento balneare della mia famiglia. Sono d’accordo quando dici che QUALCUNO (e non tutti) ha lucrato negli anni su un bene comune ma vorrei che tu guardassi le cose anche da un altro punto di vista, perchè nella vita non c’è niente di completamente bianco o completamente nero:
      1. coloro che hanno lucrato e non hanno pagato le concessioni in questi anni è giusto che siano puniti, così come chi fa lavoretti extra in nero o va nelle case a fare i capelli o servizi estetici in nero o dà ripetizioni in nero o fa visite mediche in nero o compra la nutella con i soldi pubblici o ti fa il caffè senza darti lo scontrino. Ci sono tanti “diavoli” ma anche tante persone perbene che hanno fatto negli anni un lavoro in piena onestà e professionalità, pagando spesso più di quanto gli esterni credano;
      2. la maggiorparte delle aziende balneari dà lavoro a ragazzi che vogliono arrotondare o che vogliono pagarsi gli studi ma senza trascurare lo studio, fa lavorare le signore che vogliono aiutare il marito nel menage familiare, fa lavorare i bagnini over 50 che hanno esperienza e giudizio e che ti permettono ti prendere tranquillamente il sole quando i tuoi figli fanno il bagno.
      3. per un gestore “bravo” di uno stabilimento balneare il mare è un bene prezioso perchè su questo si basa la sua azienda ed ha tutto l’interesse a mantenerlo “sano” a differenza di molte spiagge libere o gestite dal comune in cui quando va bene ti siedi su una siringa infetta!
      4. se ti fosse capitato di essere cacciata dalla spiaggia allora quello è un balneare “cattivo” perchè i balneari sanno benissimo che non sono i padroni della spiaggia sono solo i guardiani che naturalmente vengono pagati per il loro lavoro.
      5. tutte le balle che i politici raccontano su penali einfrazioni europee sarebbero cancellate in un baleno se tutti i cittadini potessero andare a parlare con i parlamentari dell’Unione Europea pèerchè l’europa è più aperta e comprensiva di quello che si pensi….la vipera ce l’abbiamo in casa e sputa tutto quello che vuole, credimi!
      6. ora che siamo in piena distruzione dell’economia italiana i ns politici, da volpi astute, cosa vogliono fare? Demolire le aziende esistenti che danno lavoro a tantissima gente (e non solo ai familiari dei balneari!!!).
      7. purtroppo non ho qui le spese sostenute per il mantenimento dello stabilimento ma se io e il resto della mia famiglia dobbiamo fare un secondo lavoro vuol dire che tutto quest’oro di Re Mida non c’è e che si paga più di quello che le solite vipere vogliono far credere. E ti dico di più saremmo disposti a pagare anche di più per le ns aziende e lo abbiamo proposto più volte ai ns politici ma come ben sai non c’è più sordo di chi non vuol sentire…
      Concludo perchè credo di averti tediato abbastanza…vorrei solo ricordarti che al Mondo esistsono “bravi” balneari, medici, avvocati, muratori, elettricisti, baristi, giudici….ed esistono “cattivi” balneari, medici, avvocati, muratori, elettricisti, baristi, giudici…mai generalizzare…perchè la globalizzazione schiaccia le buone cose e le buone persone, quelle che io e molti altri miei colleghi, senza ombra di dubbio, siamo!

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    • Emanuele Cola

      Cara signora Pallina lei e’ figlia del qualunquismo iniettato dai media(giornali report ecc.) saro’ conciso perche’ la mia collega Bettina Bolla le ha gia’ risposto in maniera esauriente, aggiungo solo che quando ho acquistato il diritto alla concessione esisteva un articolo di legge definito DIRITTO DI INSISTENZA che prevedeva il rinnovo automatico, prima di4 anni e poi di 6! Quindi la mia famiglia ha investito gli sforzi di una vita in questa attivita’, nessuno me l’ha regalata! RIFLETTA ora che sa le due campane GRAZIE

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  2. nicola spinabelli

    Spero, gentile signora pallina, che avrà la bontà e la volontà di leggere quanto sopra, questo per sua personale informazione, perchè quanto lei scrive è il risultato di una campagna di propaganda disinformativa nelle quale Lei e molti altri sono, purtroppo, caduti.
    Tenga solo presente che nelle suddette strutture lavorano persone con famiglia, come probabilmente è anche lei, e provi per un attimo a pensare come si sentirebbe se la prospettiva di vita professionale sua e della sua famiglia, dovesse improvvisamente avere una scadenza…
    La prego veramente di informarsi sull’argomento, è sufficiente leggere attentamente quanto scritto da Bettina.
    con immutata stima, Nicola Spinabelli

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  3. Anna Maria Falasca

    Facile parlare dal di fuori, si. Ma, mi dica signora Pallina…se le avesse investito tutti i soldi dell’attività nell’attività stessa con l’intento di migliorarla e qualcuno con due Euro prendesse la sua attività all’asta, le piacerebbe? Facciamo un esempio, che rende di più…se lei avesse investito 400.000 Euro per ristrutturazioni varie e riavrebbe indietro 50.000 Euro (forse…) dall’asta, senza contare l’avviamento naturalmente e in più perdesse il lavoro fatto da una vita con il quale vive la sua intera famiglia, LE PIACEREBBE?
    Inoltre, se non ci fossero i balneari, non ci sarebbe più spiaggia in buona parte della costa Italiana. Loro hanno lottato per difendere la costa, a volte sborsando di tasca propria per ciò che era competenza di enti.
    Per quanto riguarda i canoni, si informi meglio…io per esempio non pago un canone esiguo, anzi…con il canone che pago non guadagno con la spiaggia (si, ci vado pari), ma con il lavoro al bar e ristorante che mi porta la spiaggia.
    Quello che lei sicuramente non sa, è che andando all’asta non sarà certamente il piccolo a prendere il Lido, ma multinazionali che saranno in grado di fare offerte di asta bassissime e il prezzo che lei ora paga per un lettino se lo dimenticherà……di questo stia sicura…
    Avrei tante cose da dire, ma la vita baneari è così complessa che non si finirebbe più, ma se avesse altre questioni, sarei felice di chiarirle altri concetti…
    Saluti
    Anna Maria Falasca

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    • Barbara De Stefani

      La Sig.ra Pallina ha avuto l’onestà di dire apertamente ciò che molti pensano e scrivono nella convinzione che le imprese balneari abbiano “rubato” allo Stato un bene pubblico. Purtroppo questa convinzione è stata creata ed alimentata dalla retorica e dalla cattiva informazione. Sono convinta che queste persone non sanno che le imprese balneari hanno stipulato con lo stato un contratto che da una parte impone al concessionario gli obblighi che derivano da un contratto di affitto e dall’altra impone sempre al concessionario di svolgere servizi che lo Stato ritiene utili per la collettività a tal punto da costituire la condizione essenziale per il rinnovo della concessione e che lo Pubblica Amministrazione ha delegato ai concessionari.
      Per contro ai concessionari veniva garantito una sorta di diritto di prelazione al rinnovo della concessione. Ciò che non stupirebbe se invece di parlare di spiaggia e di stabilimenti balneari si parlasse di altra attività ( magari un negozio) esercitata in un edificio di proprietà dello Stato o di altro ente pubblico ( ce ne sono molti). In tal caso a chiunque sembrerebbe normale e doveroso che all’imprenditore che ha creato una attività sopportando i costi di avviamento, di ristrutturazione e di gestione fosse consentito di stipulare un nuovo contratto di affitto. E questo senza tenere conto del fatto che i concessionari hanno svolto funzioni di pubblico interesse garantendo la sicurezza della spiaggia e la balneabilità a tutti, non solo ai propri clienti. Perdonate la banalità ma i bagnini soccorrono qualunque bagnante si trovi in difficoltà ( e non solo i clienti dello stabilimento balneare) i concessionari si occupano della pulizia ordinaria e straordinaria della spiaggia ( pochi sanno quanto sia costoso rimuovere tonnellate di alghe che spesso si depositano sull’arenile dopo le mareggiate) e nella maggior parte dei casi sono proprio i concessionari a sollecitare interventi di controllo della pulizia delle acque. Questo solo per fare qualche esempio di ciò che i concessionari fanno per la collettività e che, senza di loro, nessuno farebbe.
      Purtroppo i ” non addetti ai lavori” credono che quella dei balneari sia una casta che si è garantita l’uso del bene pubblico a vita ed indipendentemente da tutto.
      Nulla di più sbagliato. L’utilizzo esclusivo del bene demaniale marittimo è contemplato nel nostro codice della navigazione ed è giustificato, appunto, dalla prestazione di determinati servizi definiti di interesse pubblico. La mancata prestazione di quei servizi comportava e comporta la revoca della concessione, così come il mancato pagamento dei canoni.
      Non è vero che le concessioni demaniali venivano rinnovate senza alcuna procedura ad evidenza pubblica. Anzi, allo scadere della concessione demaniale iniziava la complessa attività istruttoria prevista dall’art 37 del codice della navigazione e dagli artt 8 e 18 del regolamento navigazione marittima relativamente alla acquisizione di pareri tecnici ed alla procedura concorsuale (aperta a tutti gli interessati) Tale attività doveva essere espletata non solo in caso di revoca ma anche in caso di rinnovo della concessione, e indipendentemente dal fatto che questo avvenisse a beneficio del precedente concessionario il quale non vantava un diritto al rinnovo automatico della concessione ma soltanto una prelazione ad essere preferito ad altri possibili concessionari sulla base del fatto che egli aveva già dato prova di saper utilizzare il bene pubblico nel modo meglio rispondente all’interesse pubblico.
      Allo scadere della concessione demaniale ( che scade come un contratto di affitto ) pertanto il precedente concessionario, il quale aveva dimostrato di aver fornito correttamente quei servizi che lo Stato gli aveva affidato e di aver provveduto al puntuale pagamento dei canoni demaniali imposti dalla concessione demaniale e determinati autoritativamente dallo Stato poteva aspirare al rinnovo della concessione.
      Un tale diritto è riconosciuto e codificato (e incontestato) in caso di scadenza di un qualunque contratto di affitto commerciale ma è stato eliminato solo nel caso delle imprese balneari. E’ un vero peccato perchè ancora una volta è stato più facile fare demagogia ed alimentare una sorta di ” guerra tra poveri” piuttosto che spiegare, chiarire e difendere una categoria imprenditoriale che ha la stessa dignità( e che dovrebbe avere gli stessi diritti) delle altre.
      Purtroppo molti non conoscono la complessa genesi delle concessioni demaniali marittime nel sistema italiano ( che peraltro non si discosta molto dal sistema spagnolo o degli altri paesi dove vi è un turismo balneare) e si lasciano fuorviare da una cattiva/ inesatta/ incompleta informazione alimentata da coloro che vorrebbero ( e sono certa che non è il caso della Sig.ra Pallina) che le spiagge fossero sicure, pulite,perfettamente curate e…. gratuite
      Buona serata a tutti,
      Barbara De Stefani

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  4. Coletta parodi

    Carissima Pallina ,la disinformazione a volte gioca brutti scherzi, e le Donne ,come sa bene, quando sono nella ragione difendono, motivandolo,le loro realtà nel bene e nel male.Ho 63 anni sono laureata in psicologia sono sposata con un uomo che ha fatto l’avvocato per 38 anni e che proviene da una famiglia dove il lavoro ed il sacrificio sono all’ordine del giorno.Mio suocero con la liquidazione del suo lavoro da geometra di una grande azienda marmifera ,nel lontano 1970 ,mise mano alla ristrutturazione di uno stabilimento balneare che era della famiglia della moglie. Lo stabilimento in questione era stato dato ad uno zio della moglie ,siamo quindi negli anni 30, dal Re Emanuele per onori di guerra.I lavori ,allora, furono così onerosi che per un anno intero i negozi di alimentari e vari fecero credito a mio suocero per poter dare sostentamento alla famiglia composta da lui la moglie e due figli di cui uno mio marito. Lo stabilimento fu uno dei primi della nostra zona a presentarsi in tutta la sua nuova ,per quell’epoca1970,tecnologia e innovazione e non ti nascondo che a tutt’oggi siamo orgogliosi di ciò che riuscì a fare sempre nella corretta applicazione delle leggi allora vigenti.Boris ,questo è il nome di mio suocero,ha gestito per 40 lunghi anni con capacità caparbietà amore infinito e sacrifici immensi un bene che certo non ha comprato ma che non gli ha fatto neanche acquistare un ben che minimo “bene”come una casa propria, tant’è che la sua o meglio la loro casa è sempre stata la casa di guardianaggio dello stabilimento!Hanno vissuto senza “scialare”e senza fare della loro vita invernale un lusso sfrenato…semplicemente..non era possibile!Mio figlio a 20 decide di lasciare l’università, con immenso dispiacere nostro,e di affiancare il nonno nell’impresa Pietro, così si chiama,possiamo dire che è cresciuto con il latte e la sabbia,noi non abitavamo con i miei suoceri ma per Pietro quella è forse la “sua” vera casa.Nel 2006 abbiamo ulteriormente investito una somma ingente, per le nostre possibilità,stipulando un mutuo che finirà nel 2025 per offrire sempre migliori servizi .Ad oggi la nostra vita è questa:non facciamo vacanza (nel senso del viaggio)da tre anni non ce lo possiamo permettere, non cambiamo macchina dal lontano1999,andiamo poco o mai al cinema al teatro in pizzeria e quant’altro fa tempo libero, non abbiamo barche di proprietà ne tantomeno case in montagna al lago o in campagna, viviamo e lavoriamo nel pieno rispetto delle leggi ,paghiamo tutto ciò che lo Stato ci chiede e che le mie colleghe sopra ti hanno già dato una panoramica , siamo felici o quanto meno sereni?Ad oggi non so ;so solo di per certo che il rispetto,l’amore ed il sacrificio che mettiamo costantemente nel nostro Stabilimento è ripagato dalla gioia di avere intere famiglie che da oramai più di tre generazioni e provenienti da tutta Italia ci onorano con la Loro costante ed affettuosa presenza, questo per noi è essere utili al Turismo ed all’Italia ,questo per noi è consapevolezza di svolgere bene un lavoro che in parte ci è stato affidato dallo Stato, questo per noi significa onestà d’intenti ed onestà intellettuale, non importa se non ci siamo arricchiti molto più importante è l’affetto di chi sa chi siamo e cosa significhiamo per il Turismo Italiano.

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  5. ilaria piancastelli

    cara Sig.ra Pallina
    Confesserò di esserle infondo grata, perchè le sue parole (se è possibile), mi spronano ad andare avanti con ancora più convinzione nel lavoro che faccio. Un lavoro che , come le hanno già detto in maniera più che esaustiva le mie colleghe, è fatto di mille sacrifici. Ma che chissà per quale motivo continuiamo ad amare immensamente!!!!
    Spero che anche lei nella vita abbia qualcosa da amare con altrettanta passione, così potrà capire perchè ci scaldiamo tanto!!!
    La Saluto e le Auguro una Buona Giornata

    Ilaria Piancastelli

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